Notizie Notizie Italia Mercati: contro la volatilità il segreto è restare investiti. Gli errori da non fare secondo Moneyfarm

Mercati: contro la volatilità il segreto è restare investiti. Gli errori da non fare secondo Moneyfarm

29 Dicembre 2021 15:25

Mentre avanza la variante Omicron del covid-19, nessuno sa come possa evolversi la crisi e quali possano essere esattamente le conseguenze di questa situazione dal punto di vista sanitario, economico e sociale.

Se nel complesso, nel mese di marzo 2020, i mercati azionari hanno perso oltre il 30%, le volatilità implicite delle azioni (indice Vix) hanno raggiunto livelli record superiori addirittura ai livelli raggiunti nel 2008 e gli spread delle obbligazioni societarie a più alto rischio si sono notevolmente ampliati, a causa di una revisione al rialzo delle probabilità di default derivanti dalla sospensione dell’attività economica.

Come si affrontano le fasi di volatilità sui mercati: i consigli di Moneyfarm

Lo scoppio dell’epidemia e i 18 mesi trascorsi da allora possono offrire interessanti spunti di riflessione per comprendere come gestire al meglio le fasi di volatilità, anche quelle meno estreme che periodicamente ogni investitore si trova ad affrontare.

Quando l’incertezza cresce sui mercati, di norma l’investitore adotta uno di questi tre comportamenti: resta investito, rimanendo fedele al proprio piano di investimento e magari continuando ad investire nuova liquidità anche attraverso versamenti ricorrenti (per esempio attraverso un PAC, Piano di Accumulo di Capitale), oppure prova a “battere il mercato”, cercando di vendere per anticipare la presunta fase negativa e poi rientrare nel momento che ritiene più favorevole, oppure ancora esce definitivamente dal mercato, cercando di capitalizzare su eventuali profitti maturati in passato.

Quest’ultima scelta, al netto dei rari casi in cui il capitale investito si renda necessario per spese improvvise, è condizionata da fortissime pressioni psicologiche, specialmente quando la volatilità è più estrema. A nessuno piace vedere il valore dei propri investimenti diminuire o andare in negativo e la tentazione di disinvestire o di entrare e uscire dal mercato è molto forte, come abbiamo notato durante la fase incerta di marzo/aprile 2020.

 

Se non stupisce che la scelta di uscire dal mercato, durante o subito dopo lo scoppio della pandemia, sia risultata quella peggiore perché non ha consentito a questi investitori di beneficiare del recupero dei mesi successivi, è interessante il paragone tra gli investitori lungimiranti e coloro che, più o meno consapevolmente, hanno provato a “battere il mercato” disinvestendo temporaneamente, per poi provare a reinvestire in un momento che hanno giudicato più favorevole. Ma individuare questo momento, quello davvero giusto per capitalizzare sui profitti e approfittare della ripresa, è estremamente complesso e infatti i rendimenti di questi investitori sono stati decisamente inferiori a quelli degli investitori lungimiranti.

Negli investimenti naturalmente non si possono prendere come riferimento gli scenari passati per prevedere con esattezza il futuro. Questi dati servono semplicemente a rendersi conto che nelle fasi di volatilità sui mercati, anche quelle più estreme e difficilmente replicabili come quelle dello scorso anno, agire sulla scia delle emozioni o provare a “battere il mercato” può rivelarsi una scelta molto rischiosa. Una strategia d’investimento lungimirante, che neutralizza la volatilità nel tempo, e il supporto di una consulenza professionale che aiuta a gestire la pressione emotiva rappresentano l’antidoto migliore anche alle situazioni più complesse e imprevedibili.