Notizie Notizie Mondo Trimestrali a Wall Street: quando escono i conti di JPMorgan, Goldman Sachs, Nvidia e le altre big Usa

Trimestrali a Wall Street: quando escono i conti di JPMorgan, Goldman Sachs, Nvidia e le altre big Usa

9 Gennaio 2026 14:13

Uno dei prossimi catalyst per i mercati azionari globali è la stagione di trimestrali che prenderà il via la seconda settimana di gennaio a Wall Street. Ad aprire le danze saranno di consueto le grandi banche statunitensi come JPMorgan e Bank of America, dopodiché toccherà via via a Netflix, Tesla e alle big tecnologiche come Microsoft, Apple e Nvidia.

Vediamo nel dettaglio il calendario delle trimestrali di alcune big americane che a partire dalla prossima settimana si cimenteranno nell’earning season.

Il calendario delle trimestrali di Wall Street

Nella tabella seguente, le date in cui si riuniranno i Consigli di amministrazione delle più importanti società statunitensi che hanno già approvato il calendario finanziario.

Società Data trimestrale Trimestre
JPMorgan martedì 13 gennaio 2026
Bank of America mercoledì 14 gennaio 2026
Wells Fargo mercoledì 14 gennaio 2026
Citigroup mercoledì 14 gennaio 2026
Goldman Sachs giovedì 15 gennaio 2026
Blackrock giovedì 15 gennaio 2026
Morgan Stanley giovedì 15 gennaio 2026
Netflix martedì 20 gennaio 2026
Tesla mercoledì 28 gennaio 2026
Microsoft mercoledì 28 gennaio 2026
Apple giovedì 29 gennaio 2026
Google mercoledì 4 febbraio 2026
Walmart mercoledì 25 febbraio 2026
Nvidia mercoledì 25 febbraio 2026

Fonte: Bloomberg

Le banche inaugurano la stagione di trimestrali Usa

Come di consueto, a dare il via alla earning season saranno le grandi banche e società finanziarie a stelle e strisce. Il 13 gennaio è in programma la pubblicazione dei risultati di JPMorgan, il giorno seguente, 14 gennaio, toccherà alle altre big bank Bank of America, Wells Fargo, e Citigroup.

Il terzo giorno dalla partenza delle trimestrali, 15 gennaio, toccherà ad altri colossi del settore bancario di Wall Street Goldman Sachs, BlackRock e Morgan Stanley, oltre a quelli del gigante della gestione patrimoniale BlackRock. Tutti i conti usciranno prima dell’apertura del mercato statunitense.

Sotto i riflettori sia l’attività bancaria tradizionale, con particolare riferimento alle prospettive per i margini di interesse in un contesto di tassi decrescenti con il taglio di dicembre da parte della Fed, sia i profitti dal trading e le commissioni da investment banking e gestione patrimoniale.

I conti di Netflix e Tesla

La settimana successiva, l’attenzione si sposterà su Netflix. Il colosso dello streaming pubblicherà i conti il 20 gennaio dopo la campanella e le attese sono molto elevate, grazie anche alla serie Stranger Things.

Per quanto riguarda Tesla, si dovrà attendere il 28 gennaio, a mercati chiusi. L’azienda guidata da Musk ha vissuto un 2025 sulle montagne russe, per poi chiudere a metà dicembre un cerchio perfetto con un altro record.  Focus anche sugli ultimi sviluppi in relazione a robotaxi, intelligenza artificiale e robotica, attività che oggi fanno da catalizzatore per gli azionisti.

Nvidia e le altre le big tech

Sempre durante questa seconda settimana sarà la volta delle big tecnologiche. Si parte il 28 gennaio con Microsoft per poi continuare il 29 gennaio con Apple, e si conclude la settimana successiva con Google il 4 febbraio.

La data da segnare in rosso sul calendario è il 25 febbraio, giorno in cui uscirà la trimestrale di Nvidia (sempre a mercati chiusi). Il produttore di chip, in attesa del via libera da Pechino per i chip H200, continua a rappresentare il riferimento principale per valutare la forza del megatrend dell’intelligenza artificiale.

I colossi del retail Usa

Da monitorare infine le trimestrali delle società della grande distribuzione, un termometro importante della propensione ai consumi degli americani. Walmart diffonderà i risultati il 25 febbraio prima dell’apertura delle contrattazioni. Ancora da confermare la data di pubblicazione dei risultati di Target, ma si prevedono in uscita per il 4 marzo.

Le indicazioni sulla spesa dei consumatori statunitensi sono sempre molto rilevanti per l’economia Usa, dato che i consumi interni contribuiscono all’incirca per due terzi al Pil complessivo del Paese. Questo assume ancor più rilevanza in un contesto di politiche commerciali restrittive da parte dell’amministrazione Trump, che potrebbero rallentare gli acquisti.