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Non basta la mossa inaspettata della Fed per calmare i mercati

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L’ultima mossa della Fed, che ha tagliato i tassi di 50 punti, ha lasciato gli investitori scettici. Un taglio anti-coronavirus, arrivato a sorpresa. La mossa fuori dagli schemi è stata la prima dal 2008. E forse proprio questa urgenza della Fed desta qualche dubbio: gli investitori speravano in una ondata di liquidità, ma il suo arrivo, probabilmente, ha certificato come i rischi che corre l’economia di fronte al coronavirus siano importanti. D’altronde gli ultimi dati macro che sono arrivati dall’Asia sono da bollettino di guerra: collassato l’indice Pmi dei servizi della Cina, record minimo di sempre per l’indice Pmi di Hong Kong e scivolato in fase di contrazione quello del Giappone. L’attenzione rimane quindi rivolta all’evoluzione del coronavirus e agli impatti sull’economia.
Si sono verificati comunque tentativi di rimbalzo sugli indici internazionali, in particolare a Wall Street. Mercoledì scorso il Dow Jones ha riportato il suo secondo rialzo più grande di sempre in termini di punti. È stata inoltre la seconda volta in appena tre giorni che l’indice ha messo a segno un balzo pari o superiore ai 1.000 punti. Nelle sedute successive è invece tornata una raffica di vendite che, partendo da Wall Street, si è abbattuta anche sui listini asiatici ed europei. Intanto il Congresso Usa ha varato un pacchetto di misure straordinarie contro la diffusione del virus, per un valore di 8 miliardi di dollari. Mentre l’Fmi ha annunciato un piano da 50 miliardi di dollari per aiutare i paesi più in difficoltà a far fronte all’emergenza del Covid-19. Focus anche sulla nota di S&P Global Ratings, i cui analisti hanno paventato una perdita di 211 miliardi di dollari, a causa della crisi del coronavirus, per le economie dell’area Asia Pacifico. In particolare, gli analisti hanno tagliato le stime di crescita del Pil per la Cina relative al 2020, dal +5,7% al +4,8%.

Per quanto riguarda la situazione in Italia, il governo ha deciso di stanziare 7,5 miliardi per affrontare l’emergenza del coronavirus. La cifra è doppia rispetto ai 3,6 miliardi di euro inizialmente previsti. Il decreto sarà pronto la prossima settimana. Intanto il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha scritto all’Unione europea, chiedendo alle autorità un maggiore deficit, pari a 0,3 punti percentuali. La previsione di deficit per il 2020 salirà al 2,5% del Pil, rispetto alla precedente pari al 2,2%.
La seduta sarà inoltre movimentata dai dati sul mercato del lavoro americano. Nel primo pomeriggio verranno diffusi il tasso di disoccupazione, la variazione degli occupati nei settori non agricoli (le cosiddette non farm payrolls) e l’andamento dei salari a febbraio. In uscita sempre dagli Stati Uniti anche la bilancia commerciale. Si segnala inoltre il vertice Opec+ a Vienna. Tra i titoli di Piazza Affari, attenzione a Prysmian e Poste che hanno alzato il velo sui conti.

In questo contesto, i trader hanno apprezzato le crescenti fluttuazioni delle borse europee. Il più scambiato nella scorsa settimana con 180 contratti e circa 11,8 milioni di euro di controvalore è risultato il Turbo Short (Isin NL0014034902) legato al Dax con scadenza prevista per il 17 giugno 2020. Il prodotto presenta una leva di circa 4 volte, in virtù di un livello strike a 14.750 punti e distanza dal Knock Out del 24%. Sempre tra i certificati a leva e in ottica ribassista, è stato premiato il Turbo Short (Isin NL0014082620) legato al Dax con 177 contratti e circa 9,1 milioni di euro di controvalore (scadenza prevista per il 17 giugno 2020). Il prodotto presenta una leva di circa 3 volte, in virtù di un livello strike a 15.500 punti e distanza dal Knock Out del 30%.
Il terzo prodotto più scambiato è, con 269 contratti e 5,8 milione di euro di controvalore, il Turbo Long (Isin NL0014040123) sul Dax con scadenza prevista per il 17 giugno 2020. Il prodotto presenta una leva importante che è arrivata a circa 11 volte, in virtù di un livello strike a 11.000 punti e distanza dal Knock Out del 7%. Infine, i trader hanno apprezzato anche l’andamento del mercato americano utilizzando il Turbo Short (Isin NL0014035149) legato all’S&P 500 (scadenza 17 giugno 2020). Il certificato presenta una leva di circa 8 volte, in virtù di un livello strike a 3.400 punti e distanza dal Knock Out del 12%. Ammonta a circa 3,2 milioni di euro il controvalore scambiato su questo prodotto, per un totale di 86 contratti.