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Mercoledì caotico sui mercati tra guerra vaccini e ‘giochi pericolosi’ a Wall Street, impennata del VIX

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La disputa frontale tra UE e Astrazeneca sul nodo vaccini ha scosso oggi i mercati europei e anche oltreoceano fanno capolino le vendite (S&P 500 cede l’1,6%, peggior calo da ottobre) in attesa della Fed. Il tutto mentre a Wall Street tiene banco l’affaire GameStop, con il titolo se segna un altro +136% (negli ultimi 12 mesi il saldo è di +3.357%) con i trader retail che continuano a speculare sul titolo nonostante sia stato raggiunto l’obiettivo di costringere Melvin Capital a chiudere la posizione short accumulata sull’azione. A rendere ancora più incandescente la disputa è stato il tweet di Elon Musk. Il patron di Tesla ha commentato il balzo dell’azione con un semplice termine: “Gamestonk!!”, con tanto di link che ha rimandato al forum online Reddit, per la precisione alla sezione wallstreetbets (il termine “stonk”, in gergo, si riferisce a quei titoli che continuano a salire senza che ci sia una ragione fondamentale che avalli l’ondata rialzista).
Michael Burry, gestore di hedge fund noto per aver scommesso sula crisi dei mutui subprime nel 2007-08 (e che lo scorso mese ha annunciato di essere short su Tesla), era stato tra i primi a dire che le vendite allo scoperto su GameStop erano andate troppo oltre nel 2020, ma ha descritto l’attuale valore dell’azione come “innaturale, folle e pericoloso” (in un tweet pubblicato ieri).

Si impenna il VIX, corre il dollaro e giù i rendimenti dei Treasury

La volatilità dei mercati si è impennata con l’indice VIX, detto anche l’indice dela paura, che segna +22% a 28.  Le tensioni sui mercati sono testimoniate dalla risalita corposa del dollaro e il rendimento del Treasury Usa a 10 anni tornato sotto l’1% per la prima volta dal 6 gennaio. Di contro l’euro si mostra debole dopo che esponenti Bce hanno rimarcato come il mercato stia sottovalutando la possibilità di vedere un ulteriore taglio dei tassi in futuro.
In aggiunta il FMI ha sottolineato che i mercati finanziari in questi mesi sono stati “compiacenti ed esuberanti” guardando alla sponda prospettica dei vaccini e ignorando l’aumento dei casi di Covid. In una nota diramata oggi, l’Fmi parla di “aumento il rischio di una correzione”.

In Europa scoppia la guerra sui vaccini tra UE e Astrazeneca

Tornando all’Europa, Piazza Affari ha chiuso in deciso calo (Ftse Mib a -1,47% in area 21.662 punti). A pesare sul sentiment degli investitori UE c’è lo scontro tra Bruxelles e Astrazeneca per i ritardi nelle consegne di vaccini. La controversia, innescata dall’annuncio del produttore farmaceutico secondo cui le consegne di vaccini in Europa saranno inferiori a quanto precedentemente previsto. L’UE vuole estrarre impegni chiari da Astrazeneca su quanti vaccini saranno messi a disposizione del blocco durante la prima metà dell’anno. La richiesta segue una pubblica guerra di parole tra le due parti, comprese minacce di azioni legali, limiti alle esportazioni e accuse di mentire su contratti legalmente vincolanti.

A Milano il risk-off spinge Diasorin, cadono titoli galassia Agnelli

Sul parterre di Piazza Affari si segnalano i cali marcati di Interpump che è arrivata a cedere oltre il 6 per cento. Male la galassia Agnelli con Stellantis giù del 3,45% a 12,428 euro; ribassi simili anche per la holding Exor. A nulla è valso per Stellantis il giudizio positivo arrivato da Mediobanca Securities che ha iniziato copertura con rating Outperform e potenziale rialzo del 40% rispetto ai livelli di chiusura di ieri. Gli analisti di piazzetta Cuccia, che vedono il titolo avere il potenziale per spingersi fino a 196 euro, indicano diversi catalyst tra cui lo spin-off di Faurecia, la potenziale distribuzione di un dividendo di 1 miliardo di euro come previsto dall’accordo di fusione, la scissione/cessione di Comau e la presentazione del nuovo piano aziendale attesa entro metà anno.
Male oggi Intesa Sanpaolo (-1,74%) nonostante il giudizio positivo espresso da Barclays (rating Overweight, target price di 2,4 euro con un potenziale di rialzo pari a +27%) indicandolo come uno dei titoli bancari europei preferiti.
Giornata di vendite, seppur contenute, anche sul titolo Unicredit (-0,77% a 7,69 euro) in attesa che oggi il cda del gruppo bancario di piazza Gae Aulenti formalizzi la scelta di Andrea Orcel come futuro ceo. Nonostante il balzo di ieri del +4,5% sulla scia della notizia dell’arrivo di Orcel, Unicredit viaggia ancora oltre il 10% al di sotto dei livelli a cui viaggiava il titolo prima delle dimissioni di Mustier lo scorso novembre. “Nonostante la visibilità strategica continui ad essere necessariamente limitata, riteniamo che il venir meno dell’incertezza sulla figura del ceo e la selezione di una figura di alto profilo rappresentino un catalyst positivo per il titolo nel breve, che tratta con un price to earning ratio di 0.3x vs 0.7x di Intesa”, rimarcano oggi gli esperti di Equita che hanno raccomandazione hold su Unicredit con target price a 8,8 euro.
Controcorrente oggi Diasorin che sfreccia a +5,31% in area 188 euro (picco intraday a 194,5 euro) giovandosi dei problemi sul fronte vaccini. Forti acquisti anche su Saipem anche ha chiuso a +4,65%.