Notizie Notizie Italia Partecipate Mef da record, anche Piazza Affari ha le sue Magnifiche 7. Ecco chi ha più fiato per nuovi rally

Partecipate Mef da record, anche Piazza Affari ha le sue Magnifiche 7. Ecco chi ha più fiato per nuovi rally

13 Gennaio 2026 08:58

Record su record. A inanellare massimi assoluti in questo primo scorcio del 2026 non sono solo oro e argento. A Piazza Affari numerosi titoli viaggiano a vette mai viste prime. E tanti hanno un minimo comun denominatore: il Tesoro italiano come azionista di riferimento.

Sfilza di massimi storici

Nelle ultime sedute ad aggiornare i massimi storici sono state ben sei partecipate presenti sul Ftse Mib: Enel, Italgas, Leonardo, Poste Italiane, Snam e Terna. Mentre Fincantieri – che fa parte delle “grandi” di Piazza Affari da meno di un mese – è stata protagonista di un avvio di 2026 sprint con un saldo al momento di circa +20% anche se i massimi storici di ottobre (in area 26 euro) sono ancora distanti.

Proprio Fincantieri insieme a Leonardo si contende la palma di miglior performer in queste prime settimane del nuovo anno con il riaffiorare con forza delle tensioni geopolitiche che ha riacceso con forza i riflettori sui titoli legati al settore della difesa.

Tra i migliori da inizio anno anche Italgas (+6%) che ha sfruttato l’assist del bond Snam da 500 milioni di euro convertibile in azioni Italgas.

Il tesoro delle partecipate

Ma a quanto ammonta il valore delle partecipazioni detenute dal Tesoro in Borsa? I dati aggiornati a inizio anno diffusi dall’Osservatorio Finanziario Comar parlano di un tesoro da 97,8 miliardi di euro considerando il valore delle azioni detenute dal Mef in 14 partecipate pubbliche. La capitalizzazione delle 14 pubbliche partecipate ammonta a 307,1 miliardi, pari al 29,1% dell’intero valore di Borsa Italiana.
Nel dettaglio la partecipazione di maggior valore è il 23,6% in Enel (21,2 miliardi), seguito dal 64,3% in Poste Italiane (18 miliardi) e dl 31,8% in Eni (16,1 miliardi). Ai piedi del podio c’è poi il 30,2% di Leonardo (8,5 miliardi). Seguono poi Snam, Terna, Fincantieri, Stmicroelectronics – quest’ultimo tra i pochi titoli rimasti indietro nell’ultimo anno – Italgas, Saipem, Banca Monte dei Paschi di Siena, Enav, RaiWay e Trevi Finanziaria Industriale.

Marcia in più

Nell’ultimo anno Enel & co hanno mostrato di avere una marcia in più con la loro capitalizzazione cresciuta del 38,7%, ossia di oltre 85 miliardi, rispetto al +29,7% medio del listino milanese.

Alla chiusura di ieri ben cinque delle top ten del Ftse Mib erano partecipate statali con Enel in terza piazza a 93 miliardi circa di valore, Eni sesta a 47,7 mld, Leonardo settima a 33,8 mld, Poste ottava a 28,6 mld, Mps nona a 27,9.

Per analisti poco spazio per ulteriori rally

C’è spazio per crescere ancora? Tra gli analisti prevalgono i giudizi positivi sulle magnifiche sette che viaggiano sui massimi storici, ma con potenziale rialzista che ad oggi appare limitato. va detto che alcuni target che contribuiscono a fare media sono abbastanza datati nel tempo e potenzialmente soggetti a revisione al rialzo nelle prossime settimane in concomitanza anche con la nuova tornata di trimestrali che sta per iniziare.

Il rendimento potenziale più consistente è quello di Fincantieri con target price medio a 21,75 euro, il 7,7% sopra i livelli attuali. Tra gli analisti prevalenza di buy (60% contro il 40% di neutral). Leonardo vede invece il 56,5% di buy, 39,1% di hold e 4,3% di sell con prezzo obiettivo medio a 58,54 euro, ossia l’1,5% sotto i livelli attuali.

Volgendo alle utility, sul peso massimo Enel prevalgono i giudizi d’acquisto (buy) sono al 53,6%, contro il 35,4% di hold e 10% di sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 9,34 euro, con rendimento potenziale di solo l’1,3%. Segno meno invece se si guarda al rendimento potenziale di Snam che vanta un target medio di 5,68 euro tra gli analisti monitorati da Bloomberg, il 2,4% sotto i livelli attuali; scarseggiano anche i buy (28,6%) rispetto ai giudizi hold (47,6%). Stesso discorso per le altre due utility statali: Italgas presenta un rendimento potenziale di -2,6% con target di prezzo a 9,84 euro, mentre Terna segna -2,5% di rendimento potenziale con target a 9,10 euro.

Infine Poste Italiane – tra i migliori dell’ultimo anno con +66% – che vede gli analisti indicare con prevalenza hold (61,1% rispetto al 33,3% dei buy) e target price medio a 21,49 euro, ossia il 2,1% sotto i livelli attuali. Tra gli analisti c’è chi vede per Poste ancora spazio per crescere, in particolare Equita indica un target a 24,5 euro.