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I tre scenari per lo spread dopo test Emilia. Ing: elezioni anticipate un bene per i Btp (nel lungo periodo)

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Il conto alla rovescia in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna è ormai prossimo alla fine e lunedì mattina, risultati alla mano, i mercati daranno il loro giudizio. Una reazione che potrà essere diametralmente opposta sul fronte Btp, e di conseguenza spread Btp-Bund, a seconda di chi si imporrà nella competizione regionale. Gli ultimi sondaggi vedevano un serrato testa a testa tra il governatore uscente Stefano Bonaccini (centro-sinistra) e Lucia Borgonzoni (centro-destra), con il primo solo in marginale vantaggio rispetto alla candidata del Carroccio.
Le elezioni regionali di domenica rischiano di riportare in primo piano tra gli investitori il rischio politico che caratterizza il paese. Gli analisti di Ing ritengono che una rottura della coalizione a livello nazionale non sia ancora in gioco, ma il rischio politico rimarrà un driver importante dei mercati europei. Il report a cura di Francesco Pesole, Antoine Bouvet e Carlo Cocuzzo prende in considerazione i possibili scenari post voto e le possibili ripercussioni sullo spread Btp-Bund, ma anche sul cambio euro/dollaro e su quello euro/franco svizzero.

Se vince la Lega salirà il livello di allerta

La visione centrale di Ing è che anche se il candidato della Lega di centro-destra vince in Emilia (ribaltando 50 anni di dominio di sinistra e di centro-sinistra nella regione), è improbabile che il caos politico che seguirà causi una rottura dell’alleanza di governo tra Pd e M5S. Un elemento chiave che porta a ritenere altamente improbabile una crisi di governo è che sarebbe un suicidio politico per i partiti in carica, PD e M5S, indire elezioni nazionali in un momento in cui l’opposizione è pronta per la vittoria. Il rischio di un collasso del governo a breve termine si ridurrebbe ulteriormente se il Pd vincesse domenica, offrendo ai BTP un rally con spread che potrebbe rientrare in area 125-150 pb.

Quindi, almeno nello scenario base, niente elezioni anticipate. Dal punto di vista dell’impatto sul mercato, tuttavia, gli investitori potrebbero non avere una visione altrettanto costruttiva. “Una vittoria della Lega può innescare una reazione istintiva verso titoli di stato italiani (BTP) e il tasso di cambio euro/franco svizzero”, rimarca Ing che vede nel caso di vittoria della Lega uno spread in salita fino a 200 pb. Lo scenario alternativo, di elezioni anticipate, vedrebbe invece lo spread balzare in avanti tra i 200 e i 250 pb, ossia fino a quasi  100pb più rispetto ai livelli attuali.
Nei tre scenari elencati le ripercussioni sull’euro/dollaro sono praticamente nulle, con solo nel caso di elezioni anticipate la possibilità di un lieve indebolimento dell’euro.
I tre scenari post Emilia secondo Ing  e ripercussioni su spread ed euro/dollaro:

Italia non più nel mirino dei mercati

L’Italia si presenta a questo test non essendo più nel mirino dei mercati, come testimoniato dall’emissione record del nuovo Btp 2050, anche se i tassi rimangono elevati contendendosi con la Grecia il primato di rendimenti più alti nell’area euro.  Il tutto sebbene le prospettive economiche rimangano deboli.  Questo perchè il rischio di un confronto diretto con l’UE sulle sue finanze pubbliche è diminuito. “In secondo luogo, il rischio di ridenominazione – misurato come lo spread tra i contratti sovrani di CDS basati su ISDA 2014 e quelli basati su ISDA 2003 – è ancora molto basso rispetto a un anno fa quando alti funzionari della Lega presero in considerazione l’emissione di mini-BOT (spesso descritti come una moneta parallela mascherata). Una serie di considerazioni che inducono Ing a ritenere che l’Italia sia vista più come un rischio idiosincratico e quindi un più ampio contagio del mercato è percepito come piuttosto limitato.

Elezioni anticipate portano volatilità, ma nel lungo potrebbero far bene ai Btp

Se la coalizione dovesse superare l’estate, argomenta Ing, i mercati inizieranno a pensare che la stabilità politica andrà avanti fino al 2021 data la difficoltà di organizzare le elezioni nel bel mezzo del ciclo di approvazione della legge di bilancio. Un periodo “troppo lungo perché gli investitori rimangano sottopesati sulle obbligazioni italiane e perdano quasi un anno di valore. In questo caso, i BTP sarebbero liberi di convergere con gli altri mercati obbligazionari europei”, ipotizza Ing che in tal caso vede lo spread raggiungere i 115 punti base entro la fine del 2020. 
Ing non vede comunque le elezioni come uno spauracchio, anzi. Nel breve porterebbero volatilità, ma nel lungo periodo potrebbero anche essere positive per i Btp anche se l’eventualità di Salvini al governo porta molte incertezze sul suo atteggiamento verso l’Europa e sugli effetti delle politiche fiscali che metterà in atto. I mercati italiani rimangono ostaggi degli sviluppi politici. “Per quanto tempo questa coalizione può rimanere unita determinerà se lo spread Btp-Bund continuerà ad allargarsi o scenderà. In definitiva, le elezioni nazionali sarebbero un modo per risolvere l’incertezza politica, sebbene qualsiasi voto sarebbe preceduto da un periodo di maggiore volatilità e di spread più ampi”, conclude Ing.