Notizie Notizie Mondo Nvidia vs Michael Burry, nuova puntata. Big Short smonta in toto la replica ‘ingannevole’ del gigante dei chip

Nvidia vs Michael Burry, nuova puntata. Big Short smonta in toto la replica ‘ingannevole’ del gigante dei chip

27 Novembre 2025 09:27

A Wall Street torna parzialmente il sereno su Nvidia dopo che martedì un report aveva indicato che il gigante di chip per l’intelligenza artificiale potrebbe presto vedere una maggiore concorrenza da parte del suo stesso cliente Google (in trattativa con Meta per utilizzare i suoi chip di intelligenza artificiale nei data center nel 2027).

L’affaire legato agli schemi di finanziamento circolari

Nel frattempo continua la disputa legata ai schemi di finanziamento circolari, innescata dal noto short-seller Jim Chanos, divenuto celebre per aver previsto il crollo di Enron, che ritiene che il paragone tra Nvidia e Lucent sia valido. “Nvidia sta investendo denaro in aziende in perdita affinché queste possano ordinare i loro chip”, ha detto Chanos in un’intervista.
Sulla stessa lunghezza d’onda Michael Burry, le cui parole hanno innescato la replica di Nvidia. L’investitore “Big Short” in un post su X la scorsa settimana ha affermato che Nvidia è una delle diverse aziende nel mercato dell’AI con un “sospetto riconoscimento dei ricavi” dovuto agli investimenti nei suoi clienti.

In effetti Nvidia ha investito in OpenAI, la casa madre di ChatGpt, così come su xAI di Elon Musk e su una serie di aziende cloud di intelligenza artificiale, tra cui CoreWeave e Nebius.

Nvidia si difende: “Nessuna frode, conti solidi”

Non si è fatta attendere la risposta di Nvidia che rispedisce al mittente ogni accostamento a frodi contabili storiche perché “l’attività sottostante è economicamente solida, la nostra rendicontazione è completa e trasparente e teniamo alla nostra reputazione di integrità”, ha scritto Nvidia in un promemoria agli analisti di Wall Street nel fine settimana

“A differenza di Lucent, Nvidia non si affida ad accordi di finanziamento con i fornitori per aumentare il fatturato”, precisa l’azienda stando a quanto riferisce Yahoo Finance, inoltre nei tipici accordi di finanziamento con i fornitori, i clienti rimborsano i fornitori nel corso degli anni. Il produttore di chip ha affermato che i suoi clienti pagano l’azienda entro 53 giorni dall’acquisto dei chip.

Il promemoria di Nvidia non convince Burry, anzi…

Burry ha subito bollato duramente la difesa di Nvidia ritenendo che abbia contrapposto “argomentazioni da uomo di paglia” alle critiche sugli schemi di finanziamento circolari.

In un post intitolato “Unicorni e scarafaggi: frode benedetta”, Burry ha scritto che non riesce a credere che le risposte di Nvidia fossero arrivate dalla società quotata più preziosa al mondo ritenendo che il promemoria “sembra quasi una bufala”, bollando la replica di Nvidia nei suoi confronti come “palesemente ingannevole e deludente”.

Burry ha anche respinto l’argomentazione di Nvidia secondo cui i chip di generazione precedente sono ancora in uso, affermando che la sua preoccupazione è che i chip più recenti potrebbero diventare funzionalmente obsoleti tra il 2026 e il 2028. Una delle principali preoccupazioni di Burry riguarda infatti la contabilizzazione degli ammortamenti delle aziende di intelligenza artificiale , ovvero la rapidità con cui prevedono che i loro asset perderanno valore e quanto varranno al termine della loro vita utile. Le aziende possono aumentare i profitti a breve termine e il valore dichiarato dei propri asset distribuendo tali costi su cinque o sei anni, anziché tre. Ma questo potrebbe aprire la strada a ingenti svalutazioni future, ha scritto Burry su Substack.

“Non vedo l’ora perché vedo problemi rilevanti per gli investitori di oggi,” ha scritto Burry che nel suo ultimo post ha rivelato di aver scommesso contro il produttore di chip e un altro beniamino dell’intelligenza artificiale: “Continuo a detenere opzioni put su Palantir e Nvidia, di cui parlerò in un altro momento”.

La mossa delle big cinesi per avere i chip Nvidia

Intanto, stando a quanto riporta il Financial Times, le principali aziende cinesi stanno addestrando i loro modelli di intelligenza artificiale all’estero per accedere ai chip Nvidia ed evitare le misure statunitensi volte a frenare i loro progressi tecnologici avanzati. In particolare Alibaba e ByteDance sono tra i gruppi tecnologici che stanno addestrando i loro ultimi grandi modelli linguistici in data center del Sud-est asiatico.