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Piazza Affari raddrizza la settimana: +1,1% con chiusura sui massimi di sempre per Enel, Terna ed Hera

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Colpo di reni a fine ottava per Piazza Affari che ritrova il sorriso dopo che le precedenti 4 sedute erano state avare di soddisfazioni complici principalmente i timori legati al coronavirus.  L’indice Ftse Mib è risalito di slancio a ridosso dei 24mila punti chiudendo a 23.969 (+1,11%). In Italia l’attenzione è rivolta al fronte politico in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria (in programma domenica), considerate un test per misurare la tenuta dell’esecutivo giallo-rosso.

Enel tocca nuove vette, volano tutte le utility

Sul parterre di Piazza Affari hanno segnato performance di rilievo diversi titoli a partire dal peso massimo Enel (+2,61%) che si è spinto per la prima volta sopra i 7,8 euro, nuovo massimo assoluto. Il titolo dell’utility guidata da Francesco Starace segna già oltre +10% Ytd nonostante a inizio settimana abbia staccato l’acconto dividendo da 0,16 euro per azione. Molto bene anche altre utility quali Hera (+3,21% a 4,238 euro) anch’essa sui nuovi massimi storici, così come Terna (+1,61% a 6,32 euro).
Atlantia è balzata in avanti di oltre il 3% sotto la spinta delle parole del nuovo ceo Carlo Bertazzo e quelle del ministro Gualtieri (“Il governo sta cercando una soluzione equilibrata per ASPI”) che evidenziano la presenza di margini per una negoziazione che eviti la revoca della concessione. Sostegno anche dal ritorno di rumor relativi al possibile spin-off di Autostrade per l’Italia (Aspi), un passaggio che potrebbe inserirsi nella trattativa con il Governo per definire una volta per tutte il destino della concessione e che sarebbe infatti visto con favore da alcuni esponenti politici e potenziali investitori.

Ruggiscono anche Poste e Stm

Giornata da incorniciare anche per Poste Italiane con un rialzo del 3,17% a 10,585 euro. Il traino arriva dalla strategia sull’innovazione presentata oggi a Londra al fine di ampliare la sua offerta ai suoi oltre 35 milioni di clienti nei settori finanziario, assicurativo, dei pagamenti, della telefonia e della logistica. Sono previsti investimenti per 2,8 miliardi di euro, che rientreranno all’interno del piano Deliver 2022, in settori come le piattaforme cloud, la gestione dei dati e delle Api (Application programming interface).
Massimo dal 2002 per Stmicroelectronics (+2,78% a 27,75 euro) che prosegue il rally della vigilia innescato ieri da una trimestrale migliore delle attese e da previsioni superiori al previsto. Credit Suisse ha alzato l’asticella del prezzo obiettivo a 31,5 euro da 27,5 euro, confermando la raccomandazione outperform. “Dopo i solidi risultati per il quarto trimestre, aumentiamo leggermente le stime sui ricavi 2020/2021 e quelle per l’Eps”, scrivono gli analisti della banca svizzera. Anche Equita Sim ha rivisto verso l’alto il target price a 27 euro (rating hold).