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Il magic moment di Piazza Affari continua a metà: chiusura avanti tutta per ENI e banche, ma ben 19 titoli del Ftse Mib vanno giù

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Ennesima seduta intonata al rialzo per Piazza Affari. Dopo la grande abbuffata della vigilia con l’oltre +5% del Ftse Mib, oggi l’indice guida di Piazza Affari ha consolidato al rialzo chiudendo a 20.851 punti con un +0,49% di giornata.
A dare fiato agli acquisti in Borsa è ancora l’onda lunga della notizia del vaccino Pfizer che presto potrebbe essere disponibile. Gli esperti di MPS Capital Services sottolineano come i riscontri molto positivi di Pfizer (lo studio clinico di fase 3 ha mostrato un’efficacia oltre il 90%) sono confortanti anche per i vaccini di altre società come Astrazeneca e Moderna che utilizzano un approccio simile a quello di Pfizer e che potrebbero seguire nelle prossime settimane con annunci simili. Secondo il dottor Anthony Fauci, il super esperto di malattie infettive degli Stati Uniti, il candidato vaccino sviluppato da Pfizer e BioNTech potrebbe essere somministrato entro la fine dell’anno.

ENI e le big bancarie catalizzano gli acquisti

Gli investitori hanno continuato anche oggi a comprare a mani basse alcune delle big di Piazza Affari rimaste indietro in questo 2020. La rotazione settoriale conferma premiare banche e titoli oil anche se oggi gli acquisti si sono fatti più selettivi con la predilezione per i nomi più blasonati del Ftse Mib. Così tra gli oil spicca il nuovo balzo di ENI che segna oggi +4,07% in area 7,687 euro. Oggi gli analisti di Equita alla luce del newsflow positivo riguardante i risultati confortanti del vaccino anti-Covid-19, hanno confermato la view positiva sul titolo ENI (raccomandazione buy con target price a 10 euro) aumentando il peso in portafoglio di 50 bps. Il titolo ENI, in consistente recupero già settimana scorsa, ha risalito la china di circa il 35% rispetto ai minimi pluriennali toccati il 29 ottobre (minimo intraday a 5,73 euro).
Tra le banche spicca ancora una volta la corsa di Unicredit e Intesa Sanpaolo, entrambe salite di oltre il 5% oggi. Unicredit in particolare con il balzo di oggi torna sopra la soglia degli 8 euro che non vedeva da metà settembre. Dai minimi toccati il 29 ottobre, il titolo è risalito di oltre il 29%. Oggi intanto gli analisti di AlphaValue hanno alzato la raccomandazione su Unicredit da reduce a buy con target price a 9,08 euro. Reiterato il buy invece da parte di Berenberg con tp a 9,50 euro.
Da segnalare l’oltre +1% di Banco BPM.
Tra i grandi nomi di Piazza Affari seduta tonica anche per FCA (+2,5%), balzata sopra i 12 euro sui massimi da febbraio. Bene anche Generali (+2,36%). Male invece Ferrari caduta indietro del 3%. Poco mossa ENEL (-0,05%) che si mantiene sopra la soglia degli 8 euro.

Leonardo la migliore anche oggi

Il miglior titolo in assoluto anche oggi è stato però Leonardo con +7,41% a 5,42 euro. A spingere gli acquisti su Leonardo contribuisce anche il rumor circa la possibile IPO per la controllata statunitense DRS, da realizzare nel primo trimestre del 2021 quotando al NYSE il 40% del capitale. Così riferisce Bloomberg e la società aerospaziale italiana in una dichiarazione ha confermato che sta valutando l’operazione ma non è stata ancora presa una decisione definitiva. A detta degli analisti di Mediobanca Securities l’Ipo di Drs rappresenta una ‘win-win solution’. “Sebbene questa non sia la prima volta che emergono questi rumors, riteniamo che l’Ipo di Drs sia la migliore opzione possibile che Leonardo potrebbe proseguire, in quanto consentirebbe al gruppo italiano di ridurre il proprio livello di indebitamento netto – spiegano gli esperti di piazzetta Cuccia -, consentendo alla stessa Drs di crescere in maniera inorganica usando le sue azioni, che probabilmente sarebbero scambiate a multipli più alti rispetto a quelli della controllante. A sua volta, il deleveraging di Leonardo potrebbe supportare una sostanziale rivalutazione delle proprie azioni”.

Tanti titoli fanno dietrofront

Non mancano oggi i titoli in affanno con ben 19 dei 40 titoli del Ftse Mib che hanno chiuso in rosso. Spicca il -6% di Stm che si uniforma al cattivo umore del settore tecnologico Usa. Oltre -4% per Prysmian. Mentre tra le banche non ha cavalcato il rally del settore il titolo Bper  arretrato dello 0,84%.
Segno meno anche per Diasorin (-1,19%) dopo l’oltre -16% della vigilia. Calo dell’1,5 per cento circa per CNH che guarda con apprensione al nuovo tonfo a Wall Street di Nikola, la startup dei camion elettrici con cui ha una partnership e di cui detiene una quota di oltre il 7%.