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Trump malato di COVID spiazza Wall Street, ancora più incertezza su Election Day. Report lavoro non aiuta

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Doppio schiaffo alla borsa Usa, che viaggia in forte ribasso: nell’arco di qualche ora, tutto il mondo apprende che Donald Trump e la First Lady Melania Trump sono risultati positivi al test del coronavirus. E’ stato lo stesso presidente americano ad annunciarlo, con un post su Twitter.
#TrumpHasCovid spiazza Wall Street, delusa anche da report occupazione Usa

Wall Street non la prende affatto bene, come si vede subito dai futures sul Dow Jones, che crollano fino a -500 punti, in attesa della diffusione del report occupazionale prevista per la giornata di oggi. Diffusione che arriva, come da attese, alle 14.30 ora italiana.
Il quadro che emerge non è del tutto confortante: la creazione di nuovi posti di lavoro ha rallentato il passo, confermandosi al di sotto delle attese. Nel mese di settembre l’economia degli Stati Uniti ha creato 661.000 nuovi posti di lavoro, rispetto alla crescita di 800.000 unità attesa dal consensus.
Certo, c’è da dire che, sebbene siano ancora milioni le persone rimaste senza lavoro a causa degli effetti sull’economia della pandemia da coronavirus, il dato di settembre conferma che, a fronte dei 22 milioni di lavoratori licenziati dalla metà di marzo, sono stati recuperati 12 milioni circa di posti di lavoro.
C’è poi il tasso di disoccupazione, sceso al 7,9% dall’8,4% di agosto, meglio delle attese, visto che gli analisti avevano stimato una flessione limitata all’8,2%. Ma, a tal proposito, c’è da dire  che a scendere è stata anche la partecipazione alla forza lavoro (-0,3% al 61,4%).

#TrumpHasCovid: in che modo sarà condizionato esito Election Day?

Wall Street va giù, sconfortata dalla doppia notizia. Ma in che modo il fatto che Donald Trump sia stato infettato dal coronavirus può condizionare la borsa Usa?
Leggi #TrumpHasCovid, gli impatti sul mercato e ipotesi rinvio elezioni. E per chi tifa Piazza Affari?
Secondo Rony Nehme, chief market analyst presso Squared Financial, cruciale per il risultato delle elezioni presidenziali Usa del prossimo 3 novembre sarà “il modo in cui Trump si riprenderà dal COVID-19”.
Ovvero? “Se guarirà velocemente, allora potrà dire di aver avuto ragione a gestire la pandemia come ha fatto (ovvero in maniera considerata fin troppo leggera e irresponsabile) e questo fatto potrà aiutarlo molto nella campagna presidenziale. In più, è possibile che incassi anche qualche voto di simpatia”. Il coronavirus lo ‘umanizzerà’ agli occhi di chi lo ritiene un presidente arrogante e aggressivo?
Se dovesse ammalarsi in modo grave, invece, per qualcuno potrebbe essere lo stesso coronavirus, alla fine, a metterlo KO nella sfida contro il democratico Joe Biden, che non per niente lo ha accusato di aver detto la verità sulla pandemia solo quando i mercati hanno iniziato a crollare”.
Così Marshall Gittler, responsabile della divisione di ricerca sugli investimenti di BDSwiss, stando a quanto riporta il sito Marketwatch:
“Anche se fosse in salute, che messaggio potrebbe mai dare ormai ai suoi sostenitori, che gli hanno creduto quando ha minimizzato continuamente la gravità del virus, affermando che prima o poi sarebbe ‘scomparso’, sostenendo che la risposta della sua amministrazione è stata ‘perfetta’? Tra l’altro, è l’intera persona Trump a incentrarsi su un’aura di ‘vittoria’. Se di colpo venisse visto come una vittima, la gente potrebbe iniziare a dubitare dei consigli che ha dato finora sul virus. Delusi dal loro leader, molti potrebbero decidere di votare probabilmente a favore dei Democratici”.

Luci e ombre dal report occupazionale

Cosa dire invece del report occupazionale di settembre appena reso noto? Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, commenta il rapporto sui Non Farm Payrolls statunitensi, guardando ai lati positivi che sono emersi:
intanto, si tratta del “dato migliore da marzo, quando il tasso di disoccupazione si era attestato al 4,4%”. Sono state inoltre “riviste al rialzo le cifre dei mesi scorsi (+145 mila posti di lavoro in totale rispetto alle stime precedenti)”. In particolare, “il dato di luglio è stato rivisto al rialzo di 27 mila unità a +1,76 milioni, quello di agosto di 118 mila unità a +1,489 milioni”.
Viene ricordato che “ad agosto i numeri sulle assunzioni erano stati particolarmente positivi per l’effetto di molte assunzioni temporanee da parte dell’Ufficio del Censimento (240k US Census Bureau)”.
“A livello di gruppi – continua Diodovich – la disoccupazione giovanile scende al 15,9%. La disoccupazione delle donne è pari al 7,7%, bianchi (7,0%), afroamericani (12,1%), asiatici (8,9%), ispanici (10,3%). Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è sceso al 61,4% (ancora lontano dai livelli di febbraio quando si attestata al 63,4%). Leggermente deboli i salari medi che salgono dello 0,1% su base mensile (consensus 0,2%). I salari sono saliti del 4,7% su base annua(consensus 4,8%)”.
Altro dettaglio importante: “il numero di disoccupati che hanno dichiarato di essere in sospensione temporanea dalle attività lavorative (‘temporary layoff’) è diminuito di 1,5 milioni a 4,6 milioni di unità. I disoccupati che hanno perso del tutto il posto del lavoro sono aumentati di 345 mila a 3,8 milioni”.
Secondo l’esperto, “da un punto di vista macroeconomico il dato sui NFP ha mostrato luci e ombre. Forte riduzione per il tasso di disoccupazione ma debole aumento dei nuovi posti di lavoro inferiore alle aspettative”.
Riguardo alla notizia del giorno, ovvero a Trump risultato positivo al test del coronavirus, Diodovich parla di un “evento game-changer sia per quanto riguarda le elezioni statunitensi sia per l’impatto sulle piazze finanziarie” ricordando che “nelle ultime ore gli investitori stanno aspettando notizie sui risultati dei tamponi dello staff di Donald Trump soprattutto delle persone al potere. Abbiamo osservato la negatività del Vicepresidente Mike Pence e di Steven Mnuchin, il Segretario al Dipartimento del Tesoro. Altro elemento da monitorare con particolare attenzione sarà lo sviluppo della positività di Trump. E’ chiaro che anche la campagna elettorale di Donald Trump evidenzierà un rallentamento considerando l’impossibilità per il candidato repubblicano di seguire ameno per i prossimi 14 giorni gli appuntamenti fissati in precedenza. Per Trump questo potrebbe essere un fattore molto negativo per riuscire a recuperare terreno nei sondaggi rispetto a Joe Biden soprattutto in quegli stati denominati Swing States o Battleground States che saranno fondamentali per l’elezione del nuovo presidente (cancellati già gli appuntamenti in Florida)”.
Ancora, “riteniamo che per le piazze azionarie sarà soprattutto l’eventuale approvazione del piano di aiuti da 2200 miliardi di dollari a rilanciare l’entusiasmo degli investitori e di conseguenza gli acquisti sulle stocks statunitensi. Le trattative tra repubblicani e democratici sembrano a buon punto ma la positività di Trump potrebbe cambiare le carte sul tavolo delle negoziazioni”.
Insomma, incertezza e ancora incertezza. Adam Crisafulli di Vital Knowledge scrive in una nota che gli investitori discuteranno sulle implicazioni che questa notizia avrà “sugli stimoli (economici), sulle riaperture, e sulle elezioni. Da un punto di vista politico, la diagnosi di Trump afferma e probabilmente cementa il vantaggio di Joe Biden”.
Marketwatch riporta anche il commento di Sebastien Galy, senior macro strategist presso Nordea Asset Management, secondo cui l’amministrazione Trump potrebbe decidere di lanciare misure ancora più radicali, ricorrendo di nuovi agli attacchi contro la Cina.
Questo shock creerà una serie di altri shock“, prevede l’analista.
“Chi finora si è opposto all’uso delle mascherine – ha detto dal canto suo Paul Donovan, capo economista presso UBS global wealth management – potrebbe rivedere la propria posizione. L’esperienza del presidente, inoltre, potrebbe avere un impatto sulle decisioni di sanità pubblica che saranno prese dal governo”.