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Scossone calcio con la Super Lega: tra le italiane Juve, Inter e Milan. Coro di no (tra cui Macron e Johnson) per nuova competizione  

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Un vero e proprio scossone è ufficialmente arrivato nel calcio europeo: la nascita della cosiddetta Super Lega. E c’è chi da più parti parla di un vero e proprio terremoto, con Uefa e Fifa già schierate e pronte a dare battaglia. Tra le 12 squadre che faranno parte della Super League tre italiane, tra cui Juventus Football Club che annunciato “la sottoscrizione di un accordo con altri top club europei, ossia Associazione Calcio Milan, Arsenal Holdings Limited, Club Atlético de Madrid, Chelsea Football Club Limited, Football Club Barcelona, F.C. Internazionale Milano, The Liverpool Football Club and Athletic Grounds Limited, Manchester City Football Club Limited, Manchester United Football Club Limited, Real Madrid Club de Futbol e Tottenham Hotspur Limited, per la creazione di una nuova competizione calcistica europea, la Super League”. Una ufficializzazione che sta mettendo le ali al titolo Juventus che vola di quasi il 7% a Piazza Affari.

Gli accordi
In base agli accordi raggiunti i dodici club hanno concordato di partecipare alla Super League con un progetto di lungo termine. “È previsto che altri top club europei aderiscano al progetto Super League, così da costituire un nucleo di club composto da un numero massimo di 15 membri fondatori permanenti, ai quali, in ciascuna stagione sportiva, si aggiungeranno altri club secondo un processo di ammissione, per un totale di 20 club”, spiega la società bianconera segnalando che i club fondatori continueranno a partecipare alle rispettive competizioni nazionali e, fino all’avvio effettivo della Super League, Juventus ritiene di partecipare alle competizioni europee alle quali ha titolo di accedere.

Un progetto che i club auspicano di attuare in accordo con Fifa e Uefa, tenendo in considerazione gli interessi degli altri stakeholder che fanno parte dell’ecosistema calcistico. “Al contempo, onde assicurare il buon esito del progetto e così darvi pronta esecuzione, la società costituita per la Super League potrebbe anche agire in via giudiziale al fine di tutelare i propri diritti”, precisa la Juve.

Cosa prevede la macchina economica

La Super League, che ridisegnerà il calcio europeo, sarà organizzata e gestita da un’apposita società partecipata da ciascun club in egual misura. L’accordo prevede, pertanto, l’impegno di ciascun club a sottoscrivere una quota del capitale sociale della società, con un investimento iniziale di 2 milioni di euro incrementabili, ove necessario, fino a ulteriori 8 milioni. All’avvio effettivo della Super League e a seguito della commercializzazione dei diritti audiovisivi relativi alla competizione, in base all’accordo è previsto che i club fondatori ricevano nel complesso un contributo di importo netto indicativamente pari a 3,5 miliardi, che verrà erogato in un’unica soluzione. “Questa somma, che sarà ripartita tra i club fondatori secondo percentuali da definire in base al numero definitivo di club fondatori , sarà resa disponibile attraverso adeguati strumenti di finanziamento sottoscritti da primarie istituzioni finanziarie internazionali”, spiega la nota.

Juventus confida che la Super League crei valore a lungo termine per la società e per l’intero movimento calcistico. “I club fondatori faranno tutto quanto possibile per realizzare il progetto nel più breve tempo possibile – si legge ancora nella nota -. Tuttavia, la società non può al momento assicurare che il progetto sarà effettivamente realizzato né prevedere in modo preciso la relativa tempistica. La società non dispone quindi allo stato di tutti gli elementi necessari al fine di svolgere valutazioni di dettaglio sull’impatto che la Super League potrà avere sulle sue condizioni e performance finanziarie ed economiche”.

Il coro di ‘no’

La Uefa, la Federcalcio inglese (The FA) e la Premier League, la Federcalcio spagnola (RFEF) e La Liga, la Federcalcio italiana (FIGC) e la Lega Serie A hanno appreso che alcuni club inglesi, spagnoli e italiani potrebbero aver intenzione di annunciare la creazione di una cosiddetta Super League chiusa. “Se ciò dovesse accadere, teniamo a ribadire che noi – Uefa, FA, Rfef, Figc, Premier League, LaLiga, Lega Serie A, ma anche Fifa e tutte le nostre federazioni affiliate – resteremo uniti nei nostri sforzi per fermare questo cinico progetto, un progetto che si fonda sull’interesse personale di pochi club in un momento in cui la società ha più che mai bisogno di solidarietà”, si legge nel comunicato congiunto nel quale si sottolinea che verranno prese “in considerazione tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziario che sportivo, al fine di evitare che ciò accada. Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi; non può essere altrimenti”.

Come annunciato in precedenza dalla Fifa e dalle sei Federazioni, ai club in questione sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l’opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali. “Ringraziamo quei club di altri Paesi, in particolare i club francesi e tedeschi, che hanno rifiutato di iscriversi. Chiediamo a tutti gli amanti del calcio, tifosi e politici, di unirsi a noi nella lotta contro un progetto del genere se dovesse essere annunciato. Questo persistente interesse personale di pochi va avanti da troppo tempo”, conclude la nota.

“Alla luce delle relazioni di ieri sul tema del cosiddetto campionato separatista, l’Eca in qualità di organo che rappresenta 246 club leader in tutta Europa, ribadisce il suo impegno dichiarato a lavorare allo sviluppo del modello delle competizioni Uefa per club (UCC) con la Uefa per il ciclo che inizia il 2024 e che un ‘modello di lega chiusa’ sarebbe fortemente avversato dall’Eca. Questa la posizione dell’Eca, l’associazione dei principali club europei che era guidata da Andrea Agnelli, il cui il comitato esecutivo si riunirà nei prossimi giorni per prendere le decisioni appropriate alla luce di eventuali ulteriori sviluppi.

La Fifa, la federazione internazionale del calcio, rimarca che “qualsiasi competizione calcistica, nazionale, regionale o globale, dovrebbe sempre riflettere i principi fondamentali di solidarietà, inclusività, integrità ed equa ridistribuzione finanziaria”. In questo contesto, la Fifa non può che esprimere la sua disapprovazione per una “lega separatista europea chiusa” al di fuori delle strutture calcistiche internazionali e che non rispetti i principi menzionati.

Lato governativo tra i cori di no anche quello del premier britannico, Boris Johnson, che in un tweet scrive: “I piani per una Super League europea sarebbero molto dannosi per il calcio. I club coinvolti devono rispondere ai propri tifosi e alla più ampia comunità calcistica prima di compiere ulteriori passi”. Bocciatura anche da parte di Emmanuel Macron, presidente francese, che si è schierato contro il progetto.