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Minute Bce: rialzo dei tassi a luglio sempre più concreto, i falchi spingono per una stretta pesante stile Fed

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Le prospettive di crescita dell’area euro per il terzo trimestre “sono ancora relativamente positive” grazie alla spinta del turismo e nonostante l’incertezza creata da fattori quali la guerra, il peggioramento della fiducia, i rialzi dei prezzi energetici e i contraccolpi al commercio globale dai lockdown in Cina. E’ quanto emerge delle minute della BCE del meeting di aprile.

In base alle minute della riunione, finora la valutazione è che la guerra porterà a un “temporaneo rallentamento della crescita, ma non a un ridimensionamento persistente”.

Secondo Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING, “I falchi chiamano i colpi, dunque, il rialzo dei tassi a luglio è imminente e non è una questione di  “se” ma di “quanto” e cioè un rialzo di 25pb o di 50pb.

Per quanto concerne i prossimi passi di politica monetaria, diversi membri hanno affermato che l’orientamento monetario accomodante “non è coerente con le prospettive di inflazione”, sostenendo un processo di normalizzazione più rapido. In caso contrario, le aspettative di inflazione potrebbero continuare a salire ulteriormente al di sopra del target del Consiglio Direttivo del 2%. Agire in ritardo potrebbe avere delle conseguenze importanti sulla credibilità dell’istituto di Francoforte, qualora il board dovesse trovarsi costretto a inasprire le misure in maniera aggressivo in una fase successiva per calmierare le aspettative di inflazione.

“I verbali della riunione di aprile della BCE hanno fornito ulteriori prove del fatto che la maggioranza dei responsabili politici della BCE è diventata sempre più preoccupata per le prospettive di inflazione”, scrive ancora Carsten Brzeski.

Cosa è emerso dalle minute

Ecco gli elementi più importanti emersi dalla riunione:

Pressione inflazionistica a causa dei colli di bottiglia. “La guerra in Ucraina e le misure pandemiche in Cina hanno suggerito che è probabile che le pressioni e le strozzature degli oleodotti si intensificheranno ulteriormente, incidendo sui prezzi al consumo per un periodo di tempo relativamente lungo”.

Paura di una maggiore crescita dei salari. Mentre la BCE attualmente vede solo una moderata pressione salariale, “potrebbero esserci pochi dubbi sul fatto che i lavoratori alla fine chiederebbero un aumento dei salari”. C’erano anche prove da diversi paesi che indicavano una certa eterogeneità in tutta la zona euro.

Greenflation. La decarbonizzazione accelerata e il tentativo di aumentare l’indipendenza energetica dell’Europa sono stati un altro fattore che ha spinto strutturalmente i prezzi al rialzo. Inoltre, gli sforzi di reshoring potrebbero ridurre l’impatto disinflazionistico della globalizzazione su salari e inflazione.

Dunque considerando l’attuale contesto di incertezza e pressioni inflazionistiche strutturali un cambio di passo della BCE è dato per assodato in questo momento. La Bce si andrebbe così ad accodare al trend di normalizzazione dei tassi che vede in prima linea la Fed che ha già alzato due volte i tassi di interesse, con l’ultima riunione che ha segnato un rialzo di 50 pb del costo del denaro.