Notizie Notizie Italia Luglio d’oro per Piazza Affari, ma la metà dei titoli chiude in rosso

Luglio d’oro per Piazza Affari, ma la metà dei titoli chiude in rosso

4 Agosto 2025 09:32

Luglio si è concluso da poche sedute per Piazza Affari ed è stato un mese d’oro. Secondo l’analisi di eToro, il comparto bancario e quello industriale ha permesso all’indice Ftse Mib di chiudere il mese con un solido +3%; ancora meglio ha fatto il Total Return Index, guadagnando +3,36% e aggiornando per ben sei volte i propri massimi storici. Del resto, luglio è sempre stato un mese molto buono per la Borsa di Milano: dal 2015 a oggi ha chiuso in positivo nel 91% dei casi (migliore percentuale tra i diversi mesi dell’anno), con una media del +2,85% e una mediana al 3%.

Tutto bene, quindi? In parte; perchè se 19 titoli del Ftse Mib hanno chiuso il mese in positivo, altri 21 sono invece arretrati. Segno che ci sono dei settori che vanno meglio e altri che invece hanno passato un luglio molto difficile.

I titoli andati meglio a luglio

Il titolo con la miglior performance è stato Prysmian (+17,2%), seguito poi dai bancari: UniCredit (+13,6%), Banco Bpm (+13,0%), Bper (+11,9%), Azimut (+9,9%), Generali (+8,3%), Intesa Sanpaolo (+8,3%) e Mediolanum (+6,0%). Eccetto Fineco (-0,6%), Mediobanca (-2%) e Nexi (-1,3%), questi titoli hanno trascinato il listino, mostrando non solo forza relativa, ma anche solidità tecnica: molti sono rimasti stabilmente sopra le medie mobili e a pochi punti percentuali dai massimi annuali.

“Luglio ha confermato il ruolo di traino del comparto finanziario sul listino italiano, non solo sulla scia del risiko bancario ma sostenuti soprattutto da trimestrali solide, dividendi generosi e guidance riviste al rialzo”, spiega l’analisi di eToro.

Anche il comparto industriale ha avuto un buon luglio; Iveco si distingue con un +8,7%, anche se a fine mese ha perso momentum dopo la cessione agli indiani di Tata Motors. Prysmian è il best performer di luglio (+17,2%) grazie alla forza dei margini, alla leadership nella transizione energetica e a un posizionamento tecnico impeccabile. Arretra invece Leonardo di -1,1% ma resta uno dei titoli più forti del 2025 (+84,3% YTD).

Bene anche Campari che chiude a +6,1%: “la crescita organica è piatta ma migliorano Usa e canale on-trade, e la strategia sul portafoglio di marchi convince”, spiega eToro.

Ftse: Performance in luglio total return
 © eToro

Chi ha faticato

Ma se 19 titoli sono andati bene, la maggior parte hanno invece chiuso in rosso. Su tutti spiccano Amplifon (-25,8%, causato soprattutto da una trimestrale al di sotto delle attese), STMicroelectronics (-13,5%), Stellantis (-8,8%), Ferrari (-7,3%), A2A (-7,1%), DiaSorin (-7,0%) e Recordati (-6,6%). Anche titoli difensivi come Hera (-9,2%), Terna (-3,6%) e Snam (-1,3%) hanno mostrato chiari segnali di affaticamento. Oltre a Amplifon, anche Stm è tra i peggiori del mese; i conti mostrano margini sotto pressione, guidance prudente e un segmento automotive in difficoltà.

Il comparto lusso è in netta retromarcia con Moncler a -1,8% e Brunello Cucinelli a -4,8%. Anche il settore automotive è in difficoltà, con Stellantis ancora in calo nonostante l’arrivo di Antonio Filosa come nuovo amministratore delegato e Ferrari che ha visto un pesante ribasso dopo la presentazione dei conti trimestrali. Si salva Pirelli, che cresce dell’1,1%.

Mese difficile anche per le utilities: A2A è tra i peggiori di luglio, nonostante fondamentali solidi. Hera subisce forti prese di profitto dopo trimestrale in linea, mentre Italgas (+0,6%) regge grazie all’acquisto di 2i Rete Gas.

Come vanno i titoli da inizio anno

Analizzando invece i titoli del Ftse Mib dall’inizio del 2025, 30 risultano in territorio positivo secondo la performance total return, ma la dispersione tra i risultati è marcata.

Tra i migliori spiccano Iveco (+99,3%), Leonardo (+84,3%), UniCredit (+72,9%), Bper e Banco Bpm (entrambe oltre il +52%), e Unipol (+54%). Aziende che hanno beneficiato dei principali trend macroeconomici dell’anno: il risiko bancario, i tagli ai tassi Bce e le tensioni geopolitiche che premiano i settori difesa ed energia.

All’estremo opposto, si registrano cali significativi per Amplifon (-39,7%), Stellantis (-32,8%), Stm (-5,8%), Nexi (-2,0%) e Ferrari (-5,8%). Il settore healthcare si conferma quello più problematico nel 2025, mentre per Stellantis continua il calo che la affligge ormai da un anno e mezzo.