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Pil e debito Italia, la previsione catastrofica degli economisti di UniCredit. Agenzie di rating cosa faranno?

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L’Italia è stato il primo paese dell’Europa ad essere colpito dalla morsa di Covid-19 e le ripercussioni saranno catastrofiche sul PIL a detta degli economisti di Unicredit Research. La stima è infatti di un PIL in crollo verticale del 15% nel 2020, peggio rispetto al -13% stimato per l’intera area euro. Stime che sono ben più severe circa l’impatto del virus sull’economia anche rispetto a quelle di Confindustria che aveva indicato -6% per il PIL 2020.

2020 da incubo, ma seguirà un rimbalzo record

Per l’Italia si tratterebbe del peggior calo del PIL degli ultimi 60 anni, ma si potrà consolare parzialmente nel 2021 con un recupero di +9% a detta degli esperti di Unicredit. Il recupero potrebbe già iniziare nella seconda metà dell’anno dopo un primo trimestre che potrebbe segnare -5% su base trimestrale e un secondo trimestre da ben -22% su base trimestrale, in quanto l’intensificazione dello shock dell’offerta si aggiunge allo shock della domanda che ha colpito principalmente i settori dei servizi (ad es. commercio, trasporti e turismo). “Prevediamo un rimbalzo nel secondo semestre, mentre le aziende ricostruiscono gli inventari e la fiducia recupera gradualmente, sostenendo la domanda repressa del settore privato. Eppure, la forza di questa ripresa rappresenta una delle principali incertezze per l’outlook“, argomenta Loredana Maria Federico, Chief Italian Economist di Unicredit.

Andranno di conseguenza sotto stress i conti pubblici con deficit addirittura al 12,2% a fine anno dall’1,9% di fine 2019. Il debito pubblico è visto schizzare dal 134,8% al 167% del PIL.

Verso i giudizi di primavera delle agenzie di rating

L’Italia in questo scenario molto difficile dovrà guardarsi dai giudizi delle agenzie di rating. Già nel secondo trimestre andranno a esprimersi sull’Italia S&P il 24 aprile (BBB, con outlook negativo), l’8 maggio sarà invece il turno di Moody’s (Baa3, outlook stabile) e DBRS (BBB [high], outlook stabile). “Mentre non ci aspettiamo un cambio di valutazione nel mezzo della crisi – asserisce Loredana Maria Federico – è probabile che le agenzie esaminino attentamente la capacità dell’Italia di riprendersi dalla crisi e così da gestire un rapporto debito pubblico/PIL ancora più elevato. Risultati raggiunti prima dell’attuale la crisi per quanto riguarda gli squilibri nei settori privato, esterno e bancario aiuta ad attenuare il rating preoccupazioni delle agenzie.
Fitch, che a sua volta ha outlook negativo sull’Italia (rating BBB), si esprimerà il prossimo 10 luglio.
Sulle agenzie di rating si soffermano anche gli esperti di Bank of America che in prospettiva vedono probabile il downgrade di un gradino da parte di Fitch e S&P visto che l’outlook da loro indicato è già negativo e il profilarsi di un forte deterioramento delle finanze pubbliche e della crescita. Tuttavia, la banca d’affari Usa non prevede un declassamento ulteriore sotto il livello investment grade proprio considerando le ripercussioni finanziarie e politiche di una tale mossa.

C’è chi può far peggio dell’Italia

Nel report intitolato “La madre di tutte le recessioni è arrivata”, Unicredit Research indica un crollo del 6% del Pil mondiale e una ripresa nel 2021 di +8,6%. cali a doppia cifra sono attesi per l’economia Usa (-10,8%) e quella dell’area Euro (-13%) che dovrebbero evidenziare l’anno prossimo rimbalzi sostanziosi rispettivamente di +11,8% e +10%.
A far peggio dell’Italia potrebbero essere Grecia (-18,6%) e Spagna (-15,5%).