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Netflix: ricavi trimestrali in rialzo, sotto la lente stime crescita abbonati

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La stagione delle trimestrali americane entra nel vivo anche per il mondo tecnologico, dopo l’incetta di risultati finanziari delle “Big Bank” di Wall Street. Ieri sera sono stati presentati al mercato i conti del primo trimestre di Netflix, la più grande rete di Internet TV del mondo, con oltre 70 milioni di abbonati in più di 190 paesi. Risultati che hanno convinto solo in parte il mercato, soprattutto sul fronte delle prospettive di crescita del numero di abbonati per il trimestre in corso.Netflix si attende solo 2,5 milioni di nuovi abbonati, 500 mila negli Stati Uniti e 2 milioni nel resto del mondo (6,74 milioni a livello globale nel primo trimestre del 2016). 

 

Quanto ai risultati dei primi tre mesi dell’anno, Netflix ha registrato un utile netto pari a 27,7 milioni di dollari, ossia 6 centesimi ad azione, rispetto ai 23,7 milioni, ossia 5 centesimi, conseguiti nell’analogo periodo del 2015. Il fatturato è salito a 1,96 miliardi di dollari contro i 1,57 miliardi al 31 marzo 2015 . Gli analisti interpellati da Bloomberg pronosticavano un utile per azione di 4 centesimi di dollaro e ricavi per 1,97 miliardi. Per il secondo trimestre il management di Netflix si attende di raggiungere 84 milioni di abbonati su scala globale. I profitti sono invece visti a quota 2 centesimi ad azione, in calo rispetto ai 6 centesimi registrati un anno prima.

E la concorrenza diventa sempre più agguerrita nel settore dello streaming video. Proprio nel giorno della presentazione dei risultati trimestrali di Netflix, Amazon ha annunciato un servizio di video in streaming a un costo leggermente inferiore a quello proposto da Netflix. Nel dettaglio, il colosso tech guidato da Jeff Bezos presenta un servizio di streaming video stand-alone (per la prima volta). Il costo dell’abbonamento mensile sarà di 8,99 dollari, un dollaro in meno del piano più popolare di Netflix.