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Oro batte azioni anche nel lungo periodo, ma c’è un rischio per i detentori privati. La tesi di Crispin Odey

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L’oro, forte del suo status di bene rifugio, ha calamitato in questi mesi l’interesse degli investitori con l’emergenza Covid che ha spinto verso il metallo giallo. I massimi storici del 2011 non sono lontani e guardando alle performance dal 2004 a oggi i ritorno garantiti dal metallo giallo sono anche superiori a quelli dei mercati azionari. Ma detenere oro potrebbe diventare rischioso per i privati in uno scenario di inflazione galoppante. Il gestore di hedge fund Crispin Odey, noto investitore ribassista, ha avvertito che potrebbe verificarsi una de-monetizzazione dell’oro e in una lettera riportata da Bloomberg ha sottolineato la necessità di tenere in considerazione un rischio importante legato al possesso di oro, vale a dire la possibilità che i governi possano rendere illegale la proprietà privata di oro nel caso in cui non riescano più a controllare l’inflazione dovuta agli stimoli monetari e fiscali del momento. Oro che spesso è detenuto dai privati tramite gli ETF.

La tesi di Crispin Odey che cita il precedente del 1933

La pandemia di coronavirus difatti ha costretto gli investitori a cercare rifugi sicuri per superare le violente oscillazioni del mercato e i rischi di recessione. L’oro è uno dei maggiori vincitori, riuscito a salire ai massimi di otto anni e sovraperformando le attività di rischio nell’anno in corso. Odey ha avvertito i suoi clienti che i governi potrebbero reprimere il commercio di metalli preziosi se si rendessero necessari nuovi depositi di valore durante la ripresa economica globale. “Non c’è da stupirsi che la gente compri l’oro. Ma le autorità potrebbero a un certo punto tentare di de-monetizzare l’oro, rendendo illegale il possesso privato”, ha scritto Odey.
“Lo faranno solo se sentiranno il bisogno di creare un’unità di conto stabile per il commercio mondiale”. Un’azione di questo tipo non è priva di precedenti. Gli Stati Uniti hanno costretto i detentori privati di oro a vendere le loro partecipazioni nel 1933 per normalizzare il valore del dollaro. “La storia è piena di esempi in cui i governanti, nei momenti di crisi, hanno fatto ricorso alla svalutazione della moneta”, ha scritto ancora Odey secondo cui se l’impennata dell’inflazione dovesse impedire una ripresa economica senza intoppi, le banche centrali potrebbero ricorrere ad una politica simile.

L’analisi di BG-Saxo: oro batte azioni globali e gold miner

La valutazione di BG-SAXO sull’oro è stata positiva per anni poiché la politica monetaria è stata sempre più disperata in termini di alleggerimento, eccezion fatta, forse, per la politica della Fed. Oggi che la Fed si unisce ad altre banche centrali per ampliare il proprio balance sheet e spostare il tasso ufficiale vicino allo zero rispetto alle aspettative del mercato anche in previsione di tassi negativi, il giudizio sull’oro migliora ulteriormente. BG-SAXO si aspetta che quest’anno l’oro raggiunga quotazioni record a fronte di una crescente richiesta da parte degli investitori di un rifugio sicuro dal deprezzamento delle principali valute.

Lo storico dell’andamento dell’oro dall’inizio del 2004 dimostra che il prezzo spot dell’oro ha consentito operazioni straordinarie che hanno superato le performance del mercato azionario globale con un rendimento annualizzato del 9,2%. Nello stesso periodo le azioni globali hanno ottenuto un rendimento annualizzato del 6,3%. Dall’analisi condotta da BG-SAXO emerge anche che i Gold-Miner (ossia i titoli del settore aurifero) non sono stati in grado negli anni di offrire un rendimento associato all’asset sottostante. I gold miner hanno restituito il 3,6% annualizzato sin dagli inizi del 2004 e Newmont, il leader di settore, ha restituito il 3,7% annualizzato, riuscendo a superare di poco il dato dell’inflazione globale. In breve, afferma BG-SAXO, la storia ci dice che i Gold Miner non forniscono alcun valore aggiunto al di là del prezzo spot dell’oro; investitori e trader dovranno concentrarsi principalmente sul prezzo spot dell’oro.

La liquidità, inoltre, è migliore nel prezzo spot dell’oro ed è un altro elemento di interesse; tuttavia, come evidenziato dall’hedge fund manager Crispin Odey settima scorsa, è necessario tenere in considerazione un rischio importante legato al possesso di oro, spesso tramite un ETF; vale a dire la possibilità che i governi possano rendere illegale la proprietà privata di oro nel caso in cui non riescano più a controllare l’inflazione dovuta agli stimoli monetari e fiscali del momento.