Notizie Asset Class AI in rallentamento: come la rotazione del mercato può avvantaggiare l’Asia

AI in rallentamento: come la rotazione del mercato può avvantaggiare l’Asia

20 Febbraio 2026 17:01

La recente ondata di vendite legate all’intelligenza artificiale sta segnando un punto di svolta nei mercati globali. Non si tratta più di un semplice aggiustamento all’interno di un singolo segmento tecnologico, ma di una vera e propria selezione, che sta premiando quei titoli destinati a trarre vantaggio dall’adozione dell’AI. Al contrario, molte aziende si trovano ad affrontare sfide significative, con margini sotto pressione, competenze strategiche automatizzate e modelli di business alterati. Questa dinamica, emersa dall’analisi di BG Saxo a cura di Charu Chanana, Chief Investment Strategist, è il segnale di una rotazione che potrebbe ridefinire il futuro dell’intelligenza artificiale sui mercati.

L’effetto dispersione nel mercato dell’AI. Asia meno vulnerabile

Le pressioni si concentrano principalmente su settori come software, gestione patrimoniale, assicurazioni, logistica, trasporti e servizi immobiliari. La domanda fondamentale che anima il mercato è, quindi, una sola: “quali aziende saranno realmente impattate dall’AI?”. In questo scenario, alcuni mercati asiatici dimostrano una resilienza maggiore, grazie alla loro esposizione prevalente all’infrastruttura AI a monte. In questo scenario, la paura della “disruption” sta, paradossalmente, creando opportunità per alcune aree dell’Asia, che risultano meglio posizionate grazie alla loro focalizzazione sull’infrastruttura AI a monte. Questo le rende meno esposte alle pressioni che invece stanno colpendo i modelli di business legati ai servizi a valle.

Il mercato statunitense è maggiormente concentrato nei segmenti a valle, dove le aspettative sull’intelligenza artificiale sono  elevate. Di conseguenza, il dibattito sulla monetizzazione e sui rischi di interruzione si fa sempre più intenso. Le principali preoccupazioni riguardano l’impatto che l’AI avrà sui margini: chi perderà il potere di prezzo con l’espansione dell’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro? Quali fonti di ricavi saranno ridotte dall’automazione?

Il mercato si interroga se l’AI contribuirà ad ampliare il valore complessivo del settore o se costringerà i vincitori a condividere i benefici con i clienti.

Asia inversamente proporzionale alla rotazione

L’Asia è maggiormente esposta alle attività a monte, ovvero all’infrastruttura fondamentale che deve essere costruita indipendentemente dal dominio delle applicazioni. Questa include i componenti e le capacità di produzione avanzata che supportano l’intero insieme di componenti tecnologici e software che lavorano insieme per abilitare l’intero sistema dell’intelligenza artificiale, nonché la catena di approvvigionamento fisica che permette la scalabilità dei modelli nel mondo reale. Quando il mercato si preoccupa della possibile interruzione dei modelli di business causata dall’adozione dell’AI, sono i settori “a valle” a risentirne per primi. Al contrario, quando l’attenzione si sposta verso ciò che deve essere costruito per sostenere questa evoluzione, l’area “a monte” reagisce in modo differente, beneficiando della domanda strutturale e della necessità di infrastruttura.

Secondo l’analisi di BG Saxo, è in questo contesto che la storia “l’Asia come metodo per diversificare” può diventare investibile piuttosto che solo teorica. Corea e Taiwan rappresentano la forma più evidente di diffusione dell’infrastruttura AI. Questi mercati tendono a rispondere al ritmo della domanda globale di hardware AI, alla stretta dell’offerta e potere di prezzo nei componenti chiave e ai cicli di investimento e tassi di utilizzo. Entrambi i mercati possono dimostrare resilienza quando la domanda di infrastrutture è forte, ma risultano anche ciclici e potrebbero oscillare quando il sentiment tecnologico globale cambia.

L’Asia è un’opportunità, ma attenzione ai rischi

Il primo rischio è che gli indici azionari asiatici sono sempre più dominati da pochi grandi titoli, con il benchmark di Taiwan che dipende in modo significativo da un singolo leader nel settore delle fonderie, e l’indice della Corea che è fortemente influenzato da alcune aziende di spicco nel settore della memoria e dell’hardware. Questo significa che investire in Asia può facilmente tradursi in un’esposizione concentrata su un numero ridotto di titoli, in particolare nel campo dei semiconduttori. La vera diversificazione, infatti, si ottiene quando un portafoglio è alimentato da diversi driver di crescita, piuttosto che essere limitato alla sola localizzazione geografica.

Nonostante l’Asia sia meno coinvolta in alcuni dei servizi che l’intelligenza artificiale sta modificando, può comunque essere colpita da fattori globali come episodi di avversione al rischio, che si manifestano in condizioni di finanziamento più difficili, un dollaro più forte e picchi di volatilità. E’ questo il secondo rischio evidenziato dall’analisi di BG Saxo, inoltre, la tecnologia potrebbe subire un calo sincronizzato, quando gli investitori riducono complessivamente il rischio nel portafoglio, e i cicli negativi nei semiconduttori, come fluttuazioni nei prezzi, inventari e colpi alla domanda. Alcuni titoli software e di servizi IT, quotati in Asia, hanno subito perdite simili a quelle dei loro omologhi statunitensi durante l’ultimo periodo di vendite.

Infine il terzo rischio è che i beneficiari a monte possono godere di un certo potere di prezzo, ma questo vantaggio potrebbe svanire rapidamente. La volatilità dei prezzi della memoria, il tasso di utilizzo delle fonderie e i cicli di investimento sono variabili che possono stabilizzarsi velocemente. In conclusione, l’Asia offre un’opportunità di diversificazione nell’esposizione all’AI, ma non elimina completamente i rischi legati a tale esposizione.

L’Asia non è un porto sicuro: è un insieme diverso di driver

In conclusione, guardare all’Asia nel contesto attuale di vendite legate all’AI, non significa semplicemente scommettere sulla sua vittoria. Piuttosto, riconoscere il ruolo crescente dell’Asia nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale e la sua composizione azionaria più diversificata, può rappresentare un’opportunità di diversificazione, soprattutto in un momento in cui il mercato statunitense sta rivalutando i suoi leader più concentrati.

Con il passaggio dall’entusiasmo generalizzato all’approccio selettivo, l’Asia offre una via per applicare questa selettività, ma con la dovuta cautela verso i rischi legati alla concentrazione e alla ciclicità.