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Rame: con petrolio tra asset vincenti con ripresa post Covid e transizione green. Boom +17% a febbraio, prezzi LME a record in 10 anni

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Tra gli asset vincenti di questo mese di febbraio, oltre ai prezzi del petrolio WTI e Brent, che hanno incassato rialzi del 20% circa, c’è stato anche il rame.

Boom dei prezzi del rame, con il contratto scambiato sull'Lme balzato al record in dieci anni
A view of the copper electrolysis workshop at Kola Mining and Metallurgical Company (Kola MMC), a unit of Russia’s metals and mining company Nornickel, in the town of Monchegorsk in the Murmansk region on February 25, 2021. (Photo by Kirill KUDRYAVTSEV / AFP) (Photo by KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP via Getty Images)

Oggi i prezzi del contratto a tre mesi scambiato sull’LME -London Metal Exchange – hanno fatto dietrofront, scendendo del 2% a $9.226 la tonnellata: ma il bilancio del mese è di un balzo di ben +17,5%.
Proprio alla vigilia inoltre, nel bel mezzo del reflation trade che ha scatenato un’ondata di realizzi sull’azionario e sull’obbligazionario di tutto il mondo, le quotazioni sono volate fino a $9.617 la tonnellata, al record dall’agosto del 2011, dunque in dieci anni, e a un valore inferiore di appena il 5,6% rispetto al massimo assoluto, testato a $10.190 nel febbraio del 2011.
Oggi hanno ritracciato anche i contratti sul rame più scambiati sullo Shanghai Futures Exchange, quelli con scadenza ad aprile: il calo, che è stato pari a -2,1% a 67.950 yuan la tonnellata, non ha impedito al contratto di chiudere anch’esso il mese di febbraio a valori record, per la precisione al massimo dal novembre del 2016.
Così hanno commentato gli analisti di Fitch in una nota riportata da Reuters:
“Il sentiment degli investitori verso i metalli di base – in particolare verso i metalli che giocano un ruolo cruciale nella transizione green come il rame, il nickel e il litio – rimane per ora molto positivo, fattore che probabilmente porterà i prezzi a salire ulteriormente nel breve termine”.
Fitch ha aggiunto però anche di ritenere che “i prezzi dei metalli di base raggiungeranno presto il picco, per rallentare verso la fine dell’anno”.
Il punto, infatti, è che “l’attuale rally dei prezzi è alimentato dal sentiment eccessivamente bullish nei confronti della ripresa della domanda post Covid-19 e verso il trend della de-carbonizzazione. A nostro avviso, nei prossimi trimestri emergerà un quadro fondamentale più sfumato”.
Se il rame ha fatto dietrofront, l’alluminio ha continuato invece a salire anche nella sessione odierna, balzando a Shanghai dell’1,4% a 17.465 yuan la tonnellata, valore più alto dal settembre del 2011.
In questo caso, stando a quanto hanno riportato i traders all’agenzia di stampa Reuters, il metallo ha beneficiato sia della domanda solida che dei timori sui problemi dell’offerta della regione cinese della Mongolia Interna.
Sul rame, una view bullish è stata confermata dagli analisti di ING:
“Con i casi di Covid-19 che scendono e l’accelerazione dei programmi di vaccinazione, gli investitori hanno più fiducia nella riapertura delle economie e nella crescita. In quanto asset reali, le commodities appaiono appetibili a chi fa trading puntando sulla ripresa e sulla crescita economica. Tuttavia, la preoccupazione più imminente sembra essere – come stanno dimostrando i mercati – l’inflazione, non la crescita, fattore che ha portato gli investitori a puntare sulle materie prime. Questi timori sembrano essersi accentuati, specialmente da quando il petrolio ha superato la soglia di $60 al barile”.
Tra l’altro, “noi intravediamo ulteriori rischi al rialzo sui prezzi del petrolio, e ora sembra che ci sia un ciclo virtuoso che si auto-alimenta tra il rialzo dei prezzi delle commodities e i timori di inflazione”.
D’altronde, molti investitori si sono affrettati a fare incetta di metalli considerati strumenti di hedge contro il rischio di inflazione. I buy si spiegano anche con il fatto, si legge nella nota di ING, che le valutazioni “suggeriscono che gli indici relativi alle commodities sono relativamente convenienti rispetto ad altre classi di asset, come per esempio nel caso delle valutazioni super-tirate del mercato azionario”.
A far volare le quotazioni del metallo rosso sono stati di recente anche i commenti di Goldman Sachs e JP Morgan, i cui analisti hanno detto di prevedere un super ciclo delle commodities simile a quello dell’inizio del 2000, quando ci fu il boom della domanda da parte dei mercati emergenti.
“Non parlarei di un superciclo ma secondo le attese dovremmo assistere a tre anni circa di prezzi buoni – ha commentato Diego Hernández, direttore generale di Sonami (Chile’s National Mining Society), l’associazione che rappresenta le società di estrazione più importanti del Cile.
“Il rame è il minerale del momento, di questo decennio e forse anche dei prossimi decenni”, ha detto ottimista Tito Martins, ceo di Nexa Resources, stando a quanto riportato dal sito Oilprice, aggiungendo che la società brasiliana ha intenzione di espandere i suoi asset in rame nell’arco dei prossimi anni.