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Prezzi case e compravendite, le previsioni per il 2021 di Nomisma. Milano sarà tra le prime a ripartire, ma solo dal 2022

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Dopo la resilienza mostrata nel corso della prima ondata pandemica, il mercato immobiliare italiano sta iniziando a mostrare segni di cedimento e anche il 2021 si prospetta difficoltoso. Nomisma stima che la ripresa ci sarà solo tra il 2022 e 2023, ma sarà lenta e graduale. Dal terzo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2020 di Nomisma emerge che l’imponenza delle intenzioni d’acquisto da parte delle famiglie e l’atteggiamento espansivo delle banche, favoriti dai tassi ai minimi storici, hanno portato nel terzo trimestre 2020 a contenere l’arretramento delle compravendite residenziali rispetto ai livelli dello scorso anno, illudendo che il tracollo macroeconomico avrebbe avuto effetti modesti sui bilanci familiari e alimentando un certo ottimismo sul settore. Solo nelle ultime settimane – per Nomisma – a seguito della seconda ondata, gli istituti di credito hanno deciso di mutare gradualmente orientamento, adottando un approccio più attento e selettivo.

Il lockdown, con la conseguente diminuzione della capacità di spesa delle famiglie, porterà per Nomisma a una flessione di quasi il 20% del volumi di compravendita di abitazioni quest’anno rispetto al 2019. Le previsioni di calo per il quarto trimestre porteranno a chiudere l’anno nell’ordine delle 500.000 unità transate (-17,1%) secondo lo scenario “Base”, o 491.000 unità transate (-18,7%) secondo lo scenario “Hard”.

Riguardo ai prezzi degli immobili, nel 2021 Nomisma prevede segni negativi per tutti i comparti, più pronunciati per gli immobili d’impresa (rispettivamente -2,5% e -1,9% per uffici e negozi nello scenario “base”), rispetto al settore residenziale (-1,6%). Le contrazioni più intense sono attese per il segmento direzionale, con un arretramento di 4,5 punti percentuali al termine del triennio di previsione (2021/2023), mentre il settore commerciale nello stesso periodo presenterà un calo del 3,3%. Il settore residenziale sarà il meno colpito dalla riduzione dei valori (-2% il differenziale al termine del periodo 2021/2023 rispetto alla media dei prezzi del 2020) e sarà in ogni caso l’ambito in cui si manifesterà per prima l’inversione di tendenza.

Per l’istituto bolognese la ripresa del mercato imobiliare sarà lenta e graduale e si manifesterà nel biennio 2022-2023 con un’intensità che non permetterà di recuperare in tempi brevi i livelli pre Covid-19, relegando il mercato, almeno fino al 2023, al di sotto delle 600mila transazioni. Tra le singole città, Milano e Bologna saranno le prime a evidenziare segnali di crescita a partire dal 2022, cui seguiranno Firenze, Venezia, Palermo e Cagliari nel 2023. I cali più intensi riguarderanno Torino, Genova e Roma, con un andamento deflattivo per tutto il triennio considerato.