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Banche europee alle prese con ricadute di guerra e recessione. Scope indica le più resilienti e quelle più vulnerabili

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Gli ostacoli di questo 2022 sono tanti, ma le banche europee sembrano essere solide abbastanza per superarli tutti. Il deterioramento del credito che potrà essere provocato dall’azione combinata di guerra e inflazione elevata, con il concreto rischio di una recessione, non dovrebbe rallentare la dinamica positiva degli utili. A promuovere gli istituti di credito del Vecchio Continente è l’agenzia di rating europea Scope.

In particolare, lo “stress test” di Scope promuove – per ora – gli istituti di credito continentali: possono sopportare anche svalutazioni triple rispetto al livello attuale, merito della solidità del capitale. L’analisi ha riguardato ben 50 grandi banche europee. Le più resilienti sono le banche nordiche (ad es. Svenska Handelsbanken, Swedbank, UBS e così via), mentre quelle tedesche appaiono più vulnerabili.

Poi per quanto riguarda le banche italiane la difesa sembra reggere. I risultati del primo trimestre evidenziano una buona tenuta dei ricavi e controllo dei costi, con una tendenza incoraggiante anche per il resto dell’anno grazie all’aumento dei tassi. C’è ancora da colmare il gap sulla redditività con il resto dell’Europa, mentre si ha un generale allineamento sul buffer di capitale. Il sistema finanziario italiano, comunque, contrappone un’esposizione più limitata alle dinamiche dell’inflazione dei costi.

Dunque, tra tante difficoltà e una possibile recessione alle porte, il bicchiere per le banche europee risulta essere ancora assolutamente mezzo pieno. Anche grazie alle maggiori opportunità di ricavi offerte dall’aumento dei tassi. Test superato, in attesa di capire quelli che saranno gli sviluppi dello scenario macroeconomico nei prossimi mesi.