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Piazza Affari rischia un dicembre nervoso, Equita indica due nuovi titoli tra i best picks e confida nell’effetto PIR per le small cap

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Al via l’ultimo mese dell’anno con gli investitori che si interrogano sulla possibilità che il rally di natale possa andare in scena quest’anno o la corsa forsennata dei listini negli ultimi mesi necessiti di una pausa nelle settimane a venire. A novembre è proseguito spedito il rally d’autunno con gli operatori sono ottimisti anche per l’ultimo scorcio dell’anno, considerando che anche statisticamente il mese di dicembre è uno dei migliori per le azioni. Storicamente infatti dicembre è un mese positivo per i mercati. Anzi è il mese migliore dell’anno se si guarda all’S&P 500 che, in media, sale dell’1,6% nell’ultimo mese dell’anno. Dicembre è anche il mese in cui i rialzi sono più frequenti, fino al 76% delle volte.
La prima seduta del mese sta vedendo una marcata volatilità. Dopo un avvio positivo, l’indice Ftse Mib si affaccia a metà giornata sui minimi intraday (-0,78% a 23.077 punti) con diversi titoli in affanno. In particolare soffrono le utility con Enel arrivata a cedere oltre il 2%, mentre Italgas e Terna sfiorano il -3%. Vendite diffuse anche su Poste (-1,94%) e Leonardo (-2,78%). 

Da M&A e dazi spinta importante, ma driver principale è la liquidità

Wall Street ha corso con decisione a novembre (S&P500 +3,8%, Nasdaq +5%), ma anche l’Europa non è stata da meno (Eurostoxx 600 +3,1%, Dax +2,8%, FTSE MIB +2,8%). Sponda importante è arrivata dai progressi nel negoziato USA-Cina, dai segnali di stabilizzazione di alcuni indicatori macro, e dall’accelerazione di operazioni di M&A (Schwab-TD Ameritrade, LVMH-Tiffany, Novartis-The Medicine, Mitsubishi-Eneco). “Riteniamo tuttavia che il driver principale resti l’elevato livello di liquidità iniettato dalle banche centrali nel sistema – sottolinea Equita nel suo Monthly report – . Le basi monetarie M1/M2 in USA sono salite del 12% (tasso annualizzato) nelle ultime quattro settimane, ma questa liquidità non si sta trasferendo all’economia reale per un approccio più cauto delle banche, intimorite dai primi segnali di erosione della qualità del credito (soprattutto auto loans)”. Intanto la volatilità è scesa ulteriormente (VIX -6% a 12, molto vicini ai livelli di settembre 2018).

Euforia eccessiva? Occhio a tre elementi di incertezza

Tuttavia, Equita mette in evidenza tre elementi di incertezza da non sottostimare. In primis i segnali di un punto di svolta dell’industria globale, che il mercato sta iniziando a scontare, sono deboli e contrastati, così come i messaggi sul fronte geopolitico; secondo, il FMI ha evidenziato la vulnerabilità del debito corporate nelle principali economie avanzate (applicando uno scenario di stress test simile all’ultima recessione globale, $19trn di debito corporate sarebbero a rischio default, quasi il 40% del debito totale in 8 grandi economie); terzo, Equita non vede segnali evidenti di un’accelerazione di politiche fiscali da parte dei Paesi dell’EU, che potrebbero rappresentare un elemento positivo per i mercati.

I migliori Ytd del Ftse Mib e quelli da monitorare nei prossimi mesi

Nella riforma approvata dal governo M5S-PD per rilanciare i Pir,cade il riferimento al venture capital.
Guardando Piazza Affari, il mese di novembre è andato in archivio con un bilancio più che positivo: Piazza Affari segna un rialzo del 2,49%, archiviando il nono mese positivo del 2019 e portando a quasi +27% il saldo 2019 per l’indice guida milanese. Da inizio anno le Blue Chips migliori risultano Azimut (+140,19%), Amplifon (+89,04%), Stmicroelectronics (+82,34%), Ferrari (+76,77% e divenuta la 5° maggior società per capitalizzazione) e Diasorin (+71,57%), mentre gli unici segni meno sono Pirelli & C (-8,2%) ed Eni (-0,25%).

Equita inserisce due nuove best pick e alza peso su Banco BPM

Equita oggi ha deciso di variare il portafoglio PIR spostando tre punti di peso dal portafoglio Blue Chips (da 50,8% a 47,8%) al Mid-Small (da 23,0% a 26%). delle  “La probabile ripartenza dei PIR potrebbe supportare i titoli mid-small nei prossimi mesi”, rimarca Equita che oggi ha inoltre ribilanciamo il portafoglio principale aumentando il peso di 50bps su Banco BPM per approfittare della recente debolezza del titolo, abbassando contestualmente di 50bp il peso su Bper dopo il recente rally.
Tra i best picks del portafoglio small cap di Equita entra Technogym. “Riteniamo che la valutazione (24-21x Adj PE 2020-21, senza debito) non rifletta appieno le opportunità di crescita (ci aspettiamo sales +8% CAGR 2018-21, con un EBITDA margin in crescita di 100 bps grazie a efficienze e leva operativa) e l`elevata conversione di EBITDA in cassa (oltre il 50% dell`EBITDA)”, sottolinea Equita che invece nel come best pick nel portafoglio principale inserisce Telecom Italia risparmio vedendo un supporto dal proseguimento del deleverage, da un atteso miglioramento dei trend organici, anche grazie alla più visibile azione sui costi, e da opzionalità legate a diverse opportunità inorganiche (Inwit, Brasile, Data centers, Consumer Credit, Open Fiber). Il titolo tratta a 10x PE e 11% FCF yield 2020 e la risparmio offre un dividend yield del 5%. Esce invece dal portafoglio small cap il titolo Gamenet.