Notizie Notizie Mondo Banche Centrali Minute Bce: politica monetaria adeguata per affrontare incertezze globali, attesa per nuove proiezioni di dicembre

Minute Bce: politica monetaria adeguata per affrontare incertezze globali, attesa per nuove proiezioni di dicembre

27 Novembre 2025 15:24

La riunione della Banca Centrale Europea degli scorsi 29-30 ottobre ha visto l’unanimità tra i membri del Consiglio direttivo nel decidere di lasciare invariati i tassi di interesse nell’Eurozona anche se, è emerso dalle minute dell’incontro, all’interno dell’istituto centrale stanno emergendo differenti filosofie sul percorso da intraprendere in futuro. Molto importanti saranno le nuove proiezioni che verranno aggiornate in dicembre.

Unanimità nella decisione di ottobre, a dicembre proiezioni fino al 2028

L’idea di mantenere la linea è stata così condivisa da tutti membri del direttivo, dopo la serie di tagli operati quest’anno. L’opinione prevalente è che l’attuale politica monetaria sia “sufficientemente robusta” per gestire le attuali incertezze economiche. I membri attendono anche indicazioni dai dati che avranno a disposizione in dicembre, in occasione dell’ultima decisone di politica monetaria del 2025. Il mese prossimo saranno effettuate nuove proiezioni della Bce fino al 2028, che dovrebbero fornire un’idea più chiara per formulare eventuali cambi di rotta.

Nell’ultima riunione i tre tassi di riferimento della Bce, ovvero i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono rimasti invariati al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.

Inflazione: outlook resta invariato, economia in crescita nonostante incertezza globale

Per quanto riguarda l’outlook sull’inflazione, esso resta “in linea di massima immutato”, con un’economia “che continua a crescere nonostante una difficile situazione globale”.

Si è registrato quindi un cauto ottimismo. Certamente è stato accolto con favore il fatto che l’inflazione complessiva si attesti attorno al target del 2%, anche se per l’immediato futuro non mancano gli ostacoli: le previsioni sono per un’inflazione in discesa sotto il 2% nel 2026 e di un ritorno alla zona target nel 2027, dovuto in gran parte alla nuove politiche ambientali europee.

Per quanto riguarda l’inflazione “core”, depurata delle componenti più volatili come alimenti ed energia, il direttivo continua vederla al ribasso nel lungo periodo, nonostante un leggero aumento in settembre.

Rischi per il futuro: dispute commerciali, possibili shock di domanda e offerta

L’outlook per il futuro resta incerto, per via delle “dispute commerciali globali e delle tensioni geopolitiche, nonostante alcuni sviluppi recenti abbiano mitigato i rischi per la crescita”.

Il Consiglio ha descritto il contesto come “più incerto del solito”, dominato da un “contesto volatile di politica commerciale globale” in grado di innescare “shock simultanei della domanda e dell’offerta”. Alcuni membri temono che l’inflazione possa scendere ulteriormente se “dazi più elevati porteranno ad una minore domanda di esportazioni” dell’Eurozona e hanno evidenziato che la “capacità in eccesso in Cina” e il “reindirizzamento del commercio verso l’Europa” rappresentano rischi significativi. Sul fronte interno, è emersa la preoccupazione che il “perdurare di una crescita più debole del previsto” possa portare da una “permanenza più prolungata dell’inflazione al di sotto dell’obiettivo”.

Di contro, altri hanno messo in guardia da una “frammentazione delle catene di approvvigionamento globali”, indicando specifiche vulnerabilità, come quelle relative alle “terre rare”, descrivendole come input di “tipo Leontief” (ovvero essenziali e non sostituibili), la cui carenza potrebbe costringere a “ridimensionare significativamente” la produzione. I membri hanno inoltre espresso preoccupazione per il fatto che l'”espansione fiscale” e l'”elevata spesa pubblica” in un mondo frammentato possano essere “tali da esercitare pressioni inflazionistiche piuttosto che disinflazionistiche”.

Falchi e colombe sul corso futuro della politica monetaria. Bce ribadisce approccio “riunione per riunione”

Sebbene la decisione di mantenere i tassi invariati sia stata unanime, i verbali hanno rivelato differenti linee di pensiero strategico riguardo al percorso futuro.

Tra i “falchi” è diffuso il sentimento che il “ciclo di tagli dei tassi sia giunto al termine”.  In quest’ottica la politica monetaria non dovrebbe essere “modificata in risposta a fluttuazioni moderate e temporanee” e “condizioni finanziarie più accomodanti potrebbero alimentare ulteriormente l’assunzione di rischi”. La miglior posizione per la BCE sarebbe in sostanza quella di adottare una politica monetaria restrittiva.

Tra le “colombe” prevale invece la necessità di rimanere “del tutto aperti mentalmente alla possibile necessità di un ulteriore taglio dei tassi” e che quindi “l’asticella per un intervento di politica monetaria non dovrebbe essere considerata più alta del normale”.  I membri di questo avviso hanno osservato che, se “la prevista discesa dell’inflazione al di sotto dell’obiettivo diventasse duratura”, o se i rischi si intensificassero, il Consiglio dovrebbe mantenersi “agile per poter reagire rapidamente”.

Il Consiglio ha comunque ribadito il suo “approccio riunione per riunione”, ribadendo di non essersi impegnato a mantenere “un particolare percorso dei tassi” ma ribadendo che la “piena opzionalità” sia essenziale per navigare in un mondo in cui i rischi hanno il “potenziale di intensificarsi inaspettatamente”.

Stime Ing: proiezioni di dicembre cruciali, porta per ulteriori tagli è ancora aperta

Secondo un commento di Ing alle minute, le proiezioni dello staff della Bce in uscita in dicembre saranno “cruciali come non mai” nell’influenzare le decisioni sui tassi d’interesse.

Un passaggio chiave è il trattato europeo sulle emissioni ETS2, la cui seconda fase di implementazione è stata posticipata dal 2027 al 2028, anche se il parlamento europeo deve ancora ratificare questo ritardo. ETS2 ha implicazioni “enormi” per la Bce e le sue proiezioni di inflazione. In settembre la Bce stimava l’inflazione all’1,7% nel 2026 e all’1,9% nel 2027.  Con il posticipo del trattato l’inflazione nel 2027 rimarrebbe all’1,7%, e se in dicembre le proiezioni vedranno l’inflazione sotto l’1,7% sia nel 2026 che nel 2027 “la possibilità di un altro taglio aumenteranno di sicuro”.

Complessivamente Ing conferma la sua visione che la Bce “preferirebbe mantenere i tassi di interessi intoccati per i prossimi due anni. Tuttavia, almeno nel breve termine, la porta per dei tagli resta aperta”.