Notizie Notizie Italia Nautica: Pambianco, Azimut Yachts e Baglietto le prossime papabili per la Borsa

Nautica: Pambianco, Azimut Yachts e Baglietto le prossime papabili per la Borsa

Secondo Pambianco strategie di impresa sono due le società della nautica che nei prossimi 3-5 anni potrebbero rispondere al richiamo della Borsa: Azimut Yachts e Baglietto, con un punteggio rispettivamente pari a 70,8 e a 59,4. In realtà sono soltanto due perché la terza – che comunque si posizionerebbe nel mezzo, al secondo posto, con un punteggio di 64,2 – è Aicon Yacht, che ha attraccato al porto di Piazza Affari appena il 4 aprile scorso. Pambianco nel report tiene a precisare che si tratta delle società che “sulla carta possiedono le caratteristiche per essere candidate alla quotazione in Borsa nell’arco dei prossimi 3-5 anni, a prescindere dalla loro effettiva quotazione o meno”.


La ricerca, prima di pervenire alla classifica delle “magnifiche tre”, ha passato in rassegna 50 aziende e da queste, sulla base di una serie di criteri legati ai conti finanziari, ha selezionato un campione di dieci. Di queste dieci sono stati poi considerati otto fattori: notorietà del marchio, crescita, margine operativo lordo (Ebitda), dimensione, età imprenditoriale, indebitamento, forza distributiva e fascia di mercato. A ciascun fattore è stato attribuito un peso a seconda della sua importanza per la quotabilità e a ciascuna azienda è stato poi assegnato un punteggio, su ciascun fattore. I punteggi ottenuti su ciascun fattore sono stati moltiplicati per il loro peso così da avere una graduatoria di quotabilità ponderata.


Pambianco strategie di impresa sottolinea che “una stima realistica sul numero delle aziende che si potrebbero quotare nei prossimi 3-5 anni fa ritenere che queste siano 2-3”. Tuttavia, “se la situazione del mercato sarà particolarmente favorevole il numero potrebbe salire a 3-4”. Ma non è poi così scontato che si possa effettivamente assistere nell’immediato futuro a una virata, da parte di queste società, verso la Borsa. Se è vero infatti che la quotazione fornisce alle aziende maggiori risorse finanziarie a disposizione, maggiore visibilità sul mercato, maggiore attrattività per i manager e così via, è altrettanto vero che comporta notevoli oneri a carico della società, costretta alla presentazione delle trimestrali, sottoposta alla pressione del mercato sulla crescita e sulla redditività, senza tenere conto della scarsa importanza spesso riconosciuta dalla Borsa a progetti strategici di medio-lungo termine. Oltretutto la configurazione tipicamente familiare delle aziende del settore della nautica non favorisce certamente lo sbarco a Piazza Affari.