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Ftse Mib prosegue discesa, male Leonardo. Ferrari debole dopo uscita a sorpresa di Camilleri

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Nell’ultima seduta della settimana Piazza Affari si muove in territorio negativo, in scia alla chiusura mista di Wall Street e quella negativa di Tokyo. Fin dai primi scambi l’indice Ftse Mib ha mostrato segno meno e dopo l’avvio accelera al ribasso segnando un -1% in area 21.680 punti, proseguendo i cali per la quinta seduta consecutiva. Flessioni fino a 21.155 punti sarebbero più che fisiologiche. Un primo segnale di debolezza si avrebbe con la rottura di questo livello che aprirebbe a ulteriori ribassi con target a 20.700 e 20.200 punti.
I temi da seguire

A inquietare i mercati sono i dubbi relativi al vaccino anti-Covid di Sanofi e GlaxoSmithKline, che hanno annunciato ritardi per la fase di sviluppo e messa a disposizione. Intanto si attende l’ok da parte della Food and Drug Administration (FDA) al vaccino anti-Covid 19 prodotto da Pfizer e BioNTech, dopo che ieri è arrivata l’approvazione da parte di una commissione dell’agenzia. La commissione The Vaccines and Related Biological Products Advisory Committe dell’FDA, autorità federale per il controllo dei farmaci e dei beni alimentari, ha rilasciato l’autorizzazione per l’utilizzo di emergenza del vaccino di Pfizer. Un via libera importante, che precede quello a questo punto molto probabile della stessa agenzia. L’FDA però non è obbligata a seguire le raccomandazioni della commissioni, anche se spesso così avviene.
Altri due grandi punti critici agli occhi dei mercati persistono: lo stimolo fiscale negli Stati Uniti da un lato e i negoziati sul commercio tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea nel post-Brexit dall’altra parte. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha parlato giovedì sera di una “forte possibilità” di una rottura senza accordo con l’Ue. Mentre a Washington, Nancy Pelosi, presidente democratico della Camera dei rappresentanti, ha accennato che i colloqui sul piano di stimolo potrebbero estendersi oltre il Natale.
Intanto si guarda ancora alle indicazioni che sono arrivate dall’ultima riunione del 2020 della Banca centrale europea (Bce), durante la quale è stato potenziato il PEPP, il QE pandemico lanciato lo scorso marzo, per un valore di 500 miliardi fino a 1.850 miliardi, e allungato almeno fino alla fine di marzo 2022 (precedente termine era giugno 2021). Indicazioni in linea con le attese dei mercati, che rimangono quindi piuttosto indifferenti. L’euro intanto accelera al rialzo superando di nuovo la soglia di 1,21 dollari al record in due anni.
I titoli da monitorare
Tra i titoli del paniere principale di Piazza Affari, male soprattutto Leonardo che scivola sul fondo del Ftse Mib con un tonfo di oltre il 3%. La segue Telecom Italia (-2,3%) dopo che l’agenzia Moody’s ha downgradato ieri il rating sul debito TIM a Ba2 con outlook negativo citando in particolare i trend di flessione dell’Ebitda domestico, le prospettive di investimento in Brasile per gli asset di OI e la politica di remunerazione più aggressiva (decisione di reintrodurre il dividendo per le ordinarie).
Da monitorare anche Bper Banca, che cede oltre il 2%, e Banco Bpm. Secondo quanto riportato da Reuters, ci sarebbe stata un’intensificazione dei contatti tra le due banche che potrebbe portare ad una business combination già nel primo semestre del 2021.
Stmicroelectronics prosegue anche oggi la sua discesa (-1,6%), innescata a seguito del warning sui target al 2022 lanciato dal colosso dei chip nel corso de Capital Market Day. Debole Ferrari (-0,4%) dopo l’annuncio a sorpresa dell’amministratore delegato Louis Camilleri che ha deciso per motivi personali di rassegnare le dimissioni e lasciare la guida della casa di Maranello con effetto immediato. Il presidente esecutivo della Ferrari, John Elkann assumerà la carica di amministratore delegato ad interim, mentre il consiglio di amministrazione ha già avviato il processo di identificazione del successore di Camilleri.
Sul fronte opposto invece si distingue Amplifon che sale in testa al Ftse Mib con un progresso di quasi l’1%, di riflesso alla rivale danese Demant che questa mattina ha alzato l’outlook per il secondo semestre del 2020.