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Pil Italia 2020 visto a -9,9% da Commissione Ue. Bruxelles avverte: ritorno ai livelli pre-pandemia non avverrà entro 2022  

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La strada della ripresa sarà ancora in salita per l’Italia, che probabilmente non tornerà ai livelli pre-pandemia entro il 2022. A scriverlo nero su bianco la Commissione europea che ha presentato oggi le previsioni economiche per la zona euro. “L’Italia si sta riprendendo da un profondo calo della produzione, ma la pandemia e le sue ripercussioni negative persistono e pesano sull’attività economica, in particolare sui servizi – affermano da Bruxelles -. È improbabile che la ripresa sia sufficiente affinché si torni ai livelli pre-pandemici entro il 2022“.

Tradotto in numeri la Commissione europea ha rivisto le stime del Prodotto interno italiano (Pil) per il 2020 atteso a -9,9% dalla precedente previsione di luglio a -11,2 per cento. Sono state, invece, tagliate le stime per il 2021 a +4,1% contro il precedente +6,1% e per il 2022 pronostica una crescita al ritmo del 2,8 per cento. Secondo l’outlook economico d’autunno di Bruxelles, il tasso di disoccupazione italiano è atteso al 9,9% nel 2020, all’11,6% nel 2021 e all’11,1% nel 2022. Quanto all’inflazione, nel 2020 il tasso è visto a -0,1% dopo +0,6% nel 2019. Nel 2021 la Commissione europea indica un +0,7% e un +1% nel 2022.

Una debolezza che riguarda tutta l’area, con Bruxelles che mette in guardia dai rischi futuri. In particolare, la Commissione scrive che “il rimbalzo dell’economia è stato interrotto a causa dell’aumento dell’incertezza dovuta alla recrudescenza della pandemia” e “che significa che l’incertezza che circonda le prospettive rimane particolarmente alta”. Per Paolo Gentiloni, commissario all’economia (nella foto), “la crescita tornerà nel 2021, ma ci vorranno due anni prima che l’economia europea si avvicini al livello precedente la pandemia“. In questo contesto di forte incertezza, Maarten Verwey, direttore generale per gli Affari economici e monetari della Commissione, sottolinea che “Next Generation EU rappresenta un’opportunità unica per un veloce e recupero. E dovrebbe essere data massima priorità alla sua messa in moto”.

Allargando lo sguardo su scala globale, Bruxelles avverte che la seconda ondata di coronavirus nel mondo avrà un effetto più pesante del previsto sull’economia globale, che quest’anno scenderà a un tasso più grave e l’anno prossimo rimbalzerà a un tasso più debole. È ciò che emerge sempre dalle ultime stime economiche formulate dalla Commissione europea, secondo cui il Pil mondiale quest’anno segnerà un -4,3%, per poi salire del 4,6% nel 2021 e del 3,6% nel 2022. Nelle stime di primavera, la Commissione Ue aveva indicato un -3,6% quest0anno e un +5,2% nel 2021.  A livello di zona euro, la Commissione europea si attende un Pil pari a -7,8% nel 2020, +4,2% nel 2021 e un ritmo di crescita pari a +3% nel 2022. Nel luglio scorso Bruxelles aveva pronosticato un Pil a -8,7% per l’anno in corso e un +6,1% per il 2021. Conferme, invece, sul fronte del tasso d’inflazione confermato +0,3% nel 2020 e +1,1% nel 2021, +1,3% nel 2022.