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Rally petrolio continua dopo scatto +4%. Goldman Sachs e Morgan Stanley bullish, con mega upgrade su Brent e WTI

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Continua spedita la corsa del petrolio, che ha incassato alla vigilia un rally del 4%. A condizionare il trend del crude sono ancora i timori sul rischio che il Texas non riesca a ripristinare la produzione che ha dovuto interrompere la scorsa settimana, a causa delle estreme condizioni meteorologiche.

Petrolio continua la sua corsa. Goldman Sachs punta su quota $70 al barile
Pumpjacks operate on oil wells in the Permian Basin near Crane, Texas, U.S., on Friday, March 2, 2018. Chevron, the world’s third-largest publicly traded oil producer, is spending $3.3 billion this year in the Permian and an additional $1 billion in other shale basins. Its expansion will further bolster U.S. oil output, which already exceeds 10 million barrels a day, surpassing the record set in 1970. Photographer: Daniel Acker/Bloomberg via Getty Images

In particolare, fonti della Cnbc hanno sottolineato che i produttori di gas di scisto dell’area potrebbero impiegare almeno due settimane per ripristinare più di 2 milioni di barili al giorno di offerta di petrolio, per problemi di natura logistica.
Focus anche sul nuovo outlook sui prezzi del petrolio diramato dagli analisti di Goldman Sachs.
In particolare Goldman Sachs Commodities Research ha rivisto al rialzo le proprie stime sul Brent di $10 per il secondo e terzo trimestri del 2021, citando il livello delle scorte più basso delle attese, i costi marginali più elevati per ripristinare l’attività upstream e i flussi di investimenti speculativi nel comparto oil.

Goldman Sachs e Morgan Stanley bullish

Goldman Sachs prevede che i prezzi del Brent balzeranno a $70 al barile nel secondo trimestre (revisione al rialzo dal precedente $60 al barile atteso) e a $75 al barile nel terzo trimestre (rispetto all’outlook precedente di $65). Vale la pena ricordare che JP Morgan Asset Management ha mostrato invece una certa cautela parlando di trend dei prezzi del petrolio.
Anche Morgan Stanley stima che i prezzi del Brent saliranno fino a $70 al barile – anche se più tardi rispetto all’outlook di Goldman Sachs – nel terzo trimestre, sulla scia di “segnali che indicheranno un forte miglioramento del mercato”, incluse le prospettive di un rafforzamento della domanda.
In particolare, gli analisti della banca Usa hanno migliorato le prospettive dei prezzi del Brent dai $55 attesi per il secondo trimestre dell’anno a $65, rivedendo al rialzo anche l’outlook del terzo e quarto trimestre, rispettivamente da $60 a $70 e da $60 a $65 al barile.
Riguardo al contratto WTI, Morgan Stanley ha rivisto al rialzo l’outlook del secondo trimestre dai $52,50 precedentemente attesi a $62,50; upgrade anche per i prezzi del terzo trimestre (a $67,50 dai $ 57,50 delle stime precedenti) e per il quarto trimestre (prezzi WTI rivisti al rialzo a $62,50 dai $57,50 precedentemente attesi.
Al momento, i prezzi del Brent avanzano dell’1,23% a $62,46 al barile, mentre quelli del WTI scambiato sul Nymex di New York guadagnano l’1,33% a $66,08 al barile.
Così ha commentato il trend del mercato Edward Moya, analista senior di mercato presso OANDA a New York.
“La domanda globale sta apparendo decisamente migliore, ora che i vaccini della Pfizer stanno mostrando buoni risultati dopo la somministrazione di una dose, e considerando che il Regno Unito intravede la fine della pandemia, con i ricoveri e il numero dei morti che continuano a scendere dopo il picco testato all’inizio di gennaio”.