Notizie Notizie Italia Mps-Mediobanca, fusione e nuovi equilibri con Generali. Si avvia la fase 2

Mps-Mediobanca, fusione e nuovi equilibri con Generali. Si avvia la fase 2

9 Settembre 2025 08:31

Mps conquista Mediobanca e apre a una nuova stagione per se stessa e per Piazzetta Cuccia, che ha sciolto il patto di consultazione. Dalla crisi del post-Antonveneta alla scalata, la banca senese si è trasformata da preda a protagonista nel risiko bancario italiano.

Con il raggiungimento della maggioranza assoluta, dal prossimo 15 settembre, data di pagamento del corrispettivo dell’Opas, l’istituto guidato da Alberto Nagel diventerà a tutti gli effetti una controllata del Monte, con ingresso nella galassia Generali. L’ex salotto buono cambia radicalmente volto.

I numeri dell’operazione

Durante il periodo di adesione, sono state consegnate 506,6 milioni di azioni, pari al 62,29% del capitale, di cui il 16,5% solo ieri, ultima giornata utile per apportare titoli. Numeri che permetteranno a Siena, tra il 16 e il 22 settembre, quando verranno riaperti i termini, di arrivare oltre al 66,7% che permetterà all’ad di Mps, Luigi Lovaglio, di delistare Mediobanca, preparare la fusione e avviare 700 milioni di euro di sinergie e i 2,9 miliardi di euro di crediti fiscali promessi.

“Il superamento della soglia del 50% consentirà alla nuova entità di beneficiare dell’utilizzo accelerato delle DTA (circa 500 milioni annui contro i circa 200 milioni per BMPS standalone) e rappresenta un passaggio chiave per aumentare la visibilità sulle potenziali sinergie (stimate fino a 700 milioni da BMPS) e mitigare il rischio di eventuali dissinergie”, spiega Equita ricordando inoltre che “qualora in occasione della riapertura dei termini BMPS superasse la soglia del 66,7% del capitale di Mediobanca, otterrebbe il controllo certo dell’assemblea straordinaria, aprendo così la strada a una potenziale fusione tra i due istituti”.

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L’ultimo anno

L’ad Luigi Lovaglio aveva prospettato già tre anni fa al Mef, primo azionista di Rocca Salimbeni, l’operazione sul gruppo guidato da Nagel. A fine 2024 con l’uscita ordinata del Mef dal capitale, iniziano a circolare le voci di un possibile spezzatino del Monte, ma anche altri scenari come un transformational deal con Mediobanca. Detto fatto. Dopo il lancio dell’Opas lo scorso 24 gennaio, a giugno Mps aveva rinunciato alla soglia minima del 66,7% per l’offerta, affermando che il superamento del 35% avrebbe comunque consentito di controllare Piazzetta Cuccia.

Ma nonostante l’attuale cda guidato da Nagel abbia definito l’Opas “priva di razionale industriale nonché priva di convenienza per gli azionisti di Mediobanca” anche dopo l’incremento del corrispettivo della settimana scorsa, a 2,533 azioni Montepaschi più 0,90 euro cash per ciascuna azione, già venerdì scorso le adesioni hanno raggiunto il 45,8%, per poi decollare oltre il 60%, con 134.114.712 richieste di adesione. Per poter controllare l’assemblea straordinaria Mps deve superare il 66,6%, cosa che a questo punto non è escluso possa accadere nel periodo di riapertura dell’offerta.

Alla consegna delle azioni hanno fatto da apripista Delfin e Caltagirone, soci forti a Siena e Milano, tra i primi ad aderire con il loro 30%. Il ritocco cash di 0,9 euro, deciso a inizio Settembre, ha poi smosso quegli azionisti che avevano bloccato l’offerta di Mediobanca su Banca Generali, attirandosi le accuse di conflitto di interesse. Un pacchetto del 12%, apportato dalle casse di previdenza, dai Benetton, da Amundi, Anima, Tages. A loro si sono uniti i grandi fondi e investitori istituzionali, come Vanguard, Fidelity, Blackrock e Norges Bank e alcuni pattisti, come la famiglia Tortora e la famiglia Doris.

Le prossime tappe

Il consiglio del 18 Settembre, in agenda per il bilancio, non potrà che prendere atto della vittoria di un progetto, quello di integrazione tra una banca commerciale e una banca di investimento specialistica, contro cui il management di Piazzetta Cuccia ha tentato fino all’ultimo di difendersi. L’ipotesi più probabile è che Nagel e il cda rassegnino le dimissioni con effetto dall’assemblea che, da tradizione, si svolge il 28 ottobre. Fonti di Acea ribadiscono l’impegno di Fabrizio Palermo nella realizzazione del Piano del gruppo romano replicando alle indiscrezioni su un possibile incarico per il manager. Continuano a circolare i nomi di Marco Morelli (Bnp Am) per la carica di ceo e di Vittorio Grilli (Jp Morgan) e Luigi de Vecchi (Citi) per la presidenza, ma i giochi sono aperti.

E Generali?

Gli effetti del cambiamento epocale  si potrebbero presto far sentire anche sulle Generali. Il Monte, nel cui azionariato svetta il Governo con l’11,7% del capitale, diventerà il custode del 13,1% del Leone con cui Piazzetta Cuccia ha regnato per decenni su Trieste. Per il cda e l’ad del Leone, Philippe Donnet, nominati da Piazzetta Cuccia la scorsa primavera, si prospettano mesi complessi, con il progetto di fusione nell’asset management con Natixis vicino al tramonto. Nel frattempo De Agostini, storico alleato di Mediobanca, ha completato la cessione della sua quota, avviata nel 2021.

Le date chiave

Il 15 settembre ci sarà il pagamento del corrispettivo di 2,533 azioni Mps più una componente in contanti di 0,9 euro ad azione per ogni titolo Mediobanca; li 16 Settembre la riapertura dei termini dell’offerta per cinque giorni; il 18 settembre il cda di Mediobanca sul bilancio e la convocazione dell’assemblea; il 22 Settembre la chiusura della riapertura dei termini dell’offerta; il 28 ottobre la probabile assemblea di Mediobanca che, oltre ad approvare il bilancio, potrebbe nominare il nuovo cda.