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Bce sorprende con altri 600 miliardi nel QE pandemico e fuga ogni dubbio su suo ruolo di prestatore ultima istanza

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La Banca centrale europea non delude e aumenta la potenza di fuoco contro gli effetti del Covid. Nella riunione di oggi la Bce ha deciso di aumentare e allungare il Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp), il piano straordinario di acquisto di asset per dare liquidità e stabilità al sistema lanciato a marzo in risposta al Covid. Il Pepp è stato infatti aumentato di 600 miliardi di euro, portando così il suo ammontare da 750 a 1.350 miliardi. Non solo. La Bce ha deciso anche di allungare la sua durata, portandola fino alla fine di giugno 2021, anziché fino a fine 2020. “In ogni caso – si legge nella nota dell’istituto guidato da Christine Lagarde – il Consiglio direttivo effettuerà acquisti nell’ambito del Pepp fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus sia terminata”. Gli analisti si aspettavano un aumento del Pepp di 500 miliardi (alcuni di 750 miliardi) e nessun ritocco alla durata. Inoltre, la BCE reinvestirà i proventi degli acquisti PEPP almeno fino al 2022.
“In risposta alla revisione al ribasso dell’inflazione nell’orizzonte di proiezione legata alla pandemia, l’espansione del Pepp faciliterà ulteriormente la posizione di politica monetaria generale, sostenendo le condizioni di finanziamento nell’economia reale, in particolare per le imprese e le famiglie”, spiega la Bce.

La Bce va oltre le attese e il mercato apprezza con acquisti soprattutto sui Btp e su Piazza Affari. “Dopo l’annuncio dell’European Recovery Plan e il potente pacchetto di incentivi fiscali tedeschi di ieri sera (1.300 mld di euro, ndr), la BCE ha aggiunto veri e propri fuochi d’artificio – rimarca Carsten Brzeski, economista di Ing – . La decisione odierna dovrebbe placare qualsiasi futura speculazione sul fatto che la BCE sia o meno disposta a svolgere il proprio ruolo di prestatore di ultima istanza per l’Eurozona”.

Le altre decisioni di politica monetaria

Nessuna novità invece dal fronte tassi. Come da attese, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimangono invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Il consiglio direttivo ha ribadito di attendersi che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo.
La Bce ha infine confermato che il programma di acquisti del QE proseguirà a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, insieme agli acquisti nell’ambito della dotazione temporanea aggiuntiva di 120 miliardi fino alla fine dell’anno. Il consiglio direttivo “continua ad aspettarsi che gli acquisti netti mensili durino il tempo necessario per rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi ufficiali, per terminare poco prima di iniziare ad aumentare i tassi di interesse chiave della Bce”.
“Il Consiglio direttivo – conclude la Bce – continua a essere pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, a seconda dei casi, per garantire che l’inflazione si muova verso il suo obiettivo in modo sostenuto, in linea con il suo impegno”.

La reazione dei mercati

Gli operatori accolgono con favore l’annuncio della Bce. Un Pepp da 1.350 miliardi fino a giugno 2021 conferma l’attuale fase positiva delle Borse europee, tornate ai livelli pre-lockdown, grazie soprattutto alla proposta di Recovery Fund europeo da 750 miliardi di euro da parte della Commissione Ue. E così, in seguito all’annuncio, i listini europei, che si muovevano sotto la parità, hanno girato in positivo. L’indice Eurostoxx 50 sale dello 0,30%. A Francoforte il Dax guadagna lo 0,24% e a Piazza Affari l’indice Ftse Mib avanza dello 0,61% a 19.762 punti. Ora si attende la conferenza stampa del numero uno della Bce, Christine Lagarde, in programma alle 14.30.
Attese, sempre oggi, da parte della Bce le nuove stime di crescita dell’economia e quelle sull’inflazione. Christine Lagarde ha già anticipato (Leggi QUI) che le nuove previsioni per quest’anno saranno tra il -8% dello scenario medio e il -12% dello scenario peggiore, pronosticando per il 2020 una contrazione in Europa intorno al 10%. L’ipotesi più probabile è che le attuali stime sull’inflazione siano riviste al ribasso, soprattutto per il calo dei prezzi del petrolio.