Notizie Notizie Italia Marchionne di nuovo all’attacco: in Italia nemmeno un euro di utile

Marchionne di nuovo all’attacco: in Italia nemmeno un euro di utile

25 Ottobre 2010 06:48

Non usa mezzi termini Sergio Marchionne nella sua prima apparizione in prime time sulla Rai. Intervenuto alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, con il suo solito maglioncino nero, il numero uno della Fiat da un lato ha aperto a futuri aumenti salariali e dall’altro ha lanciato un duro avvertimento. Dei due miliardi di utile operativo previsti per l’intero 2010, “nemmeno un solo euro arriverà dall’Italia”. “Non si può continuare a gestire in perdita  altri avrebbero guardato altrove”, ha sottolineato Marchionne snocciolando numeri che testimoniano le difficoltà nell’operare nella nostra penisola: l’Italia è al 118 posto su 139 per efficienza del lavoro e al quarantottesimo per la competitività del sistema industriale. Siamo fuori dall’Europa e dai Paesi a noi vicini.


“Il nostro sistema economico – continua l’a.d. di Fiat – ha perso competitività, negli ultimi dieci anni non ha saputo reggere il passo, ma non è colpa dei lavoratori”. Parole che suonano come un attacco al sistema Italia e principalmente ai sindacati che stanno osteggiando i cambiamenti voluti da Fiat. Le cifre evidenziano come ci sia effettivamente un problema di efficienza. Nei cinque stabilimenti italiani si realizzano 650 mila auto all’anno con 22.080 dipendenti, con una produzione annua media di 29,4 auto per addetto. Di contro, nel solo stabilimento in Polonia, la produttività per addetto è di  cento auto all’anno (in totale ci sono 6.100 dipendenti).


Per quanto concerne, invece, il discorso salariale, Marchionne si è mostrato aperto a portare il salario dei dipendenti a livello dei Paesi vicini. “Il salario cambierà se cambierà il sistema di produzione, può darsi che sia un cambiamento difficile, ma vogliamo migliorare i 1.200 euro di stipendio”, ha dichiarato Marchionne rimarcando a microfoni spenti che la vicina Germania garantisce agli operari salari del 25-30 per cento maggiori.


Il gruppo Fiat settimana scorsa ha approvato i conti relativi al terzo trimestre che hanno permesso al Lingotto di rivedere al rialzo gli obiettivi per l’intero anno prevedendo un utile della gestione ordinaria di almeno 2 miliardi di euro, un utile netto di 0,4 miliardi dall’indicazione precedente di un pareggio, ricavi per 55 miliardi da 50 miliardi e un indebitamento inferiore ai 4 miliardi (prima attorno ai 5 miliardi).


Intanto oggi Fiat ha continuato a incassare giudizi positivi dagli analisti. Deutsche Bank ha alzato il target price a 15 euro dal precedente 13 euro. Stesso prezzo obiettivo indicato anche da Citigroup con rating buy. La casa d’affari statunitense ha alzato le stime dopo la forte trimestrale diffusa da Fiat; e in vista dello spin-off ha dato una valutazione di 8,3 euro per Fiat Industrial e 6,7 euro invece per New Fiat ipotizzando che la prima assorbirà il 60% circa del debito del gruppo.