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Il virus avanza a forza 100.000 (contagi), Trump fa il pompiere ma Wall Street cade. Petrolio -8%

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Wall Street e sulle Borse mondiali continuano la loro caduta anche oggi. Neanche il boom delle payrolls Usa è riuscito ad ammortizzare il panic selling con S&P 500 e DOW Jones che segnano cali superiori al 2%, estendendo il passivo delle ultime due settimane a circa -14%. Tra gli asset più in affanno spicca l’oltre -8% del petrolio con la Russia che ha posto il veto facendo saltare l’accordo per un taglio produttivo, dopo che l’OPEC aveva deciso ieri di ridurre la produzione di ulteriori 1,5 milioni di barili.
Intanto i tassi sui Treasuries a 10 anni hanno toccato un nuovo minimo storico, bucando la soglia dello 0,70% e scendendo fino allo 0,695%. Record minimo anche per i tassi a 30 anni, scesi fino all’1,279%, mentre i tassi dei Treasuries a cinque anni sono scivolati allo 0,537%, al valore più basso dal luglio del 2012, e i tassi a due anni sono calati allo 0,451%, al minimo dal gennaio del 2016.

Sale il livello di allerta per rischio pandemia globale

Il numero di casi di coronavirus ha superato a livello globale quota 100.000 con aumento delle infezioni negli Stati Uniti, in Germania e Francia. Relativamente agli Stati Uniti, i dati del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) confermano 99 casi di contagi (ma secondo i media Usa sarebbero già oltre i 150 casi).
Tra i paesi europei, in attesa dei dati aggiornati sull’Italia, il ministro della salute francese ha detto che si sono registrato 154 casi aggiuntivi, il suo più grande aumento giornaliero, portando il numero di persone infette in Francia a 577.
Fronte aziende, Samsung Electronics ha detto che trasferirà parte della sua produzione dello stabilimento di Gumi in Corea del Sud a fabbriche in Vietnam al fine di garantire una fornitura stabile di smartphone.
Google avrebbe detto ai suoi dipendenti che possono lavorare da casa a causa dell’epidemia. La politica volontaria coprirebbe il quartier generale a Mountain View, in California, e campus a Sunnyvale e San Francisco.
Microsoft ha rivelato i primi casi noti di infezione da coronavirus tra i suoi dipendenti giovedì, unendosi ad Amazon.com e Facebook nel rivelare i primi casi.   In precedenza, Facebook aveva incoraggiato tutto il personale della Bay Area a lavorare da casa a partire da venerdì. Il colosso dei social media ha dichiarato che esaminerà la situazione su base settimanale. I lavoratori di Facebook nell’area di Seattle sono stati incoraggiati a lavorare da casa fino alla fine di marzo.

Le parole di Trump

Donald Trump si è espresso in un’intervista televisiva bollando come falsi i dati OMS sulla pericolosità del Covid-19. In particolare, il numero uno della Casa Bianca ha “il presentimento” che la percentuale di mortalità sia ben inferiore all’1% dei contagiati. Trump predica calma e spera che l’epidemia non duri troppo a lungo. Trump  guarda il bicchiere mezzo pieno: dal momento che tutti hanno paura di viaggiare all’estero nei Paesi focolai del virus, resteranno negli Stati Uniti “e spenderanno i loro soldi qui e questo mi piace”.
“Tutti devono state calmi. Tutto funzionerà bene, speriamo che non duri troppo a lungo”, ha detto il presidente Donald Trump in un dibattito con potenziali elettori su Fox. “Andrà tutto bene, e magari si archivierà una volta per tutte questa abitudine di salutarsi con una stretta di mano”. Un risvolto positivo, secondo Trump è che dal momento che tutti hanno paura di recarsi all’estero nei luoghi considerati focolai del virus, “ora stanno negli Stati Uniti, e spendono i loro soldi negli Stati Uniti e questo mi piace”.
“Sapete, è tempo che lo ripeto, ho detto, ‘restate negli Stati Uniti, spendete i vostri soldi qui”.
Intanto il principale consulente scientifico britannico, Patrick Vallance, ha affermato che un vaccino potrebbe impiegare fino a 18 mesi per svilupparsi. Il ministro dello Sviluppo Nazionale di Singapore, Lawrence Wong, ha invece dichiarato che il coronavirus, essendosi diffuso in oltre 70 paesi in tutto il mondo, sembra diventare una pandemia globale.

Payrolls ignorate, Fed dovrà fare di più 

Negli Stati Uniti le buste paga nei settori non agricoli, le cosiddette non farm payrolls, hanno mostrato a febbraio una crescita ben oltre le attese. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro Usa, il mese scorso sono stati creati 273mila nuovi posti, stabile rispetto a gennaio (dato rivisto da +225mila). Il consensus Bloomberg indicava +175mila unità. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,5% dal 3,6% (consensus 3,6%).
Riviste largamente al rialzo le cifre dei mesi scorsi (+85 mila posti di lavoro rispetto alle stime precedenti). Il dato di gennaio è stato rivisto a +273k (da +225k), quello di dicembre a +184k (da +147k). Revisioni dei mesi precedenti che portano la media di nuovi impieghi creati degli ultimi 3 mesi a 243 mila (una media sopra 200mila è tra gli obiettivi più ambiziosi da parte della Fed).
Nessuna reazione significativa del dollaro. “La mancata reazione ai dati implica che gli investitori ormai credono in una Federal Reserve sempre più accomodante per la diffusione del coronavirus e meno legata ai dati macroeconomici”, commenta Filippo Diodovich, senior strategist di IG.
La mossa preventiva di questa settimana della Fed di abbassare di 50 punti base i tassi di interesse non è riuscita a stabilizzare i mercati e il meeting ordinario del 18 marzo potrebbe vedere la Fed intervenire nuovamente.
“L’aumento dei contagi negli States e il crollo dei mercati azionari potrebbe spingere la banca centrale statunitense a intervenire ancora con una mossa monstre”, asserisce Diodovich. I mercati stanno già scontando con probabilità superiore al 60% di un nuovo taglio di 75 bps.
Lo strategist di IG ritiene però che le azioni della FED siano state fin troppo impulsive. “Crediamo per quanto concerne l’emergenza coronavirus che sia più indicata un’azione coordinata e strutturata tra banca centrale e governo per limitare i danni della diffusione del virus il più possibile. E ancora meglio sarebbe stata un’azione coordinata di tutte le banche centrali anche con l’uso nuovamente di misure non convenzionali. Vedremo se BCE e Commissione Europea che hanno deciso di prendere tempo avranno una soluzione migliore al problema”.
Il rapporto sul mercato del lavoro sottolinea come l’economia americana “era in una posizione fantastica prima che le paure del coronavirus colpissero – argomenta James Knightley, capo economista internazionale di Ing – . Ma ciò non conta molto poiché la spesa rallenta e le preoccupazioni di recessione aumentano a causa della perturbazione economica che il virus sta già causando”. Ing ritiene che, dati i movimenti del mercato, il livello dei tassi potrebbe scendere a zero in poche settimane e la prospettiva del QE sarà saldamente sul tavolo.