Nvidia straccia le attese, ma a Wall Street non basta. Le parole di Huang su OpenAI e Anthropic
Fonte immagine: Getty
Profitti e ricavi oltre le attese, così come la guidance, ma a Wall Street non basta. I numeri record di Nvidia non hanno scaldato più di tanto gli investitori con titolo andato sotto fino a -2% nell’after-hours subito dopo la pubblicazione delle trimestrale e al momento segna un calo di mezzo punto percentuale circa.
Trimestre record
Il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 ha visto Nvidia riportare un utile per azione (Eps) di 1,87 dollari, superando gli 1,77 dollari del consensus Bloomberg. Oltre le aspettative anche i ricavi arrivati a quota 81,6 miliardi di dollari rispetto ai 79,2 del consensus degli analisti. Piccola parziale delusione dal margine lordo attestatosi al 74,9% contro una stima del 75,1%.
Il gigante dei chip AI ha anche rivisto al rialzo il dividendo trimestrale a quota 0,25 dollari per azione annunciando un ulteriore riacquisto di azioni per 80 miliardi di dollari.
A trainare ancora una volta il giro d’affari di Nvidia è il business dei data center che ha generato 75,2 miliardi di dollari (attese erano 73,5 miliardi), quasi raddoppiato rispetto ai 39,11 miliardi di dollari riportati nel primo trimestre dello scorso anno.
Una fetta preponderante della domanda record arriva da parte degli hyperscaler che hanno rappresentato il 50% delle vendite dei data center nel trimestre. Il restante 50%, ha riferito la cfo Colette Kress, è provenuta da diverse fonti, tra cui Cloud AI, clienti industriali ed enti sovrani; la domanda da questi ultimi ha registrato una crescita dell’80% su base annua, indicando opportunità incrementali per Nvidia di conquistare quote di mercato nella costruzione di infrastrutture.
Anche la guidance va oltre le attese
Per il secondo trimestre dell’anno, Nvidia indica un fatturato compreso tra 89,1 e 92,8 miliardi di dollari, anche in questo caso sopra le attese di Wall Street che erano ferme a 87,3 miliardi di dollari.
Nvidia non ha spedito alcun prodotto Hopper per data center in Cina nel trimestre, a differenza dei 4,6 miliardi di dollari spediti nello stesso periodo dell’anno precedente.
“Sebbene il governo statunitense abbia approvato le licenze per la spedizione di H200 a clienti con sede in Cina, non abbiamo ancora generato alcun ricavo e non sappiamo con certezza se saranno consentite importazioni nel Paese”, ha dichiarato la cfo Colette Kress.
Nvidia ha rimarcato inoltre che la guerra con l’Iran e l’instabilità in Medio Oriente non hanno ancora avuto un impatto significativo sull’azienda. Però, precisa l’azienda, qualora il conflitto si intensificasse o si estendesse, tale posizione potrebbe cambiare. “Ciò potrebbe avere ripercussioni sullo sviluppo futuro dei prodotti, sulla catena di approvvigionamento e sui ricavi, oltre a creare incertezza per l’azienda”.
Il ceo Huang: “OpenAI e Anthropic aumentano di valore a ritmi mai visti”
Il ceo di Nvidia Jensen Huang conferma la sua visione che la domanda cumulativa per i chip più avanzati dell’azienda raggiungerà “almeno 1 trilione di dollari” entro la fine del 2027, con i produttori di modelli AI come OpenAI e Anthropic che stanno aumentando di valore a ritmi mai visti. Huang ritiene inoltre che l’ascesa dell’IA agentica alimenterà un’enorme domanda di calcolo, poiché gli utenti distribuiranno un gran numero di agenti, che a loro volta impiegano ancora più sottoagenti per completare compiti.
Il commento di Dan Ives (Wedbush)
“Con gli investimenti nelle infrastrutture AI in continua crescita, con l’azienda che prevede una spesa totale per infrastrutture AI compresa tra 3 e 4 trilioni di dollari entro la fine del decennio, il panorama dei chip rimane dominato da Nvidia”, rimarca Dan Ives di Wedbush. “I solidi risultati e le prospettive di Nvidia – prosegue l’esperto tech – uniti alla forza degli hyperscaler nel settore, testimoniano un’accelerazione della crescita dell’IA e degli investimenti in conto capitale in tutto il mondo tecnologico, il che, a nostro avviso, è una buona notizia per gli investitori del settore”.