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Pensioni: il miglior sistema previdenziale è nei Paesi Bassi. Italia 27esima su 34 nazioni

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La nazione che vanta il miglior sistema previdenziale è quello dei Paesi Bassi, seguiti dalla Danimarca, Finlandia, Australia e Svezia. E l’Italia? Il nostro paese si colloca al 27esimo posto della classifica generale del Melbourne Mercer Global Pension Index, l’indice che analizza 34 sistemi pensionistici-Paese.

Melbourne Mercer Global Pension Index 2018

Giunto alla decima edizione, l’Indice si pone l’obiettivo, attraverso il confronto, di suggerire best-practice internazionali, pur nella consapevolezza che ogni confronto diretto tra sistemi previdenziali può essere discutibile, poiché ogni sistema si è evoluto a partire dalle particolari circostanze economiche, sociali, culturali, politiche e storiche di quel Paese. L’Indice, per “sistema pensionistico”, intende la somma complessiva di previdenza pubblica, complementare e del risparmio previdenziale, anche attraverso strumenti assicurativi e di risparmio gestito. La sua premessa metodologica prende in considerazione i sistemi previdenziali in senso ampio, ovvero l’insieme degli strumenti che garantiscono la gestione finanziaria dell’uscita dalla vita lavorativa per i singoli. Il confronto tra i sistemi previdenziali viene condotto da 10 anni aggregando oltre 40 indicatori, con pesi relativi diversi, facenti capo a 3 macro-aree: Adeguatezza, Sostenibilità e Integrità.

I risultati e la posizione dell’Italia

Ebbene sul podio quest’anno troviamo i Paesi del Nord Europa – quest’anno vincitori risultano i Paesi Bassi e la Danimarca, con punteggi pari a 80.3 e 80.2 punti indice rispettivamente. La Finlandia è al terzo posto (74,5 punti indice), seguono l’Australia (72,6) e la Svezia (72,5). L’Italia occupa quest’anno la ventisettesima posizione della classifica; è quattordicesima per Adeguatezza, diciannovesima per Integrità e trentaquattresima per Sostenibilità. L’area dove il sistema pensionistico italiano risulta più debole è la Sostenibilità di medio-lungo che registra il valore più basso della scala, pari a 20,1, contro gli 81,8 punti della Danimarca, prima in classifica, ed i 52 punti indice medi. Le ragioni di questa debolezza, dice la ricerca, sono dovute principalmente a vari fattori come la bassa adesione a piani pensionistici privati, nel conseguente basso livello di investimenti nelle pensioni private, pari solo al 7,7% del PIL e infine nel contesto demografico caratterizzato dalla ancor limitata partecipazione alla forza lavoro dei lavoratori più senior, dal tasso di anzianità della popolazione e dal tasso di fertilità inferiore a 1,5 figli per donna.

“L’ Italia, la Spagna e l’Austria ottengono buoni risultati in materia di Adeguatezza ma scarsi in termini di Sostenibilità futura, a motivo di una impostazione di base del sistema simile» argomenta Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato Mercer Italia. «Si tratta cioè di sistemi a ripartizione, in cui sono i contributi versati dai lavoratori attivi a pagare le pensioni di coloro che si sono ritirati dalla vita lavorativa, con peso preponderante della pensione erogata dallo Stato, esposti alle contrazioni del mercato del lavoro interno ed agli shock demografici».