Il mercato boccia la cessione a Tata, Iveco inchioda in Borsa. I dettagli del deal con Leonardo
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Nel giorno dei conti semestrali, Leonardo chiude anche l’operazione con Iveco Group che – nell’ambito della cessione all’indiana Tata Motors – ha venduto la divisione Difesa al gruppo italiano guidato da Roberto Cingolani. La storica azienda di furgoni, camion e autobus del gruppo Agnelli, diventa così indiana per 3,8 miliardi di euro e lascerà anche la Borsa.
Dal canto suo, Leonardo ha messo sul piatto 1,7 miliardi per i marchi Idv e Astra. Il titolo oggi apre in leggero rialzo (+0,73%), mentre crolla Iveco (-5%) a 18 euro.
L’operazione Iveco-Tata
L’acquirente Tata Motors che è riuscita nell’impresa di conquistare un pezzo pregiato dell’automotive europeo s’impegna a non chiudere stabilimenti e a non tagliare la forza lavoro. L’Opa concordata è subordinata alla separazione delle attività di Iveco Defence, che passeranno entro marzo 2026 al gruppo Leonardo, porta il valore complessivo delle due operazioni a 5,5 miliardi: per Exor, la holding della famiglia, che detiene poco più del 27% di Iveco, significa un incasso di 1,5 miliardi. L’acquisizione da parte degli indiani, prevista entro la metà del prossimo anno, sarà totale e Iveco, che manterrà la sede principale in Italia, a Torino, lascerà la Borsa di Milano.
Le dure realtà combinate avranno insieme vendite superiori alle 540.000 unità all’anno e ricavi pari a circa 22 miliardi di euro, suddivisi tra Europa (circa 50%), India (circa 35%) e Americhe (circa 15%) con posizioni interessanti nei mercati emergenti in Asia e Africa.
Iveco-Leonardo
Il deal Iveco-Leonardo darà invece vita a un campione nazionale nel settore della difesa terrestre a livello europeo, con le dimensioni e le competenze necessarie per competere anche a livello globale. Il gruppo guarda a un mercato europeo che, stima, al 2030 varrà 100 miliardi di euro. L’alleanza italo-tedesca nei veicoli militari potrà ora presidiare ogni ambito, dagli autocarri alla possibilità di competere per il futuro programma del “main ground combat system” europeo, il carro armato pesante di prossima generazione, guardando anche ai progetti di droni su cui lavora Iveco. Mission che passa anche per le commesse da 23 miliardi in 10 anni dell’Esercito Italiano per rinnovare la vecchia flotta degli Ariete e dei Dardo con 280 carri armati pesanti e più di mille cingolati leggeri. Le sinergie attese si aggirano sui 30 milioni l’anno.
Iveco, sempre ieri, ha approvato i conti del secondo trimestre 2025, che presentano un calo dei ricavi e dell’utile, e ha rivisto al ribasso le previsioni finanziarie dell’anno con ricavi in calo fra il 3 e il 5% anzichè stabili.
Secondo e-Toro, con questa operazione si completa “un puzzle strategico che già includeva le JV con Rheinmetall (veicoli da combattimento), Baykar (droni avanzati), Edgewing (GCAP con BAE e Mitsubishi) e Nuclitalia (energia modulare con Enel e Ansaldo). Sul fronte cyber, Leonardo ha rafforzato il perimetro acquisendo SSH (Finlandia) e Axiomatics (Svezia), puntando su architetture Zero Trust e sicurezza data-centric. A monte di tutto, un piano industriale centrato sul “capacity boost”: raddoppio radar, +40% elicotteri, +30% nei servizi. Leonardo si muove come una piattaforma, non come un semplice contractor”.
I conti di Leonardo
Leonardo ha presentato ieri una semestrale in crescita, con la guidance 2025 rivista al rialzo per ordini, flusso di cassa operativo e riduzione dell’indebitamento. Nel dettaglio, il risultato netto ordinario è arrivato a 273 milioni, +44,4%. Il risultato netto, condizionato nel confronto da plusvalenze straordinarie, è di 542 milioni, -2,3%. Il portafoglio ordini raggiunge 45 miliardi. In calo l’indebitamento netto di gruppo, -27,6%.
Secondo Banca Akros, “i risultati del secondo trimestre sono stati solidi e la guidance è stata migliorata grazie alla possibile aggiudicazione di alcuni ordini jumbo nei prossimi mesi, che avrebbero un impatto positivo anche sull’OFCF e sull’indebitamento netto”. Occhi puntati sulla divisione Aerostrutture nel secondo semestre. “Leonardo sta definendo un piano industriale congiunto con un potenziale partner per il business delle aerostrutture. La firma di un accordo di partnership è prevista entro la fine del 2025”, spiegano gli analisti.