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Melt-up e Melt-down: decifrare le fasi di mercato ed evitare di cadere nella trappola di rimbalzi ingannevoli

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Negli ultimi mesi il mercato è passato da fasi di forte euforia, a fasi di panico come quelle che abbiamo visto nelle ultime settimane. Un mercato dunque difficile da descrivere e soprattutto da decifrare. A tal proposito abbiamo intervistato Alessandro Greppi, socio professional SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica) e membro del comitato scientifico SIAT. Alessandro ci farà un po’ di chiarezza su alcuni concetti spesso usati in maniera inadeguata in queste situazioni: Melt-up, Melt-down, cigno nero e rinoceronte grigio.

Alessandro, ci spieghi bene cosa si intende per fasi di Melt-up e Melt-down?

“Con il termine “Melt-up” si definisce una fortissima ed inattesa performance di un asset sospinta dai flussi degli investitori che non vogliono correre il rischio di perdersi parte del rally – la cosiddetta FOMO – Fear of Missing Out – piuttosto che dal miglioramento dei fondamentali dell’economia.
Infatti, se ricordate negli ultimi mesi nulla sembrava scalfire i mercati, nè le tensioni tra Stati Uniti e Iran, nè i primi casi di coronavirus in Cina. Sembrava quasi che i mercati ignorassero qualsiasi cosa proseguendo incessantemente al rialzo.

E poi ovviamente, come ci si può attendere, il melt-up anticipa un melt-down. Come è facilmente intuibile, il Melt-down è un movimento violento del mercato nella direzione opposta rispetto a quello ascendente che ho descritto in precedenza che può comportare perdite ingenti per gli investitori”.
Nel grafico sotto vediamo proprio l’alternarsi di questi due fenomeni recentemente sul Nasdaq. 

Cosa si intende per rinoceronte grigio e cigno nero e qual è il termine corretto in questa fase?

Nello specifico, il termine “rinoceronte grigio” è stato coniato da Michele Wucker dopo la crisi finanziaria greca del 2012 e si riferisce ad un evento a cui è associata un’alta probabilità ma di cui si trascurano i segnali di pericolo. Infatti, Wucker sostiene che “a fronte di quanto si conosce attualmente circa le pandemie e la loro ricorrenza, il loro scoppio risulta sempre più probabile e il loro impatto sempre più devastante”. A supporto di questa interpretazione è intervenuto lo stesso Nassim Taleb, autore del libro “il cigno nero”, che ha chiarito che il coronavirus non è un cigno nero nel senso stretto del termine poichè manca di una connotazione essenziale, ovvero della imprevedibilità.
Come è stato evidente a tutti, il sell-off violentissimo ha fatto esplodere la volatilità. La causa che ha innescato questa pioggia di vendite è da associarsi prevalentemente all’incertezza riguardo l’impatto sulla crescita globale delle contromisure adottate per arginare il coronavirus. Andremo in recessione? SI o NO? Se Sì, quanto sarà grave? Nessuno può dirlo con certezza ed in questo contesto la volatilità (si guardi il VIX) si è spinta verso vette raggiunte solo durante la Grande Recessione, portando con sé anche un’ondata di isteria”.

Qual è dunque il miglior approccio ai mercati in questa fase?

“Per quanto riguarda l’approccio ai mercati, tutti gli investitori devono prestare attenzione al fatto che correzioni violente sono intervallate da rimbalzi altrettanto forti ma che si esauriscono nel giro di poco tempo. Il pericolo è che questi movimenti contro-trend possano risultare ingannevoli poiché non rappresentano una vera e propria inversione e quindi occorre prestare molta attenzione. Infatti, la speranza e la fretta di cogliere il punto più basso della correzione può spingere a mosse avventate.
Per concludere, mi sento di dire che in molti hanno preferito seguire il trend ascendente degli ultimi mesi senza curarsi di alcuni segnali di pericolo, sperando forse nell’ennesimo intervento risolutivo delle banche centrali qualora fosse andato storto.
Infine, vorrei concludere dicendo che finchè l’incertezza e la paura che al momento dominano lo scenario globale non scenderanno, possiamo ancora attenderci mercati volatili e poco razionali.