Notizie Criptovalute Batosta Treasury fa sbandare anche oro e Bitcoin. La mossa di Saylor

Batosta Treasury fa sbandare anche oro e Bitcoin. La mossa di Saylor

20 Maggio 2026 09:03

I piccoli progressi nei colloqui di pace tra Washington e Teheran non scaldano i prezzi dell’oro, reduce dai minimi da fine marzo toccati alla vigilia. Il metallo giallo paga l’incertezza sui tassi, così come il Bitcoin.

Oro sotto scacco

Le preoccupazioni per l’inflazione crescente continua a pesare sull’oro, con il prezzo spot che viaggia in area 4.470 dollari l’oncia dopo che nella notte aveva tentato di riagganciare quota 4.500 dollari proprio sulle speranze dell’avvicinarsi di un accordo Usa-Iran per la fine del conflitto.

Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vicepresidente JD Vance hanno segnalato alcuni progressi verso un accordo di pace con l’Iran.

Gli alti rendimenti dei Treasury, con il trentennale che ieri ha toccato il massimo dal 2007, e la forza del dollaro pesano sul metallo prezioso. L’impatto inflazionistico della guerra in Iran sta mostrando i suoi riflessi sull’economia con l’inflazione statunitense arrampicatasi al 3,8% dal 2,4% a cui viaggiava prima del conflitto e adesso il mercato vede una Federal Reserve potenzialmente pronta ad alzare io tassi entro fine anno. E tassi più alti aumentano il costo opportunità di investire in asset non redditizi come l’oro. “L’oro sta perdendo slancio in questo contesto di rendimenti in aumento e di un dollaro che ha preso slancio grazie al cambiamento di rotta più restrittivo sulle prospettive per i tassi”, afferma Tim Waterer di KCM Trade.

La presidente della Federal Reserve di Philadelphia, Anna Paulson, ha affermato che è “positivo” che gli investitori hanno iniziato a considerare scenari in cui i tassi potrebbero dover aumentare.

Occhio a soglia 4.500 dollari

Il rendimento a 30 anni del Treasury è salito ieri di cinque punti base al 5,18%, il livello più alto dal 2007, con gli investitori che chiedono una ricompensa maggiore per il mantenimento di debito a lungo termine in un contesto di inflazione energetica guidata dalla guerra e dalle crescenti preoccupazioni per l’ampliamento dei deficit di bilancio. “Questo sviluppo ha portato l’oro sotto il supporto di 4.500 dollari, evidenziando l’attuale funzione di reazione del mercato guidata da petrolio, aspettative di inflazione, rendimenti obbligazionari e aspettative dei tassi delle banche centrali”, rimarca Ole Hansen, commodity strategist di Saxo.

Bitcoin, cruciale la tenuta di quota 75mila

A soffrire è anche il cosiddetto “oro digitale”, ossia il Bitcoin, sceso sotto i 77.000 dollari dopo che settimana scorsa era arrivato fino a quota 82mila sotto la spinta dell’approvazione da parte della commissione bancaria del Senato degli Stati Uniti del Clarity Act, disegno di legge mira a stabilire un ampio quadro normativo per l’industria cripto-americana statunitense. Ora è atteso l’ultimo passaggio con l’approvazione del Senato.

Per una tenuta del rally della più grande criptovaluta al mondo, che rispetto ai minimi annui in area 62mila era riuscito a risalire inanellando una striscia di sei settimane consecutive di rialzi, servirebbe un’inversione dei rendimenti obbligazionari o una de-escalation delle tensioni geopolitiche. “Un supporto chiave a Bitcoin tra 75.000 e 76.000 dollari. Un calo sotto i 75.000 dollari indicherebbe che la fase di accumulo richiede più tempo”, ha scritto su X il trader e analista Michaël van de Poppe.

Saylor fa incetta di Bitcoin

Intanto Strategy, la società di tesoreria di Bitcoin, ha acquistato settimana scorsa 24.869 bitcoin, spendendo oltre 2 miliardi di dollari a un prezzo medio di circa 80.985 dollari. Il totale di Bitcoin detenuti dalla società guidata da Michael Saylor è 843.738 token, per un valore di circa 65 miliardi di dollari ai prezzi attuali.