1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Criptovalute ›› 

Terra e Luna, cosa è successo e riflessi su asset crypto. De Isidro (Global X): episodi da cui imparare, è essenziale diversificare

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Di seguito pubblichiamo il commento di Roberto De Isidro, Digital Asset Research Analyst di Global X, che si incentra sulle forti tensioni legate alla stablecoin TerraUSD e al token Luna a essa collegato.

Il mercato cripto si è indebolito in uno scenario macro già difficile, caratterizzato da un sentiment risk off e un’alta correlazione con l’azionario. Negli ultimi giorni, un ulteriore colpo è arrivato dai fatti riguardanti LUNA e UST, creando un effetto contagio in tutto l’universo delle valute digitali. LUNA ha perso praticamente tutto il suo valore questa settimana, la blockchain Terra (a cui LUNA è legata) è stata bloccata e attualmente UST è lontanissimo dal suo “peg” con il dollaro. Quanto successo potrebbe influenzare le future normative sulle criptovalute, con un maggior interventismo nello stabilire le linee guida per le stablecoin, già da tempo nel mirino.

Sul lungo termine, continuiamo a rimanere estremamente positivi sul mondo cripto. Al di là di quanto appena accaduto, lo scenario per il mercato resta solido. Ci sarà di certo volatilità a breve termine, anche su Bitcoin ed Ethereum. Gli asset nella prima fase di adozione, come le cripto, spesso sperimentano grandi ondate di volatilità, verso l’alto e verso il basso: gli investitori devono essere consapevoli che le valute digitali possono cominciare a comportarsi esattamente come ogni altro asset di rischio, quando i mercati sono volatili.

Si avvicina però un potenziale catalizzatore come la transizione di Ethereum al proof of stake, attesa per la seconda metà del 2022. Questo cambiamento del meccanismo di consenso ridurrà il consumo di energia di circa 2.000 volte, aumenterà la sicurezza e farà diminuire il tasso di emissione da 4-5% a 0.4-0.5%. Inoltre, i partecipanti allo staking otterranno rendimenti per contribuire alla sicurezza della rete, incentivando la detenzione di Ethereum a lungo termine. Altri upgrade tecnologici come lo sharding e i rollup aumenteranno la quantità di transazioni processabili contemporaneamente, riducendo le commissioni e rendendo Ethereum più accessibile a tutti.

Nel complesso, lo scenario macroeconomico al momento resta sfavorevole agli asset di rischio, criptovalute comprese. Ma il settore continua a crescere, con tecnologie e progetti in rapida evoluzione. L’ecosistema sta maturando, e la continua ricerca di innovazioni – fatta anche di episodi da cui imparare come quello appena accaduto – è positiva in un orizzonte di lungo termine. Tra le cose da imparare, c’è che la diversificazione tra gli asset cripto può essere un approccio prudente per gli investitori, ad esempio attraverso dei panieri di criptovalute, oppure ricorrendo al mercato azionario tramite aziende che hanno la tecnologia blockchain al centro del loro business. Allargando lo sguardo, le aree della DeFi, del GameFi, degli NFT – solo per dirne alcune – continueranno ad evolversi, portando un crescente numero di utente nell’ecosistema blockchain.

Terra e LUNA: cosa è successo?

 Capire LUNA e il meccanismo “mint-and-burn” con UST è fondamentale per comprendere quanto successo. In sostanza, un investitore può bruciare l’equivalente di un dollaro di LUNA per coniare un UST, che dovrebbe agire come stablecoin legata al valore del dollaro. Allo stesso modo, si può bruciare un UST per coniare un dollaro di LUNA.

LUNA beneficia dunque della domanda di UST, mentre la quantità di LUNA in circolazione diminuisce quando viene coniata UST. Tuttavia, se le persone non vogliono più detenere UST, ci sono due opzioni:

  1. Bruciare UST e ottenere altri LUNA, aumentandone la quantità in circolazione
  2. Scambiare UST per altre valute, spingendo verso il basso il prezzo di UST

Questo crea un sistema di feedback che può portare a rapidi movimenti del prezzo di LUNA. Ecco dunque cosa è successo.

C’è stata innanzitutto una vendita massiccia di UST su Curve Finance, una popolare applicazione di finanza decentralizzata per scambiare stablecoin, che ha portato UST al valore di 0,98 dollari. Si parla di un attacco intenzionale, il che è sicuramente possibile. Per riportare il peg col dollaro, la Luna Foundation Guard (LFG) ha cominciato a vendere le proprie riserve di Bitcoin, trascinando in basso il prezzo di BTC. Con gli investitori sulle spine visto l’andamento dei mercati, un’ondata di panico ha scatenato una “corsa agli sportelli” per UST, con le notizie che si diffondevano velocemente su Twitter. L’equivalente di 2 miliardi di dollari di UST è stato prelevato da Anchor Protocol, la principale applicazione DeFi dell’ecosistema Terra.

Gli UST prelevati sono stati bruciati per LUNA, a sua volta poi venduta sul mercato. Con i mercati già deboli, e la supply di LUNA in crescita, il prezzo ha cominciato a crollare. Le persone non volevano rischiare detenendo LUNA in rapida discesa, per cui hanno venduto UST per comprare altre valute, accentuando il de-peg dal dollaro. Risultato? Ulteriore panico, e ancora maggiori prelievi di UST da Anchor Protocol. Una reazione a catena si è così innescata a mano a mano che UST veniva venduta. Poiché 1 dollaro di UST può essere scambiato per LUNA al fine di venderlo e ottenere teoricamente un profitto, l’offerta di LUNA ha continuato a impennarsi.

Il resto è storia. LUNA ha perso praticamente ogni valore, la quantità di UST in Anchor Protocol si è ridotta drasticamente. La blockchain Terra è stata messa in stop per prevenire attacchi alla governance dall’esterno, diventati più semplici visti i costi ridotti. Nel tempo, il meccanismo di re-peg potrebbe riportare UST al valore di un dollaro, ma non è chiaro quanto tempo ci vorrà. Così come è difficile predire cosa succederà al prezzo di LUNA.