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Sell-off sui Btp, ma questa volta non è colpa del salva-stati. Conte ne ha per tutti e cita il ‘grazie’ di Bagnai sul Mes

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E’ il gran giorno del MES e sul mercato fioccano le vendite sui BTP. Lo spread si allarga, ma non troppo; a spiccare è invece il rialzo dei rendimenti sui massimi a oltre tre mesi per il Btp decennale. Questa volta non sono tanto le tensioni interne italiane ad alimentare le vendite, ma i forti dati macro che hanno fatto partire in mattinata un sell-off generalizzato sui titoli di Stato. In particolare spicca il Pmi manifatturiero cinese balzato a novembre a 51,8, ai massimi da quasi tre anni. Buoni segnali anche dalla zona euro con Anche nella zona euro con Markit che indica come ormai il peggio appare alle spalle nonostante l’attività manifatturiera risulta ancora in contrazione a novembre.
Intanto oggi il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte,  è andato in Aula alla Camera per le comunicazioni urgenti sul Fondo salva Stati che ha scatenato forti dibattiti all’interno della maggioranza di governo e anche fuori. Mentre il Presidente del Consiglio prende la parola sottolineando che il governo con il negoziato ha ottenuto regole vantaggiose per l’Italia – “sia nel remotissimo caso in cui dovessimo arrivare a chiedere anche noi fondi al Mes, sia quelli, molto più frequenti, in cui l’Italia si ritrovasse tra coloro che erogano il prestito” dice Conte – lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga di 6 punti, arrivando a 165 punti base. “Il nostro Paese ha un debito pubblico pienamente sostenibile – rimarca Conte – come pure riconoscono i mercati, la Commissione europea e il Fondo Monetario Internazionale”.

Le parole di Conte alla Camera

“Il Governo italiano ha rispettato la lettera e la sostanza della risoluzione votata dal parlamento lo scorso giugno e, come in passato, agirà sempre nel rispetto del mandato conferito” ha rimarcato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel passaggio finale della sua informativa alla Camera sul Mes. In merito ad una delle principali accuse rivolte dai detrattori del Trattato sul Fondo Salva Stati, il Presidente del Consiglio afferma che “il nuovo Trattato, lascia a una valutazione tutt’altro che automatica la verifica della sostenibilità del debito e delle condizioni macroeconomiche dei paesi beneficiari dell’intervento del MES, coerentemente con quanto preteso dall’Italia che si è opposta ad altri paesi che avrebbero invece voluto maggiori automatismi”. ” nostro Paese ha un debito pubblico pienamente sostenibile” assicura Conte, per cui “non si intravede all’orizzonte nessuna necessità di attivare il Meccanismo europeo di stabilità”. Immobili i deputati della Lega mentre quelli del Pd applaudono quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte cita il ringraziamento che il senatore della Lega Alberto Bagnai gli fece durante l’esame del Mes al Senato.

Affondo contro Salvini e Meloni: diffuse notizie palesemente false

L’informativa è stata l’occasione per rispondere alle accuse mosse dall’opposizione. “Mi sono sorpreso non della condotta del senatore Salvini, la cui disinvoltura a restituire la verità e la cui resistenza a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni”, ha affermato il premier facendo riferimento alle notizie allarmistiche sul Mes diffuse dalla leader di Fratelli d’Italia; Conte le ha bollate come “palesemente false”, citando ad esempio come la Meloni abbia addirittura affermato che il Mes era stato già firmato, e per giunta di notte. “Anche chi è all’opposizione ha compiti di responsabilità”, ha chiuso Conte.
Il leader leghista Matteo Salvini la scorsa settimana aveva intimato il premier di dimettesi, dopo averlo accusato di aver firmato  “qualcosa che non avevi il permesso di firmare”.  Salvini ha controreplicato a Conte: “A me risulta che questi qua abbiano già dato la parola e mai nella vita si sognano di tornare indietro… O ha mentito Gualtieri o ha mentito Conte”. “Tra Gualtieri e Conte secondo me è più facile che abbia mentito Conte. Gualtieri è appena arrivato, perché dovrebbe dire una sciocchezza”, sono state le parole di Salvini alla Camera.