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#TrumpHasCovid, gli impatti sul mercato e ipotesi rinvio elezioni. E per chi tifa Piazza Affari?

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Non è stato un gran bel risveglio per i mercati finanziari, con la notizia di Donald Trump positivo a Covid-19. Le ripercussioni sulle principali piazze finanziarie europee si sono viste fin dall’apertura, così anche Wall Street non sembra aver reagito positivamente alla notizia. Il tutto quanto manca un mese alle elezioni di martedì 3 novembre, anche se la situazione di salute dell’attuale presidente americano fa ragionare sull’opportunità di rinviare le elezioni: “Ci sono due scenari in questo caso: Trump asintomatico, o Trump che si ammala. Nel caso dovesse ammalarsi potrebbe venire messo in crisi il processo di elezioni presidenziali, aumenterebbe l’incertezza politica e potrebbe anche tardare il piano di aiuti da 2,2 miliardi di dollari per cui lo stesso Trump aveva accelerato al Congresso“, spiega Filippo A. Diodovich, market strategist di IG. “Si tratta sicuramente di un elemento organizzativo negativo per i repubblicani, perché hanno già dovuto cancellare comizi nei quali i due candidati sono abbastanza vicini”. Trump, infatti, non potrà presentarsi ai convegni in alcuni dei cosiddetti “swing States” (gli Stati in cui il risultato è incerto).  Ipotesi rinvio elezioni? “Un punto di domanda enorme, bisogna capire se il presidente americano oltre ad aver contratto il virus non risulterà definitivamente asintomatico. Sarà la Corte Suprema a decidere cosa fare, dato che si sfocerebbe nel legale con il voto per posta che è già partito. Insomma, una bella matassa da sbrogliare“.

Quali impatti sui mercati?

Si teme un forte sell-off nel breve termine, con Bloomberg che oggi in un suo articolo di approfondimento vede alcuni analisti parlare di una perdita del 10% per l’azionario a Wall Street: “Un eventuale sell-off dipende molto dall’eventuale rinvio o meno del piano di aiuti da 2,2 miliardi di dollari. I mercati stanno guardando molto ad alcuni elementi di pessimismo, tra cui anche l’aumento dei contagi e il crollo del petrolio, causato anche dal timore di nuovi lockdown, ma se dovesse essere approvato il piano ci potremmo anche aspettare un successivo rimbalzo”. In ogni caso, piace di più ai mercati Trump o Biden? “Una vittoria di Biden sui mercati azionari avrà un impatto limitato dal punto di vista degli indici e più importante da quello dei settori. La grande paura di Wall Street era più che altro la nomina di Bernie Sanders, che era dichiaratamente anti-elite. Con Biden si potrebbe avere un allentamento delle tensioni commerciali con la Cina e potremmo vedere favoriti i settori legati al green, al climate change e alle energie rinnovabili. Potrebbero risentirne, invece, i petroliferi e gli industriali“.

Euro-dollaro, cosa succede al cambio?

C’è stata tanta debolezza del dollaro ultimamente, c’è interesse nel capire cosa accadrà dopo le presidenziali: “Dopo le elezioni ci sarà un apprezzamento del biglietto verde con un cambio che scende, indipendentemente dal risultato. Eccetto casi eccezionali, ci aspettiamo un dollaro più forte, perché anche la Bce è in procinto di effettuare una revisione strategica dei propri obiettivi, con un euro più debole. Forse con Biden potrebbe esserci un apprezzamento maggiore, grazie all’allentamento delle tensioni internazionali“.

Gli effetti sul Ftse Mib: chi vince e chi perde?

Il mercato italiano ha sempre mostrato una correlazione con l’andamento del mercato azionario americano: “Anche una vittoria di Biden o di Trump può portare a un’influenza sulle azioni italiane. Con Trump potrebbe continuare il trend rialzista su Fca, ad esempio, mentre Biden potrebbe portare più incertezza ha causa della diatriba con General Motors e l’accusa di aver corrotto i sindacati per abbassare i costi del lavoro. Una vittoria democratica potrebbe riportare alla luce questa tematica. Ricordiamo che Fca negli Usa è presente con il 12% della propria quota di mercato, quindi i vertici guardano con timore a un’eventuale sconfitta di Trump. Anche altre società attive nell’automotive guardano con preoccupazione alle presidenziali: Brembo, ad esempio, ha 600 dipendenti negli USA e tra i rischi profilati dall’azienda, spicca quello di un’escalation delle tensioni commerciali con la Cina e, più in generale, un tensione all’isolazionismo commerciale. Dall’altro lato, lo sfaldamento dei rapporti commerciali con la Cina nell’eventualità di un secondo mandato di Trump provocherebbe ripercussioni anche su un altro titolo quotato sul Ftse Mib: Pirelli. Dal 2017 infatti la storica azienda produttrice di pneumatici (ma, nel tempo, anche moto, biciclette e materassi) è per il 45% in mano a ChemChina, impresa pubblica cinese attiva nel settore dell’industria chimica. Su altri titoli, se vincesse Biden, potrebbe trarne beneficio STM, ad esempio, facendo parte del comparto tecnologico”.