Notizie Notizie Mondo Trump ha scelto, sarà una Fed “MAGA ultra-colomba”? Ecco come reagirebbero Borse e Treasury

Trump ha scelto, sarà una Fed “MAGA ultra-colomba”? Ecco come reagirebbero Borse e Treasury

9 Gennaio 2026 11:19

Il nome del prossimo presidente della Federal Reserve, che da fine maggio prenderà il posto di Jerome Powell, arriverà a brevissimo, probabilmente a cavallo del Forum di Davos in programma tra due settimane e che vedrà la presenza del presidente statunitense Donald Trump. E la piega che prenderà la Fed in termini di politica monetaria è guardata con molto attenzione dai mercati.

Toto Fed, Trump ha già scelto?

Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, si aspetta che Trump prenda presto una decisione sul dopo Powell prima di recarsi al World Economic Forum, che si terrà a Davos, in Svizzera, dal 19 al 23 gennaio, o subito dopo. Anche se lo stesso presidente Trump in un’intervista al New York Times ha affermato di aver già deciso chi avrebbe nominato per guidare la Federal Reserve (“Ho in mente una decisione”, “Non ne ho parlato con nessuno”), senza rivelare la sua scelta.

Tra i papabili figura anche il responsabile degli investimenti obbligazionari di BlackRock, Rick Rieder, e Bessent ha spiegato che proprio l’esponente di BlackRock è l’unico a non essere ancora stato “intervistato” dal presidente degli Stati Uniti.

Gli altri tre in lizza sono il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett, il governatore della Fed Christopher Waller e l’ex governatore della Fed Kevin Warsh.

Bessent invoca tassi Fed più bassi 

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti ieri ha colto l’occasione per riaffermare la ferma convinzione che il livello dei assi di interesse è ancora “sostanzialmente sopra” il tasso neutrale e quindi è ampio lo spazio per ulteriori tagli da parte della Fed. Bessent ha descritto ulteriori tagli ai tassi della Fed come “l’unico ingrediente mancante per una crescita economica ancora più forte.” Perciò, ha esortato la Fed a non ritardare la riduzione dei tassi.

Le parole del Segretario del Tesoro arrivano in un momento in cui si prevede che la Fed si prenderà una pausa dopo aver effettuato tre tagli consecutivi lo scorso anno. I verbali del FOMC di dicembre hanno mostrato che alcuni funzionari della Fed sostengono il mantenimento dei tassi per un certo periodo, data l’attuale prospettiva economica.

Fed in salsa “Maga ultra dovish

Il mercato punta su due tagli dei tassi quest’anno, ma c’è molta incertezza con una possibile svolta ultra-dovish che potrebbe portare a più tagli nella seconda metà dell’anno. I dati Polymarket indicano una probabilità del 27% che il Fomc abbassi i tassi solo di 25 punti base due volte quest’anno, una del 23% di tre tagli e solo il 17% di possibilità di quattro tagli.

A interrogarsi su come potrebbe evolvere lo scenario dei mercati in caso di una svolta “Maga ultra-dovish” della Fed sono stati gli esperti di Ing, elencando le (tante) codizioni perchè tale scenario si avveri, a partire dall’estromissione di Lisa Cook sostituita da una colomba (che ora sembra meno probabile, ma comunque possibile) e dal fatto che Powell si allontani completamente dalla Fed (probabile, ma non certo). Si potrebbe andare in uno scenario in cui la maggioranza dei governatori della Fed siano delle vere e proprie colombe (Stephen Miran, il sostituto di Lisa Cook, il nuovo presidente della Fed e un’altra colomba già esistente; quindi quattro dei sette governatori della Fed).

“L’esito potrebbe dipendere da chi sarà il nuovo presidente. Se si trattasse di Kevin Hassett, siamo dell’opinione che non avrà un impatto significativo al di là del suo voto – argomenta Padhraic Garvey di Ing – . Se si trattasse, ad esempio, di un candidato esterno come Rick Rieder, ci aspetteremmo un impatto potenzialmente maggiore sui voti più ampi del comitato, anche perché rappresenterebbero meglio la voce esterna del mondo degli affari. Ma in sostanza, per influenzare la Fed, i sostenitori del MAGA dovrebbero influenzare tre degli otto membri rimanenti del FOMC per avere un impatto significativo e definitivo sulle decisioni sui tassi”.

Le conseguenze sui mercati di tagli senza giustificazione

Premettendo che si tratta di uno scenario ad oggi improbabile, Ing esplora le implicazioni, anche solo per inquadrare un caso estremo.

Uno scenario di tagli dei tassi “senza giustificazione” è quello in cui una Fed, sotto l’influenza dell’amministrazione Trump, adotta una politica estremamente accomodante ed esegue tagli dei tassi ben oltre quanto richiesto, in parte, direbbero alcuni, nel tentativo di dare impulso all’economia in vista delle elezioni di medio termine. “Con gli asset rischiosi che iniziano l’anno di buon umore, l’impatto di tassi ancora più bassi è probabilmente molto positivo, almeno all’inizio”, spiegano gli esperti della banca olandese.

E per i Treasury? In genere anche i bond apprezzano i tagli dei tassi, ma in questo scenario la fascia a lungo termine probabilmente non li apprezzerà così tanto. “Un aumento dei rischi di inflazione, unito a un offuscamento della percezione della Federal Reserve, crea un cocktail tossico. In casi estremi (ad esempio, se il rendimento a 10 anni dovesse superare il 5%), si potrebbe introdurre il concetto di controllo della curva dei rendimenti. Ma questo non controllerebbe la probabilità di una debolezza significativa del dollaro USA, danneggiando le esposizioni a breve termine dei Treasury”.

Questo insieme cumulativo di circostanze non dovrebbe quindi essere positivo per gli asset rischiosi. La conclusione di Ing è che una Fed “Maga dovish” non sarebbe positiva per i mercati.

Rischio giravolta nel giro di due anni

Ipotizzando che una Fed ultra-colomba arrivi a far scendere i tassi fino al 2%, con tagli ingiustificati dai fondamentali, allora la stessa Fed potrebbe trovarsi costretta nel giro di un paio d’anni a compensare con un successivo superamento al rialzo, diciamo al 4% (prima di stabilizzarsi nuovamente nell’area neutrale del 3,25%).