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Manovra: Ue non crede a stime Tria. Deficit-Pil previsto fino al 3,1% in 2020

Secondo i funzionari europei la crescita del Pil italiano non consentirà all’esecutivo gialloverde neanche di rientrare in quello che comunque viene visto come un limite eccessivo (il target sul deficit-Pil …

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Altro che deficit-Pil inciso nel NaDef, poi pilastro su cui poggia la manovra, al 2,4%. Il target iscritto nella legge di bilancio, che per la Commissione europea è già fumo negli occhi, rischia di impallidire di fronte alle stime che verranno diramate stamattina, alle 11 ora italiana, da Bruxelles.

Anticipazioni sulle stime vengono diffuse oggi dai principali quotidiani italiani. Più che indicativo il titolo dell’articolo di Repubblica:

“Manovra, l’Europa non crede ai conti del governo italiano: “Nel 2019 il deficit sarà al 2,9%”.

Secondo i funzionari europei la crescita del Pil italiano non consentirà dunque all’esecutivo gialloverde neanche di rientrare in quello che comunque viene visto come un limite eccessivo (il limite, per l’appunto, del 2,4%).

Per il 2020, stando alla anticipazioni del quotidiano, il deficit-Pil sarebbe poi destinato a schizzare ulteriormente, fino al 3,1%.

Tutto questo mentre il tempo stringe e la scadenza per presentare quella che i funzionari Ue sperano che sia una nuova legge di bilancio, rivista e precisa, si avvicina. Entro il 13 novembre Roma dovrà ripresentare la manovra, dopo la bocciatura arrivata settimane fa dalla Commissione.

Anche Il Sole 24 Ore conferma che, nelle stime di Bruxelles che saranno rese note oggi, il deficit italiano viene visto attorno al 3%: roba da far impallidire perfino quel 2,4% già fumo negli occhi della Commissione.

“Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, le previsioni mostreranno per il 2019 dati di crescita e di deficit peggiori di quelli del governo italiano – scrive Il Sole – Addirittura, alcuni esponenti comunitari parlano di scostamenti evidenti. A titolo di confronto, il ministero dell’Economia a Roma prevede nel 2019 una crescita dell’1,5%, un deficit del 2,4% del Pil e un debito del 130% del Pil (le più recenti stime comunitarie pre-bilancio puntano rispettivamente sull’1,1%, l’1,7% e il 129,7%).

Oggi la Commissione europea potrebbe da Bruxelles indicare che, il prossimo anno, il Pil italiano crescerà anche sotto l’1%. Non sarebbe una vera e propria sorpresa, se si considera che i numeri che arrivano dal fronte macroeconomico confermano di fatto un rallentamento (e non solo dei fondamentali economici italiani, ma di tutta l’Europa).

In realtà le stime sulla crescita del Pil che la Commisisone si appresta a pubblicare erano state considerate eccessivamente ottimistiche anche da altri organismi istituzionali italiani.

In campo contro una Italia illusa da stime-miraggio c’è anche il numero uno della Bce, Mario Draghi , che ha incontrato il ministro dell’economia Giovanni Tria, a porte chiuse, in occasione della riunione dell’Eurogruppo di lunedì, intimando chiaro e tondo che l’Italia deve mostrare più responsabilità nella gestione dei conti pubblici, andando anche oltre la normativa Ue.