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Non solo effetto conflitto Russia-Ucraina sulla frenata dell’export di cereali dell’Europa

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Il trade mondiale di materie prime agricole ha subito diversi shock negli ultimi mesi. Da una parte l’offerta è stata limitata da condizioni climatiche avverse, prezzi elevati dei fertilizzanti e tensioni politiche (guerra e protezionismo) in alcuni dei principali Paesi produttori come Ucraina e Russia. Dall’altro, la domanda è stata rallentata da prezzi elevati, da difficoltà logistiche e, nel caso della Cina, da lockdown.

Queste tendenze stanno modificando anche il trade dell’Unione Europea, infatti, come evidenzia il rapporto del Teseo, si sta registrando una frenata delle quantità complessive di Cereali esportati (-11,7% nel primo trimestre 2022 rispetto al pari periodo del 2021), a cui tuttavia corrisponde, un incremento in valore del +19,5% dovuto alle tensioni sui prezzi.

Analizzando nello specifico il Mais, si legge nel report, l’export presenta una tendenza opposta, con quantità in aumento grazie ad una maggiore domanda da parte dei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Questa tendenza si è rafforzata a marzo, mese in cui ha caratterizzato anche il Frumento Tenero, data l’assenza di prodotto Ucraino e la limitazione dell’export Russo a “Paesi amici”.

Come vediamo dal grafico sottostante elaborato da Teseo, il prezzo del mais in Europa è passato dal minimo a 151 euro a tonnellata di fine 2019 al massimo raggiunto ad aprile 2022 a quota 335 euro alla tonnellata.

Impressionante anche la crescita del prezzo del grano duro che è passato dal minimo del 2018 a 206 euro alla tonnellata al massimo di 540 euro alla tonnellata.

L’import di Cereali in UE-27 è rallentata a marzo rispetto ai mesi precedenti. Questo, si legge nel report, sia per effetto stagionale che a causa della guerra, nonostante la quale l’Ucraina, al  momento, rimane il primo Paese di origine.

Quanto ai Semi Oleosi, calano le quantità esportate dall’Unione Europea nel primo trimestre, trainate dall’export di Girasole, sceso di 70.000 tonnellate a marzo 2022 rispetto allo stesso mese del 2021. La causa, si legge nel report, è da ricercare nei prezzi che hanno raggiunto livelli senza precedenti in seguito allo scoppio della guerra. Aumentano, invece, le importazioni, che registrano quantità complessive da record nel primo trimestre del 2022, rispetto agli anni precedenti.

Come evidenzia l’ultimo rapporto del Clal, è difficile ipotizzare cosa accadrà nei prossimi mesi. La Commissione Europea è pronta a fare la propria parte in vista della prossima conferenza ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) per far ripartire l’export della produzione Ucraina. Questo è importante anche per limitare i rischi di una crisi alimentare in Africa e in Asia, le aree del pianeta oggettivamente più fragili sul fronte della sicurezza alimentare.