Notizie Indici e quotazioni Salesforce.com, la nuova promessa di Wall Street? Titolo ai massimi storici dopo doppia vittoria ingresso Dow Jones e numeri bilancio

Salesforce.com, la nuova promessa di Wall Street? Titolo ai massimi storici dopo doppia vittoria ingresso Dow Jones e numeri bilancio

26 Agosto 2020 14:52

Il giorno dopo aver annunciato l’imminente entrata nel listino Dow Jones Industrial Average, Salesforce.com è ancora protagonista. La società di cloud-software (la prima che farà il proprio ingresso nell’indice, a partire dal prossimo 31 agosto) ha annunciato di aver riportato nel secondo trimestre del 2020 un fatturato per un valore di $5 miliardi, per la prima volta in assoluto. Il titolo ha reagito balzando ai suoi massimi storici e salendo ancora in premercato fino a +14%, dopo il valore di chiusura record testato ieri a $216,05 (con un guadagno del 3,6%), a seguito della notizia relativa al suo ingresso nel Dow Jones al posto di Exxon Mobil.

Dall’inizio del 2020 fino a ieri, l’azione ha guadagnato il 33%, a fronte del +31% del First Trust Cloud Computing ETF, del +6,6% dell’indice S&P 500 e del +28% del Nasdaq Composite.

Così l’Ufficio Studi di Finanzaonline:

“Segnale tecnico molto forte per il titolo, che ha rotto la resistenza statica di area 210 dollari con volumi fortissimi (oltre 27 milioni di pezzi scambiati) nella seduta di ieri. Molto forte la volatilità e il trend dovrebbe proseguire anche oggi visto il premarket (+14%). Importante dunque la chiusura di oggi, in termini di volatilità e volumi per vedere se i prezzi necessitano di un pull back o possono proseguire in trend. Una chiusura nei pressi di 250 dollari darebbe un segnale di forza molto importante mettendo nel mirino i 300 dollari. Al contrario sotto 200 dollari ci sarebbero implicazioni negative con graduale ritorno verso 180 dollari”.

Tornando ai risultati di bilancio, Salesforce ha riportato nel secondo trimestre utili netti per un valore di $2,63 miliardi, o $2,85 per azione, su un fatturato di $5,15 miliardi, rispetto ai $4 miliardi del trimestre dello stesso periodo dell’anno precedente.

Su base adjusted, gli utili – escludendo un beneficio fiscale di $2 miliardi legato ai cambiamenti che hanno interessato la struttura corporate del gruppo, a livello globale – sono stati pari a $1,44 per azione, in forte crescita rispetto ai 66 centesimi per azione del secondo trimestre del 2019. Gli analisti intervistati da FactSet avevano stimato utili di 67 centesimi per azione, su un fatturato di $4,9 miliardi.

La stessa Salesforce aveva previsto un attivo per azione compreso tra 66 e 67 centesimi, su un giro d’affari compreso tra $4,89 miliardi e $4,9 miliardi.

Migliorata anche la guidance sul fatturato e sui profitti dell’intero 2020. Salesforce.com prevede ora un giro d’affari compreso tra $20,7 a $20,8 miliardi, dopo aver precedentemente previsto vendite per $20 miliardi.

Riguardo agli utili adjusted, la società stima un attivo per azione compreso tra $3,72 e $3,74, meglio rispetto al precedente range compreso tra $2,93 e $2,95 per azione.

Gli analisti stimano invece utili, per l’intero anno, pari a $2,97 per azione, su un fatturato di $20,01 miliardi.

Per il terzo trimestre, l’outlook è su utili adjusted di 73-74 centesimi per azione su un giro d’affari compreso tra $5,24 e $5,25 miliardi, mentre il consensus aveva stimato un utile per azione adjusted di 76 centesimi per azione, su un giro d’affari di $5,02 miliardi.

Salesforce al posto di Exxon Mobil nel Dow, grazie ad Apple

Lo S&P Dow Jones Indices, leader globale nella creazione di vari indici azionari benchmark, ha reso noto che, a partire dal prossimo 31 agosto – giorno in cui diventerà effettivo anche il frazionamento azionario di Apple – il colosso petrolifero Exxon Mobil, il gigante farmaceutico Pfizer e il gruppo attivo nel ramo difesa Raytheon Technologies lasceranno l’indice Dow Jones.I titoli dei tre titani saranno sostituiti rispettivamente da Salesforce.com, Amgen e Honeywell International. Con il valore del titolo Apple che scenderà dai $500 circa attuali a $120, lo stock split inevitabilmente taglierà l’esposizione del Dow Jones al settore tecnologico, tra l’altro quello che continua a correre. Di qui, la necessità di riequilibrare la composizione dell’indice.