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Piazza Affari affossata da timori pandemia, ENI e altri titoli oil in caduta. Tensioni sullo spread

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Piazza Affari si muove in territorio decisamente negativo in quest’ultima seduta della settimana, proseguendo i ribassi di ieri. L’evoluzione della pandemia e le nuove misure restrittive annunciate in Asia, Europa e Stati Uniti per tentare di frenare la diffusione del Covid favoriscono le prese di beneficio. In particolare, si guarda alla Cina dove sale il rischio di ripresa del virus dopo che diversi focolai sono emersi in alcune parti del paese. In Giappone, il premier Suga è stato costretto a smentire alcune indiscrezioni riportate dalla stampa britannica, secondo cui il balzo dei nuovi casi di coronavirus nel paese costringerà Tokyo a cancellare le Olimpiadi anche nel 2021. In Europa, la Francia si prepara a introdurre un test obbligatorio per tutti i viaggiatore in arrivo da un altro paese dell’Unione europea e il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha giudicato “molto grave” la situazione sanitaria nel continente. Dall’altra parte dell’Atlantico, il presidente Joe Biden ha promulgato una serie di ordini esecutivi volti a intensificare la lotta contro l’epidemia, una delle quali prevede la quarantena per i viaggiatori stranieri in arrivo negli Usa.
Ieri la Banca centrale europea (Bce) ha lasciato la sua politica monetaria invariata. “La BCE mantiene il pilota automatico e, in assenza di un’apocalisse zombie, non ci aspettiamo alcuna decisione significativa in materia di politica monetaria da parte della BCE durante la prima metà dell’anno – commenta Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO – . La Banca Centrale monitorerà gli sviluppi delle condizioni macroeconomiche durante i prossimi mesi e risponderà ad eventuali inasprimenti delle condizioni di finanziamento con il PEPP, in conformità con il suo framework di controllo della curva dei rendimenti”. La prima riunione interessante potrebbe essere quella di settembre, dato che la BCE prevede di concludere la revisione della strategia in quel periodo.

Nulla di fatto della Bce e tensioni sui mercati, in aggiunta alla crisi politica in Italia, che alimentano la salita dello spread Btp-Bund arrivato in area 125 pb. 
In questo contesto, l’indice Ftse Mib cede oltre l’1,6% con a rischio la tenuta dei 22 mila punti. Tra i titoli del paniere principale, le vendite si concentrano sui titoli oil. Tenaris cade sul fondo con un tonfo del 4,2%, seguita da Saipem, in calo del 2,5%, di riflesso ai ribassi delle quotazioni del petrolio (Wti -1,6% e Brent -1,4%). Ancora giù UniCredit (-2,1%) che scivola sotto la soglia degli 8 euro, dopo che ieri ha ritracciato chiudendo con un -1,3%. Si aspettano novità sul fronte scelta del nuovo ceo. Il Corriere della Sera ha riportato ieri quattro papabili candidati per il nuovo amministratore delegato: Andrea Orcel, Flavio Valeri, Fabio Gallia e Carlo Vivaldi. “Vediamo Unicredit al centro di un vortice di eventi: la selezione del nuovo ceo, il rinnovo del board, la ridefinizione della strategia, eventuale M&A, gestione della pandemia e potenziale crisi di governo in Italia”, ha argomentato Mediobanca Securities che lo scorso mese ha declassato il titolo a underweight a seguito dell’annuncio dell’uscita di Mustier.
Sul fronte opposto invece sale Inwit con un debole +0,4%. Limita le vendite, muovendosi sulla parità, Campari (-0,1%) grazie ai dati snocciolati questa mattina dalla rivale francese Remy Cointreau, che ha riportato nel terzo trimestre dell’esercizio fiscale 2020/2021 un deciso aumento delle vendite. Da settembre a dicembre il suo fatturato è salito del 20,6% a 350 milioni. Alla luce di questa performance, Remy Cointreau ha confermato con fiducia i propri obiettivi annuali, prevedendo una crescita sostenuta delle sue vendite nel quarto trimestre, anche se più debole rispetto al terzo, e un rialzo dell’utile operativo.