Notizie Notizie Italia Piazza Affari risale la china, non Italcementi. Lo stop pdz in Egitto è uno smacco per gli analisti

Piazza Affari risale la china, non Italcementi. Lo stop pdz in Egitto è uno smacco per gli analisti

31 Gennaio 2011 13:53

La crisi egiziana mette sotto pressione i titoli del settore cementiero e delle costruzioni quotati a Piazza Affari. Mentre il Ftse Mib si risolleva segnando un +0,70%, anche se nel corso della mattinata è arrivato a cedere oltre l’1%, le vendite non danno respiro a Impregilo (-0,67% a 2,22 euro), Buzzi (-0,20% a 9,31 euro) e Astaldi (-0,70% a 4,70 euro). Ma è soprattutto Italcementi a finire al tappeto con un ribasso di oltre due punti percentuali (-2,79%) a 5,95 euro. A Piazza Affari balena la notizia della sospensione da parte del gruppo della famiglia Pesenti della produzione in Egitto, paese che pesa per circa il 15% sul fatturato consolidato.

 

Secondo quanto confermanto all’agenzia Reuters da una fonte della società, gli impianti sono stati messi in sicurezza, il gruppo continuerà a monitorare con attenzione la situazione, ma il danno è fatto. E il titolo va giù. Per gli analisti si tratta di un brutto colpo. Come osservano gli esperti di Centrosim “la notizia è molto negativa”. “L’Ebitda recurring dell’Egitto, atteso per il 2010, ammonta a circa 240 milioni di euro, all’incirca il 30% dell’Ebitda atteso di gruppo pari a 800 milioni circa”, segnalano gli analisti della sim milanese, secondo cui “una sospensione prolungata dell’attività peserebbe in modo determinante sulle attuali quotazioni”. Il suggerimento del broker è quello di sottopesare il titolo.

Che il gruppo della famiglia Pesenti potesse incontrare seri problemi in Egitto, dove la domanda di cemento potrebbe soffrire in scia alle fragorose proteste contro il governo Mubarak, era dato scontato. L’Egitto, infatti, è attualmente una delle aree più profittevoli per Italcementi, che vanta nel Paese magrebino la leadership a livello di market share (22%) generando circa il 30% dell’Ebitda dell’intero gruppo. Ma la situazione col passare delle ore si sta facendo sempre più drammatica. “La nostra maggiore preoccupazione per Italcementi – ha segnalato Intermonte il 28 gennaio – è che i prezzi potrebbero rimanere sotto pressione nel 2011”.


Il broker ha ipotizzato una flessione nei prezzi in Egitto del 6%, che implicherà un calo del 22% nell’Ebitda di Italcementi realizzato nel Paese nordafricano. Per questo motivo “abbiamo abbassato le nostre stime 2011 a 189 milioni di euro dai precedenti 213 milioni”. Per quanto riguarda l’Ebitda 2011 di gruppo le previsioni di Intermonte sono passate a 811 milioni da 843 milioni, sotto il consensus che indica invece 881 milioni di euro. Inoltre, la domanda di cemento in Egitto potrebbe soffrire proprio nell’anno in cui sta arrivando la nuova capacità produttiva (+17% nel 2011) dopo la vendite di nuove licenze avvenuta lo scorso anno. Intermonte ha mantenuto quindi una view cauta sulle operazioni di Italcementi durante il 2011, anche per “i costi energetici che cresceranno probabilmente del 10% e per lo scarso utilizzo degli impianti nei mercati maturi”. Gli analisti hanno tagliato la raccomandazione sul titolo del gruppo della famiglia Pesenti a underperform dal precedente neutral, con il target price portato a 5,5 da 6 euro.