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Prossima frontiera di Fed e Bce? Acquistare azioni con gli ETF

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La Bank of Japan lo fa da anni e non è impensabile che altre grandi banche centrali possano seguire l’esempio nipponico e acquistare ETF azionari. Un tema che è più che mai caldo in questo momento. L’emergenza Covid-19 ha spinto Fed e Bce a cimentarsi in territori fino ad ora inesplorati. Il particolare la Federal Reserve ha impresso una svolta alla propria azione (dando una scossa positiva ai mercati) annunciando il 23 marzo il QE Infinity e che avrebbe acquistato bond societari per la prima volta nella sua storia ultracentenaria e il Secondary Market Corporate Credit Facility (SMCCF) è di fatto partito il 12 maggio facendo subito il pieno di ETF.
La Fed non è la prima banca centrale ad acquistare ETF nell’ambito di un piano di acquisto asset. La Bank of Japan acquista ETF azionari quotati in Giappone dal 2012 nell’ambito del suo programma di QE e detiene e $ 289 miliardi circa di asset attraverso replicanti (ossia il 76% dei $ 382 miliardi totali di asset nel settore degli ETF in Giappone). E già qualcuno si è spinto a prevedere che nel prossimo futuro anche la Fed e qualche altra banca centrale prenderanno in considerazione l’acquisto di ETF azionari.

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L’esempio della Bank of Japan

L’azione della Fed potrebbe spingersi ancora oltre nel prossimo futuro. Il deterioramento delle condizioni economiche potrebbe infatti spingere la Fed a spingersi oltre e procedere all’acquisto di ETF azionari. Il presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, ha affermato che alla banca centrale potrebbe essere consentito “di acquistare una gamma più ampia di titoli o attività“, facendo quindi intendere che le azioni potrebbero essere nella lista della spesa della Fed se sia tassi di interesse a breve che Treasury a 10 anni si avvicinano a zero. L’acquisto di ETF potrebbe  essere preso in considerazione anche dalla Bce. Peter Kažimír, che fa parte del Consiglio direttivo della Banca centrale europea per conto della Slovacchia, ha dichiarato che non lo “esclude per il futuro”.
La Bank of Japan acquista un massimo annuale di 12 trilioni di yen. La natura degli acquisti della BoJ è cambiata nel tempo – rimarca Cosmo Elms, Head of ETF Business Development di Legal & General Investment Management (LGIM) – . Inizialmente, utilizzava solo ETF che seguivano gli indici Topix e Nikkei 225 tradizionali. Nel 2015, tuttavia, ha deciso di destinare agli ETF incentrati sulle società che effettuano investimenti proattivi nel capitale fisico e umano. In un momento di immensa perturbazione sociale ed economica, questo potrebbe essere un percorso che anche altre banche centrali desiderano intraprendere, piuttosto che usare semplicemente l’intervento monetario per sostenere i prezzi delle attività”. E da un recente studio del National Bureau of Economic Research emerge che il programma di acquisti sembra aver migliorato le valutazioni delle azioni sottostanti e ha quindi incoraggiato tali società a fare un maggiore uso del finanziamento azionario e aumentare i loro book assets.  Tuttavia, sembra che il denaro raccolto dalle aziende non fosse investito in modo particolarmente produttivo; la maggior parte si accumula sotto forma di liquidità sui bilanci aziendali. Vi è stato un leggero aumento dell’occupazione associato agli acquisti dell’ETF, ma nessun impatto statisticamente significativo sulle spese di ricerca e sviluppo.
Va ricordato che la BoJ non ha diritto di voto nelle società in cui investe tramite ETF. Ciò riflette l’obiettivo dichiarato dei suoi acquisti di abbassare il premio per il rischio delle azioni anziché influenzare le scelte del consiglio di amministrazione e quindi non utilizza le sue quote per promuovere priorità ESG.

Ecco cosa sta acquistando la Fed

La Fed tra il 12 maggio e il 19 maggio ha acquistato $ 1.58 miliardi nell’ambito degli Investment Grade e High Yield ETF con un valore corrente di mercato di $ 1.307 miliardi di dollari. Gli acquisti sono stati effettuati in 15 ETF a reddito fisso di cui 6 high yield e 11 a livello investiment grade. La maggior parte (83%) dell’investimento è stata destinata a ETF investment grade, mentre il restante 17% è stato assegnato a ETF ad alto rendimento.
La facility SMCCF può acquistare solo ETF quotati in Usa e il cui obiettivo di investimento sia di fornire “una ampia esposizione al mercato dei corporate bond americani”. Nello specifico sono acquistabili gli ETF che puntano soprattutto sui corporate bond americani con rating investment-grade e il resto sarà negli ETF il cui obiettivo primario di investimento è l’esposizione alle obbligazioni societarie statunitensi ad alto rendimento.
SMCCF prenderà in considerazione diversi fattori aggiuntivi per determinare quali ETF saranno idonei all’acquisto. Tali considerazioni comprendono: la composizione del debito con rating investment grade e non investment grade; lo stile adottato dal management per la gestione dell’ETF; l’ammontare del debito detenuto presso le ‘depository institutions’ (istituzioni di deposito); le condizioni del debito sottostante; gli asset totali gestiti; il volume, in media, del trading giornaliero; e, nel caso in cui sia presente, il leverage.
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