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Michael Burry non ha dubbi su crollo Tesla: il suo Big Short sta diventando ‘sempre più grande’

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Michael Burry, il trader che nel 2008 ha fatto guadagnare al suo fondo d’investimento circa 2,6 miliardi di dollari scommettendo un miliardo di dollari sul crollo del mercato immobiliare americano, raccontato nel libro di Michael Lewis “The Big Short” e nel successivo film La grande scommessa, va contro tutti anche questa volta e reitera la sua posizione ribassista su Tesla, ossia il titolo che ha incantato nell’ultimo anno a Wall Street con rialzi fino a +800%.
“Il mio ultimo Big Short è diventato sempre più grande e ancora più GRANDE”, ha twittato nelle scorse settimane. Burry, oggi a capo della Scion Asset Management aggiungendo: “Goditelo finché dura”. Burry ha sottolineato che Tesla è arrivata a guadagnare in una singola seduta circa 60 miliardi di dollari di capitalizzazione, l’equivalente dell’intero valore di mercato della General Motors.

Da inizio anno il saldo di Tesla è già soddisfacente (+18% circa) anche se dopo i massimi toccati l’8 gennaio a 880 $ l’esuberanza del titolo sembra essersi un po’ spenta e titolo che nelle ultime due settimane è oscillato tra 855 e 826 dollari.

Burry è short su Tesla già da tempo

A dicembre Burry era uscito allo scoperto affermando di aver shortato Tesla, prevedendo che le azioni Tesla avrebbero subito un crollo. E ha chiesto al CEO Elon Musk di capitalizzare quella ridicola quotazione della sua società di veicoli elettrici emettendo azioni. “Vendi quel #TeslaSouffle”, ha aggiunto.
Il titolo Tesla è salito di circa il 740% nel 2020, garantendo alla casa automobilistica un valore di mercato più grande di Facebook (ora sono solo 4 le società che valgono più di Tesla) e facendo di Musk l’uomo più ricco del mondo.
Burry su Twitter si chiama “Cassandra”, un riferimento alla sacerdotessa della mitologia greca che era stata condannata a condividere profezie vere mai creduta. In effetti, Burry è stato quasi universalmente ridicolizzato quando ha previsto che la bolla immobiliare sarebbe scoppiata ma poi l’ondata di insolvenze di mutui ipotecari ha infine affondato il mercato immobiliare nel 2007 e Burry ha racimolato 100 milioni di dollari e ha realizzato 750 milioni di dollari di profitti per i suoi investitori. Sarà così anche stavolta?