Notizie Dati Bilancio Italia Enel, nel piano 53 miliardi al 2028 e dividendi in crescita. Titolo in rally: +5,7%

Enel, nel piano 53 miliardi al 2028 e dividendi in crescita. Titolo in rally: +5,7%

23 Febbraio 2026 10:30

Enel alza il velo sul secondo piano industriale firmato Flavio Cattaneo. Un piano che dopo la fase di aggiustamento del debito, cuore della strategy 2024-2026, ora si focalizza sulla crescita con maxi investimenti al 2028 per 53 miliardi, in crescita di 10 miliardi, di cui 15 dedicati allo shopping nelle geografie chiave e al miglioramento della remunerazione.

Il Decreto Energia, già conteggiato, peserà per 300-400 milioni sull’utile  e per 1,8 miliardi sul debito netto.

Il titolo ha aperto in rialzo a Piazza Affari e a metà mattina segna un rialzo di oltre 5 punti percentuali

Le tre priorità

Nel Piano Strategico 2026-2028, il gruppo si focalizzerà su tre priorità strategiche:  accelerare la crescita nei Paesi caratterizzati da contesti stabili, con focus su reti, rinnovabili e clienti finali attraverso investimenti Greenfield e Brownfield; massimizzare la produttività del capitale grazie a un’ottimale allocazione e una gestione efficiente ed efficace delle risorse economiche e garantire un profilo rischio/rendimento bilanciato al fine di perseguire un miglioramento dell’utile netto ordinario per azione (EPS) mantenendo al contempo una rigorosa disciplina finanziaria

Gli investimenti

Gli investimenti totali lordi al 2028 ammontano a circa 53 miliardi di euro, in aumento di 10 miliardi di euro circa rispetto al piano precedente. In particolare, si prevede di destinare oltre 26 miliardi di euro al business integrato, di cui 20 miliardi di euro circa nelle rinnovabili con un aumento di 8 miliardi di euro circa rispetto al Piano precedente per aggiungere 15 GW circa di nuova capacità rinnovabile, greenfield e brownfield , oltre  26 miliardi di euro nelle reti, di cui circa il 55% in Italia e la restante parte distribuita tra Iberia e America Latina.

I dati finanziari

Enel prevede un utile netto ordinario per azione (EPS) in crescita al 2028 fino a un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro rispetto a circa 0,69 euro attesi nel 2025. La visibilità sui risultati finanziari consente di proporre alla prossima assemblea degli azionisti di Enel la distribuzione di un dividendo complessivo pari a 0,49 euro per azione

In linea con la crescita attesa dell’EPS, si prevede che anche il dividendo per azione (Dividend Per Share) aumenti di circa il 6% in termini di Cagr tra il 2025 e il 2028.

“Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica. Grazie alla chiara visibilità sui risultati del gruppo e all’esecuzione del nostro programma di share buy-back prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti, con un utile netto ordinario per azione che aumenterà fino a un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028 e che supporterà la crescita del dividendo, grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale”, ha commentato l’ad Flavio Cattaneo.

Buyback da 1 mld

A valle del piano Enel ha approvato l’avvio di un nuovo programma di acquisto di azioni proprie per un esborso complessivo massimo fino a 1 miliardo di euro e un numero massimo di azioni in ogni caso non superiore a 150 milioni, equivalenti a circa l’1,48% del capitale sociale di Enel.
Il programma punta a riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi per effetto dell’annullamento delle azioni proprie acquistate per tale finalità e fa seguito al precedente programma di acquisto di azioni proprie, concluso il 16 dicembre 2025.

Le rinnovabili

In particolare, Enel prevede una forte accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili, che raggiungeranno circa 20 miliardi di euro, con focus nelle geografie caratterizzate da significativa crescita della domanda elettrica. Nello specifico, il 50% dei capex destinati alle rinnovabili in Europa, da allocare tra aste pubbliche, ibridizzazioni e repowering di impianti, oltre che opportunità brownfield. Il resto andrà ai Paesi definiti Tier 1, in particolare negli Stati Uniti, con progetti supportati da schemi contrattuali di lungo periodo, come i PPA (Power Purchase Agreements), che garantiscono piena visibilità sul contributo alla creazione di valore

Oltre il 2028

Le risorse e la disciplina finanziaria alla base dell’accelerazione della crescita prevista nel piano offrono visibilità sull’evoluzione del business anche oltre il 2028. In particolare, si prevede che al 2030: la capacità rinnovabile installata continuerà a crescere con un CAGR di circa il 5% rispetto ai 68 GW del 2025; la RAB delle reti aumenterà con un CAGR di circa il 6% rispetto ai 47 miliardi di euro stimati per il 2025; l’EPS confermerà la crescita con un CAGR di circa il 6% rispetto ai circa 0,69 euro per azione attesi al 2025.

Il Decreto Energia, 1,8 mld

Quanto al Decreto Energia, il gruppo ha previsto che il Dl bollette dovrebbe avere per Enel un impatto cumulato al 2028 di circa 1,8 miliardi. “Il mercato già prima del decreto ha preso in considerazione i cambiamenti prevedibili. Adesso c’è stato un cambiamento a livello europeo e c’è chiara intenzione di rivedere il meccanismo Ets e si sta parlando di un livello più basso”, ha detto il cfo di Enel, Stefano De Angelis.

“L’impatto è di 150 milioni l’anno sull’utile netto e 300-400 milioni nel 2028, l’anno peggiore, in cui però non avremo l’Irap. E’ difficile fare i calcoli ma dovrebbe esserci un impatto cumulato attorno a 1,8 miliardi, e sono state introdotte una serie di misure per compensare questo impatto”. Dalle slide di presentazione si legge un impatto cumulato 2026-2028 di 800 milioni sull’ebitda e di un impatto cumulato sull’indebitamento di 2 miliardi con azioni manageriali per 200 milioni.

Gli analisti

Secondo Equita, “il giudizio complessivo è  positivo grazie ad una maggiore crescita attesa sia su EPS che su DPS. Enel tratta a 12x PE e 7.4x EV/EBITDA sul 2027 con una crescita attesa dell’EPS del 5.6% ed un rendimento che salirà fino al 6,5% al 2028 a fronte di una elevata esposizione a business regolati”.

Per Barclays il piano ha “impressionato positivamente, presentando obiettivi finanziari significativamente superiori al consenso di Bloomberg. Gli analisti prevedono che le azioni Enel sovraperformeranno in seduta grazie agli obiettivi del piano che sono ben al di sopra del consenso. Le nuove prospettive per il 2030 aumentano la visibilità, con un piano che evidenzia un forte CAGR EPS di circa il 6% tra il 2025 e il 2030, ben al di sopra di quanto attualmente stimato”

Il titolo

Barclays continua a vedere valore nel titolo e ribadisce il rating overweight: Enel è quotata a un notevole sconto rispetto alle altre utility integrate europee, una delle ragioni principali del nostro rating overweight, e riteniamo che il mercato stia ancora sottovalutando le prospettive di crescita dell’azienda nelle energie rinnovabili e nelle reti. L’attenzione degli investitori è inoltre sempre più focalizzata sugli aggiornamenti riguardanti le iniziative di Enel nelle soluzioni energetiche basate sull’intelligenza artificiale e la crescente domanda di energia dai data center, due aree che potrebbero supportare in modo significativo gli utili a medio termine e rafforzare ulteriormente la leadership di Enel all’interno di un ecosistema elettrico in evoluzione