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Tasso Btp mai così basso dal 2016, ma Piazza Affari non si scalda. Tonfo di Pirelli

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Giovedì con lieve segno più per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha guadagnato in chiusura lo 0,05% a 22.090 punti. Dopo un avvio debole legato alle rinnovate tensioni sul fronte guerra commerciale e ai deludenti riscontri arrivati dalla trimestrale di Netflix, nel corso della seduta il listino milanese ha trovato parzialmente sponda nel rumor legato alla possibilità che la Bce riveda il target di inflazione. Stando a quanto riporta Bloomberg, Mario Draghi & Co starebbero valutando la possibilità di adottare un approccio più “simmetrico”, ovvero stabilire un target di inflazione che sia “non solo inferiore, ma vicino alla soglia del 2%”, come quello attuale, ma anche “superiore e vicino alla soglia del 2%”.

 

Spread scende fino a 183 pb, a Milano volano le utility

Effetto rumor Bce ha spinto lo spread tra BTP e Bund a toccare un minimo a 183 punti bse. In particolare il tasso decennale sui BTP è sceso all’1,5%, minimo dall’ottobre del 2016.

Il rumor sulla bce ha fatto bene a Enel salita dello 0,71%. Bene anche le altre utility di Piazza Affari con Hera salita dello 0,74%, oltre +1% per Terna, A2A e Snam.

Sbandata per Pirelli e titoli oil

Tra i segni meno anche oggi i titoli oil (-1,84% Saipem, -1,73% Tenaris) con il nuovo calo del petrolio. La peggiore è stata però Pirelli con oltre -3%. A pesare in parte sul titolo la decisione di Equita che hanno limato del 3% il target price a 7,5 euro (dal precedente 7,7 euro), confermando la raccomandazione Buy. “Alla luce dei dati di mercato del mese di giugno pubblicati recentemente da Michelin, che evidenziavano la debolezza in particolare del mercato auto europeo, come segnalato anche da Nokian, procediamo ad un fine tuning delle stime” di Pirelli, spiegano gli analisti di Equita. Per quanto riguarda i risultati del secondo trimestre 2019 di Pirelli, per Equita sarà “importante dimostrare la capacità di tornare a generare FCF e fare luce sulle negoziazioni relative al rinnovo del patto con gli azionisti cinesi (confermate in AGM da Tronchetti) e sul rischio di piazzamento da parte dei cinesi stessi (come riportato più volte da rumour di stampa)”.