Notizie Notizie Italia Macron sceglie Lecornu, ma è incubo downgrade. Btp al sorpasso sui cugini d’oltralpe e maxi-tesoretto spread per Giorgetti

Macron sceglie Lecornu, ma è incubo downgrade. Btp al sorpasso sui cugini d’oltralpe e maxi-tesoretto spread per Giorgetti

10 Settembre 2025 09:11

Nuove gerarchie dei debiti sovrani europei. A meno di 24 ore dalla caduta del governo Bayrou, i mercati hanno visto consumarsi il sorpasso di Roma ai danni di Parigi. Più che un sorpasso è stato un appaiarsi dei rendimenti tra Btp e Oat di pari scadenza che nella giornata di ieri, stando ai dati Bloomberg, si sono allineati in area 3,47% con rendimento del titolo italiano che è arrivato anche a scendere di poco sotto quello del pari durata transalpino.

Per la prima volta dalla crisi del debito europeo la Francia presenta un rischio pari a quello dell’Italia agli occhi degli investitori. Riavvolgendo indietro il nastro, fino a un anno e mezzo fa, a inizio 2024, lo spread tra Btp e Oat era superiore a 100 punti base, per poi ridursi in area 40 punti base entro la fine del 2024 e proseguire quest’anno il percorso verso l’azzeramento.

Macron sceglie Lecornu, rischio spread 100 per la Francia

In serata è arrivata la decisione del presidente Emmanuel Macron di nominare Sebastien Lecornu come nuovo primo ministro, succedendo a François Bayrou, dimissionario dopo il voto di sfiducia di lunedì. La reazione dei mercati al momento è tiepida, bisognerà vedere che tipo di sostegno avrà il nuovo premier, le misure economiche che metterà in atto e intanto incombe come un macigno il possibile downgrade da parte delle agenzie di rating, a partire da Fitch questo venerdì (rating AA- con un outlook negativo).

La stessa Fitch aveva avvertito che “un declassamento sarebbe stato preso in considerazione se non si fosse in grado di attuare un piano di risanamento di bilancio credibile a medio termine, in particolare a causa dell’opposizione politica o delle pressioni sociali, ma anche a causa di prospettive di crescita significativamente meno favorevoli”.

Tra gli analisti i timori non mancano, anche se al momento sembra scongiurato lo scenario peggiore, ossia le elezioni anticipate che potrebbero sancire una maggioranza dell’estrema destra di Marine Le Pen.

“Lo spread francese potrebbe continuare a oscillare intorno a 80 punti base, ma in caso di declassamento del rating e di un aumento dell’incertezza politica il rischio che lo spread raggiunga i 100 punti base non è marginale”, ammonisce Mauro Valle, head of fixed Income di Generali Asset Management.

A Parigi i conti non tornano

Senza misure correttive la spesa pubblica francese aumenterebbe di 51,1 miliardi di euro il prossimo anno, spingendo il deficit al 6,1% del PIL, ben al di sopra del 4,6% indicato nel piano presentato alle autorità europee. E il problema non farà che aggravarsi nei prossimi anni. Senza contromisure fiscali, si prevede che il debito salirà dal 113% del PIL nel 2024 al 125,3% del Pil nel 2029.

“Il problema fiscale della Francia è dovuto principalmente all’invecchiamento della popolazione. La spesa per la protezione sociale e l’assistenza sanitaria rappresentava il 32,3% del PIL nel 2023, rispetto a una media del 27,2% nell’eurozona, e questa spesa aumenterà naturalmente con l’invecchiamento della popolazione”, spiegano gli esperti di Ing. Inoltre, la crescita potenziale del PIL francese rimane molto bassa, intorno all’1,2%, il che non è sufficiente a finanziare l’aumento del costo della protezione sociale. Il problema è ancora più acuto quando la crescita del Pil scende al di sotto del potenziale, come nel caso di quest’anno, con una crescita prevista in media dello 0,6%.

Roma invece sorride, tesoretto spread da 13 miliardi

Le tensioni politiche e i rischi per le finanze pubbliche francesi per il momento non ha comportato ricadute sugli altri titoli di Stato e quindi l’Italia appare al momento immune da ricadute, anche se il timore di un effetto contagio è sempre all’orizzonte, così come la consapevolezza che Parigi è un importante partner commerciale dell’Italia e un suo passo falso andrebbe a indebolire anche l’economia tricolore.

Intanto ieri l’agenzia Bloomberg ha quantificato un tesoretto fiscale di 13 miliardi per l’Italia, di cui 5 miliardi nel 2025 e 8 miliardi nel 2026, in virtù del calo dei rendimenti sui titoli di Stato tricolori, con lo spread Btp Bund che in questi mesi si è assestato ai minimi degli ultimi 15 anni.
un assist in più nel percorso di uscita dalla procedura di infrazione per disavanzo eccessivo con un anno d’anticipo. Il ministro Giorgetti ha indicato il 2026 per tagliare il traguardo del deficit sotto il 3%, ma la soglia appare a portata di mano già per fine 2025.