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Mps-UniCredit: contro il matrimonio che non s’ha da fare (e contro Padoan) il fondo Bluebell e il M5S

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Il dossier Mps-UniCredit rimane ancora impantanato e sempre più un miraggio. Contro il matrimonio – considerato da gran parte della finanza ma anche della politica un matrimonio che non s’ha da fare stando a quanto ricorda oggi il sito di Milano Finanza – sono i cinque stelle ma anche il fondo Bluebell di Giuseppe Bivona, azionista della banca senese con una quota inferiore al 2%: entrambi se la prendono anche con il futuro presidente di UniCredit, l’ex ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.
L’asse, scrive il sito di Milano Finanza, si scaglia contro il vecchio progetto caldeggiato dal Tesoro di Roberto Gualtieri. Il tutto certificato da una lettera che Giuseppe Bivona ha scritto al collegio sindacale di UniCredit e al suo presidente, Marco Rigotti, “sapendo che hanno l’obbligo di rispondere in assemblea il 15 aprile”, e in cui sono stati sollevati diversi dubbi sull’indipendenza del futuro presidente di Piazza Gae Aulenti, Pier Carlo Padoan per l’appunto.

E c’è anche l’interpellanza presentata da “un gruppo di senatori grillini guidati da Elio Lannutti al ministro delle Finanze Daniele Franco“.

Fondo Bluebell di Giuseppe Bivona e M5S contro matrimonio Mps-UniCredit. L'attacco al futuro presidente di Piazza Gae Aulenti, Pier Carlo Padoan
MILAN, ITALY – JUNE 07: Member of the Chamber of Deputies and former Minister of Economy and Finances Pier Carlo Padoan attends the Premio Attrattivita Finanziaria 2019 on June 7, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)

Nella missiva di Bivona, il futuro presidente Pier Carlo Padoan viene definito “persona politicamente esposta”, in quanto ministro dell’Economia all’epoca della ricapitalizzazione precauzionale di Mps avvenuta nel 2017.
Il banchiere Bivona, co-fondatore del fondo Bluebell, mette praticamente in dubbio, scrive Milano Finanza, l’indipendenza di Padon, parlando anche di “informazioni omesse sul sito web della banca, inclusa la mancata divulgazione dei suoi legami politici con il Partito Democratico e la sua elezione alla Camera dei Deputati nel distretto di Siena”.
Mf riporta anche che Bivona “sta cercando di fare rete con i suoi investitori, soggetti istituzionali europei e con gli altri azionisti di Unicredit per rallentare la corsa ad un merger con Mps”.
E tra i soci di UniCredit, come si sa, c’è anche la holding di Leonardo Del Vecchio Delfin con l’1,925%. A tal proposito si sa da un bel po’ che, a opporsi contro un M&A tra UniCredit e Mps, è anche il patron di Luxottica che, secondo recenti rumor, punterebbe a salire ulteriormente nel capitale di UniCredit .
Di seguito il testo dell’interpellanza presentata da Elio Lannutti, disponibile sul sito del Senato, pubblicato in data 9 marzo 2021, nella seduta n. 304.
Lannutti ricorda quanto aveva scritto già Beppe Grillo sul suo blog: “Trovo sacrosanto sostenere Giuseppe Bivona, di Bluebell, in questa battaglia che sta portando avanti da solo!”.

Mps, attacco M5S contro Padoan. L’interpellenza presentata al ministro Daniele Franco

Così Lannutti nell’interpellanza che porta anche le firme di Botto, Granato, Angrisani, Lezzi:
Nel testo si parla di “quel Monte dei Paschi di Siena travolto da un buco nero di circa 60 miliardi di euro, che l’azionista Ministero dell’economia e delle finanze vorrebbe offrire come regalo a UniCredit, ripulito da circa 13,5 miliardi di euro di contenzioso legale, NPL ceduti ad Amco, aumento di capitale e una dotazione di tasse differite DTA, banca che sarà presieduta, col collaudato sistema delle “porte girevoli”, dall’ex Ministro dell’economia ed ex deputato del PD eletto a Siena, Pier Carlo Padoan, grazie a una norma ad hoc sui criteri di onorabilità bancaria, che impediva di traslocare in tempo reale dal Parlamento ai vertici di un istituto di credito; considerato, inoltre, che un lancio di “Radiocor” dell’8 marzo, delle ore 14,08, riportava una nota del fondo Bluebell, azionista di MPS, che esprimeva il più profondo biasimo per il censurabile operato del consiglio di amministrazione «per aver convocato l’assemblea dei soci il prossimo 6 aprile senza aver inserito all’ordine del giorno la proposta di azione sociale di responsabilità contro gli ex amministratori Alessandro Profumo e Fabrizio Viola condannati per gravi reati finanziari e causa di gravissimi danni al patrimonio della banca». È quanto si legge in una lettera indirizzata ai componenti del board e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e firmata dal fondatore del fondo Giuseppe Bivona. «Per quanto mi sforzi di trovare le parole più adatte per porre la domanda nel modo più rispettoso possibile, non trovo un’adeguata alternativa a chiedervi: come avete osato? In che modo, la vostra condotta intenderebbe tutelare l’interesse sociale?». Bivona chiede al consiglio di amministrazione «di integrare senza indugio l’ordine del giorno dell’assemblea del 6 aprile con la richiesta di azione sociale di responsabilità nei confronti dei signori Alessandro Profumo e Fabrizio Viola» o, in subordine, «di revocare l’assemblea e riconvocarla per il 18 maggio 2021 onde permettere di poter disporre delle motivazioni delle sentenze per deliberare sulla proposta di azione di responsabilità ove il consiglio ritenesse che questa informativa debba essere messa a disposizione dei soci prima che l’azione di responsabilità sia votata». Bluebell domanda infine al Ministero dell’economia, in quanto azionista di maggioranza, «di chiedere l’integrazione dell’ordine del giorno con la richiesta di azione sociale di responsabilità nei confronti dei signori Alessandro Profumo e Fabrizio Viola». Il fondo, infine, si rivolge direttamente a Draghi e al Governo, chiedendo di intervenire «senza indugio onde sanare la deprecabile condotta omissiva del consiglio d’amministrazione della banca, posto che un atteggiamento inerziale su questa materia anche da parte del governo dimostrerebbe una precisa volontà politica di proteggere un interesse particolare – quello di banchieri che si sono macchiati di gravi reati finanziari e hanno arrecato un danno ingente e ingiusto al patrimonio della banca – a scapito dell’interesse pubblico e dell’interesse dei soci privati e del mercato»,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia informato sui gravissimi e reiterati comportamenti del board di MPS, volti ad impedire una doverosa azione di responsabilità verso Fabrizio Viola ed Alessandro Profumo, condannati in primo grado dal Tribunale di Milano a 6 anni di reclusione ed all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, per i reati di aggiotaggio e false comunicazioni sociali nel filone d’inchiesta relativo alla contabilizzazione come BTP dei derivati stipulati dalla banca senese con Nomura e Deutsche Bank; se tale condanna a 6 anni di reclusione, a una multa da 2,5 milioni di euro ciascuno, al risarcimento delle parti civili ammesse e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e dalle cariche direttive nelle imprese per 2 anni non debba attivare la rimozione precauzionale dalle cariche pubbliche ricoperte in Leonardo da Alessandro Profumo, come doverosa forma di autotutela da parte dell’azionista di maggioranza di MPS; se si intenda proseguire nella cessione-regalo di MPS alla UniCredit dell’ex ministro Padoan, oppure onorare la promessa di istituire una banca pubblica di investimenti, mettendo in campo il rilevante patrimonio di ramificazione territoriale ed il necessario fattore dimensionale, diventando così un’importante BPI (banca pubblica italiana), congiuntamente al Mediocredito centrale e alla sua partecipata Banca popolare di Bari”.